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Di fronte alla radicalizzazione, il Consiglio di Sicurezza invita gli Stati Membri a rafforzare la partecipazione dei giovani ai processi decisionali

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Resolution 2250 (2015) Adottata dal Consiglio di Sicurezza durante la sua riunione n. 7573 del 9 dicembre 2015

Il Consiglio di Sicurezza,

Riaffermando le sue precedenti risoluzioni numero 1325 (2000), 1820 (2008), 1889 (2009), 1960 (2010), 2106 (2013), 2122 (2013) e 2242 (2015) su Donne, Pace e Sicurezza e tutte le dichiarazioni pertinenti del suo Presidente, le sue risoluzioni sulla Lotta al Terrorismo numero 2178 (2014) e 2195 (2014) e la Dichiarazione del suo Presidente S/PRST/2015/11, e le Dichiarazioni del suo Presidente sul Consolidamento della Pace Post-Conflitto S/PRST/2012/29 e S/PRST/2015/2,

Riaffermando le sue precedenti risoluzioni numero 1265 (1999) e 1894 (2009) sulla Protezione dei Civili nei Conflitti Armati,

Tenendo presenti i propositi e i principi della Carta delle Nazioni Unite e la responsabilità primaria del Consiglio di Sicurezza nel mantenimento della pace e della sicurezza internazionali, in base a quanto previsto dalla stessa Carta,

Notando che il termine “giovane” viene definito, nel contesto della presente risoluzione, come una persona di età compresa tra 18 e 29 anni, e notando altresì le variazioni di definizione relative a tale termine che potrebbero sussistere a livello nazionale e internazionale, ivi inclusa la definizione di “giovane” indicata nelle risoluzioni dell’Assemblea Generale A/RES/50/8I e A/RES/56/117,

Riconoscendo che la generazione dei giovani di oggi è la più ampia che l’umanità abbia mai conosciuto e che le persone giovani spesso costituiscono la maggior parte della popolazione dei paesi colpiti da conflitti armati,

Esprimendo preoccupazione in merito al fatto che, tra i civili, i giovani rappresentano la maggior parte delle persone sfavorevolmente colpite dai conflitti armati, per esempio come rifugiati e sfollati, e che l’interruzione dell’accesso a istruzione e opportunità economiche ha un impatto drammatico sui processi di pacificazione e pace durevole,

Riconoscendo l’importante e positivo contributo apportato dai giovani agli sforzi per il mantenimento e la promozione della pace e della sicurezza,

Affermando l’importante ruolo che i giovani possono svolgere nella prevenzione e risoluzione dei conflitti e come aspetto chiave della sostenibilità, esaustività e successo degli sforzi volti al mantenimento e al consolidamento della pace,

Riconoscendo che i giovani dovrebbero essere coinvolti attivamente nel processo di formazione di una pace durevole e di collaborazione per la giustizia e per la pacificazione, e che una gran parte della popolazione giovanile presenta un dividendo demografico unico che può contribuire a prosperità economica e pace duratura, se vengono adottate politiche di inclusione,

Riconoscendo che l’aumento della radicalizzazione della violenza e dell’estremismo violento, soprattutto tra i giovani, mette a rischio la stabilità e lo sviluppo, ed è spesso in grado di sviare gli sforzi volti al consolidamento della pace e di fomentare il conflitto, e sottolineando l’importanza di affrontare situazioni e fattori che conducono all’aumento della radicalizzazione della violenza e all’estremismo violento tra i giovani, che possono favorire il terrorismo,

Esprimendo preoccupazione sull’accresciuto utilizzo, in una società globalizzata, da parte dei terroristi e dei loro sostenitori, di nuove tecnologie di informazione e di comunicazione, in particolare internet, allo scopo di reclutare e istigare i giovani a commettere atti terroristici, così come a scopi di finanziamento, programmazione e preparazione delle loro attività, e sottolineando la necessità che gli Stati Membri cooperino tra di loro per evitare che i terroristi possano sfruttare  tecnologia, mezzi di comunicazione e risorse allo scopo per ottenere sostegno ai loro atti terroristici, rispettando allo stesso tempo i diritti umani e le libertà fondamentali e le altre obbligazioni previste dal diritto internazionale,

