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Conferenza - World Humanitarian Summit: quale spazio viene dato ai bambini e ai giovani?

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25 feb - Si è tenuta oggi presso The External Cooperation INFOPOINT la conferenza “World Humanitarian Summit: quale spazio viene dato ai bambini e ai giovani?” organizzata dalla Commissione Europea.
L’obiettivo della conferenza è stato quello di stimolare un dibattito sul tema della tutela dei minori e del finanziamento umanitario in supporto a questa, in vista del World Humanitarian Summit, e di assicurare che le esigenze e le opinioni dei bambini e dei giovani siano note all’Unione Europea e ai suoi Stati membri.

Ad introdurre la conferenza è stato Maxence Daublain, Policy Officer per i diritti dei bambini, genere e discriminazione presso DG DEVCO, sono poi seguiti gli interventi di Gosia Pearson, Policy Officer presso DG ECHO, Alexandra Matei, Policy Officer presso World Vision Brussels, Marie France Bourgeois, Senior Advisor UNICEF.

Gosia Pearson ha messo in risalto la difficile situazione in cui attualmente il mondo si trova in termini di sofferenze umane e bisogno di aiuti umanitari, e ha ricordato come il World Humanitarian Summit che si terrà a Istanbul il 23 e 24 maggio, è il primo nella storia. Per far fronte all’emergenza umanitaria che caratterizza i nostri tempi c’è bisogno di ripensare e rimodellare il modo in cui è stata condotta fin’ora l’azione umanitaria. Per prima cosa bisogna considerare che c’è un gran numero di attori diversi che sono coinvolti negli sforzi umanitari: oltre ai donors, vi sono infatti anche organizzazioni regionali e attori locali, ed è necessario coordinare gli sforzi comuni per ottenere migliori risultati. Bisogna costruire e rinforzare una partnership globale per salvare la vita a migliaia di persone, porre fine alle sofferenze umane e preservare la dignità umana.

Gosia Person ha in seguito illustrato la posizione della Commissione Europea sul World Humanitarian Summit e ne ha descritto le 2 principali priorità che includono 7 aree di azione.

A) Principi per l’azione umanitaria:

1. Riaffermare i valori umanitari
2. Garantire accesso all’assistenza umanitaria
3. Inserire la protezione al centro della risposta

B) Azione umanitaria efficace:

4. Consenso sui principi di base dell’efficacia umanitaria
5. Sussidiarietà e solidarietà
6. Finanziamento efficiente e sufficiente
7. Partnership per affrontare le crisi umanitarie

Il secondo intervento è stato condotto da Alexandra Matei che ha illustrato il contesto in cui opera World Vision, la ONG a servizio dei bambini e che lavora per il loro benessere. Matei ha sottolineato l’importanza di porre al centro del World Humanitarian Summit la tematica dell’assistenza umanitaria ai bambini, dato che circa un miliardo di bambini vivono in paesi che si sono trovati in situazioni di conflitto in questi ultimi anni, e dato che il numero di persone che si trovano in stato di emergenza è raddoppiato. Essa ha aggiunto inoltre che un bambino nato in uno stato fragile ha il doppio delle probabilità di morire prima di aver compiuto i 5 anni, rispetto a un bambino nato in un paese a basso reddito più stabile; e che il 70% delle morti infantili si verifica negli stati fragili.

Il terzo intervento è stato condotto da Marie France Bourgeois che ha incentrato il suo discorso sul concetto di Accountability – Responsabilità nei confronti della popolazione in una situazione di emergenza. Essa ha portato l’esperienza dell’UNICEF che in diverse situazioni, come nel caso dell’emergenza di Ebola, ha creato sistemi come linee telefoniche o servizio sms telefonico per creare una rete di collaborazione tra le persone in emergenza e l’Organizzazione, per reperire informazioni e per strutturare un’azione mirata ed efficace.

Per vedere la conferenza in streaming cliccare qui

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