Notando l’importante ruolo che i giovani possono svolgere come modelli positivi di comportamento nella prevenzione e nella lotta all’estremismo violento, il quale a sua volta favorisce il terrorismo, e alimenta il conflitto, inibisce lo sviluppo socioeconomico e alimenta l’insicurezza a livello locale ed internazionale,

Notando che il Segretario Generale sta ultimando un Piano d’azione per prevenire l’estremismo violento allo scopo integrare la partecipazione, la leadership e la legittimazione dei giovani come nucleo della strategia e delle risposte delle Nazioni Unite,

Considerando il Programma Mondiale di Azione per i Giovani, le Linee Guida sulla Partecipazione dei Giovani nel Consolidamento della Pace, il Forum Mondiale su Giovani, Pace e Sicurezza dell’agosto 2015, la Dichiarazione di Amman su Giovani, Pace e Sicurezza, il Vertice Mondiale sui Giovani contro l’Estremismo Violento del settembre 2015 e l’Agenda di Azione per Prevenire l’Estremismo Violento e Promuovere la Pace, e riconoscendo il ruolo fondamentale rivestito dai giovani nella creazione delle basi per promuovere la partecipazione inclusiva dei giovani e il loro positivo contributo nel processo di consolidamento della pace in situazioni di conflitto e di post-conflitto,

Riconoscendo il lavoro ininterrotto di governi nazionali e organizzazioni locali e internazionali per coinvolgere i giovani nel processo di consolidamento e mantenimento della pace,

Incoraggiando gli Stati Membri a prendere in considerazione l’opportunità di elaborare un approccio comune delle Nazioni Unite per uno sviluppo inclusivo come chiave per prevenire i conflitti e permettere una stabilità a lungo termine e una pace sostenibile, e evidenziando a tale scopo l’importanza di identificare e affrontare le cause dell’esclusione sociale, economica, politica, culturale e religiosa, dell’intolleranza, così come dell’estremismo violento, che può favorire il terrorismo, come fattori di conflitto,

Riconoscendo che la protezione dei giovani durante e dopo i conflitti e la loro partecipazione ai processi di pace può contribuire significativamente al mantenimento e alla promozione della pace e della sicurezza internazionali, ed essendo convinti che la protezione dei civili, compresi i giovani, nei conflitti armati, dovrebbe rappresentare un aspetto importante di qualsiasi strategia esaustiva al fine di riuscire a risolvere il conflitto e consolidare la pace,

Notando le previsioni rilevanti dello Statuto di Roma della Corte Penale Internazionale,

Partecipazione

1. Sollecita gli Stati membri a prendere in considerazione metodi e strategie per aumentare la rappresentanza inclusiva dei giovani nei processi decisionali a tutti i livelli, nelle istituzioni locali, nazionali, regionali ed internazionali, e a prendere in considerazione altresì meccanismi per la prevenzione e la risoluzione dei conflitti, che comprendano istituzioni e meccanismi idonei a combattere l’estremismo violento, che può favorire il terrorismo e, a seconda dei casi, a prendere in considerazione la possibilità di istituire meccanismi integrati per una significativa partecipazione dei giovani nei processi di pace e di risoluzione delle controversie;

2. Fa appello a tutti le parti in causa affinché tengano in conto, anche durante le fasi di negoziazione e attuazione degli accordi di pace, secondo i casi, la partecipazione e i punti di vista dei giovani, riconoscendo che la marginalizzazione dei giovani va a detrimento del processo di consolidamento di una pace sostenibile in tutte le società, includendo, inter alia, i seguenti specifici aspetti:

(a) I bisogni dei giovani durante il rimpatrio, il nuovo insediamento, la riabilitazione, la reintegrazione e la ricostruzione a seguito del conflitto;

(b) Misure che supportino le iniziative di pace dei giovani a livello locale e i processi autoctoni di risoluzione dei conflitti, e che coinvolgano i giovani nel meccanismo di attuazione degli accordi di pace;

(c) Misure che conferiscano legittimazione ai giovani nei processi di consolidamento della pace e di risoluzione dei conflitti;

3 Sottolinea l’importanza delle missioni del Consiglio di Sicurezza che tengono conto delle riflessioni relative ai giovani, anche attraverso consultazione con gruppi di giovani a livello locale ed internazionale, a seconda dei casi;

Protezione

4. Invita tutte le parti dei conflitti armati ad attenersi in maniera tassativa agli obblighi che le vincolano in virtù di quanto previsto dalle norme di diritto internazionale relative alla protezione dei civili, anche giovani, comprese le obbligazioni incluse nella Convenzione di Ginevra del 1949 e nei Protocolli Aggiuntivi alla stessa del 1977;

5. Invita inoltre gli stati ad adempiere agli obblighi che li vincolano in virtù di quanto previsto dalla Convenzione del 1951 sullo Status dei Rifugiati e il relativo Protocollo del 1967, la Convenzione sull’Eliminazione di tutte le Forme di Discriminazione contro le Donne del 1979 e il relativo Protocollo Opzionale del 1999 e la Convenzione sui diritti delle Persone con Disabilità;

6. Invita inoltre gli Stati Membri ad adempiere agli obblighi che li vincolano per porre fine all’impunità e, inoltre, li invita a realizzare investigazioni e a perseguire i responsabili di genocidio, crimini contro l’umanità, crimini di guerra e altri crimini atroci perpetrati contro i civili, compresi i giovani, notando che la lotta contro l’impunità per i crimini più gravi di rilevanza internazionale è stata rafforzata attraverso il lavoro su, e la persecuzione di, tali crimini da parte della Corte Penale Internazionale e tramite tribunali misti e camere specializzate in tribunali nazionali;

7. Invita tutte le parti dei conflitti armati ad adottare le misure necessarie per proteggere i civili, compresi i giovani, da tutte le forme di violenza sessuale e di genere;

8. Riafferma che gli stati devono rispettare e tutelare i diritti umani di tutti gli individui, compresi quelli dei giovani, non solo all’interno del loro territorio, ma anche all’interno dei territori soggetti alla loro giurisdizione, come previsto dalle pertinenti norme di diritto internazionale e riafferma che a ciascuno stato spetta la responsabilità primaria di proteggere la propria popolazione dal genocidio, dai crimini di guerra, dalla pulizia etnica e dai crimini contro l’umanità;

9. Sollecita gli Stati Membri a considerare misure specifiche, nel rispetto delle norme di diritto internazionale, che assicurino, durante i conflitti armati e dopo tali conflitti, la protezione dei civili, compresi i giovani;

Prevenzione

10. Sollecita gli Stati Membri ad agevolare la creazione di un ambiente inclusivo e favorevole, in cui i giovani attori, anche se provenienti da contesti diversi, siano apprezzati e trovino un supporto adeguato per implementare le attività di prevenzione della violenza e di sostegno della coesione sociale;

11. Sottolinea l’importanza della creazione di politiche giovanili che possano contribuire in maniera positiva agli sforzi di consolidamento della pace, come per esempio politiche di sviluppo economico e sociale, del supporto a progetti designati a far accrescere le economie locali e a fornire ai giovani opportunità di lavoro e tirocini professionali, dello sviluppo dell’educazione dei giovani e della promozione dell’imprenditorialità giovanile e del loro costruttivo impegno politico;

12.Sollecita gli Stati Membri a sostenere, a seconda dei casi, un’istruzione di qualità per la pace, che renda i giovani in grado di impegnarsi costruttivamente in organizzazioni civiche e in processi politici inclusivi;

13.Fa appello a tutte le parti in causa affinché prendano in considerazione la creazione di meccanismi in grado di promuovere una cultura di pace, tolleranza, dialogo interculturale e interreligioso che coinvolga i giovani e scoraggi la loro partecipazione ad atti di violenza, terrorismo, xenofobia e tutte le forme di discriminazione;

Cooperazione

14. Sollecita gli Stati Membri ad aumentare, laddove possibile, il loro sostegno politico, finanziario, tecnico e logistico, al fine di tener conto delle esigenze e della partecipazione dei giovani alle iniziative di pace in situazioni di conflitto e post-conflitto, comprese quelle intraprese da enti e programmi tra cui l’Ufficio delle Nazioni Unite di Sostegno al Consolidamento della Pace, il Fondo delle Nazioni Unite per il Consolidamento della Pace, il Programma di Sviluppo delle Nazioni Unite, il Fondo delle Nazioni Unite per la Popolazione, UN-Women, nonché le iniziative intraprese dall’Ufficio dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, dall’Ufficio dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, dall’Ufficio delle Nazioni Unite su Droga e Crimine, e dagli altri corpi ed attori rilevanti, a livello regionale e internazionale;

15. Sottolinea il ruolo vitale della Commissione per il Consolidamento della Pace nell’affrontare le condizioni e i fattori che conducono alla crescita della radicalizzazione della violenza e all’estremismo violento tra i giovani, che possono favorire il terrorismo, includendo nei suoi consigli e nelle sue raccomandazioni per le strategie di consolidamento della pace, modalità per coinvolgere i giovani in maniera significativa sia durante sia in seguito a un conflitto armato;

16. Incoraggia gli Stati Membri a coinvolgere le comunità locali più rilevanti e gli attori non governativi nello sviluppo di strategie per contrastare la violenta narrativa estremista, che può istigare a compiere atti terroristici, affrontare le condizioni che possono contribuire all’espansione dell’estremismo violento, che può favorire il terrorismo, anche rafforzando il potere conferito a giovani, famiglie, donne, leader religiosi, culturali ed educativi e a tutti gli altri gruppi della società civile coinvolti, e adottando approcci su misura per contrastare il reclutamento di questo tipo di estremismo violento e per promuovere l’inclusione e la coesione sociale;

Disimpegno e reintegrazione

17. Incoraggia tutti gli attori coinvolti nei programmi di disarmo, mobilitazione e reintegrazione a considerare i bisogni dei giovani colpiti dai conflitti armati, compresi, tra gli altri, i seguenti:

(a) opportunità di lavoro per i giovani basate su dati concreti e sensibili all’uguaglianza di genere, politiche inclusive in materia di lavoro, piani nazionali di azione per l’impiego dei giovani formulati in collaborazione con il settore privato, sviluppati in cooperazione con i giovani e riconoscendo l’esistenza di un’interconnessione tra educazione, lavoro e formazione, allo scopo di prevenire la marginalizzazione dei giovani;

(b) investimento finalizzato a consolidare le competenze e le abilità dei giovani per soddisfare la domanda di lavoro, attraverso opportunità educative pertinenti, designate in modo da promuovere una cultura di pace;

(c) sostegno in favore di organizzazioni guidate dai giovani e volte al consolidamento della pace cha facciano da partner nei programmi di impiego e imprenditorialità giovanile;

18. Evidenzia la propria disponibilità, nel momento in cui le misure vengano adottate in virtù dell’Articolo 41 della Carta delle Nazioni Unite, a considerarne il potenziale impatto sulla popolazione, compresi i giovani;

Prossimi passi

19. Invita gli enti rilevanti delle Nazioni Unite, i Relatori e gli Inviati Speciali e i Rappresentanti del Segretario Generale, incluso l’Inviato del Segretario Generale per la Gioventù e l’Inviato Speciale per i Giovani Rifugiati, a migliorare il coordinamento e l’interazione sui bisogni dei giovani durante i conflitti armati e a seguito dei conflitti;

20. Richiede al Segretario Generale di condurre uno studio sull’avanzamento del contributo apportato dai giovani ai processi di pace e di risoluzione dei conflitti, per poter suggerire risposte efficaci a livello locale, nazionale, regionale e internazionale, e richiede inoltre al Segretario Generale di rendere i risultati di questo studio accessibili al Consiglio di Sicurezza e a tutti gli Stati Membri delle Nazioni Unite;

21. Richiede inoltre al Segretario Generale di includere nei propri rapporti, nel contesto di situazioni che figurano nell’agenda del Consiglio, le misure adottate nell’attuazione della presente risoluzione, incluse le informazioni sui giovani in situazioni di conflitti armati e l’esistenza di misure relative a prevenzione, collaborazione, partecipazione, protezione, disimpegno e reintegrazione dei giovani in virtù di quanto disposto dalla presente risoluzione;

22. Decide di continuare ad occuparsi attivamente della questione.

SDG Poster 2018 2

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