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Nuovo editoriale di Ban Ki-moon sull'Agenda per l'Umanità pubblicato oggi dal Corriere della Sera

Bani Ki moon in Sud Sudan  

01 mar - Mai così tante persone, dai tempi della seconda guerra mondiale, sono state costrette ad abbandonare le proprie case. Non c’è tempo da perdere.

Mai così tante persone hanno avuto un tale disperato bisogno di assistenza umanitaria da quando esistono le Nazioni Unite. Sempre più attori in situazioni di conflitto stanno violando senza remore il diritto umanitario internazionale. Mai così tante risorse sono state richieste per soddisfare bisogni umanitari in vertiginoso aumento. Eppure, ci troviamo di fronte alla più grande carenza di finanziamenti di sempre. Per questa e tante altre ragioni, il 23 e 24 maggio a Istanbul indirò il primo Vertice Umanitario Mondiale. Incoraggio tutti i leader del mondo, le organizzazioni internazionali ed altri attori ad impegnarsi a fare di più, e meglio, per quanti hanno bisogno di aiuto. Non c’è tempo da perdere.

Il cambiamento climatico sta influenzando la vita e i mezzi di sostentamento in tutto il nostro fragile pianeta. Conflitti brutali e apparentemente ingestibili, estremismo violento, crimine transnazionale e crescenti disuguaglianze stanno sconvolgendo la vita di milioni di uomini, donne e bambini, destabilizzando intere regioni. Mai così tante persone, dai tempi della seconda guerra mondiale, sono state costrette ad abbandonare le proprie case.

Un senso di umanità comune e condiviso deve ispirare il nostro modo di fare politica e guidare le decisioni finanziarie. In vista del Vertice, ho elaborato un’Agenda per l’Umanità che rappresenti un quadro di riferimento per l’azione, il cambiamento, e per una responsabilità reciproca. L’Agenda delinea cinque responsabilità chiave.

In base alla prima i leader devono aumentare i loro sforzi per trovare soluzioni politiche per prevenire e porre fine ai conflitti. Il loro enorme costo umanitario ed economico rende i conflitti il più grande ostacolo per lo sviluppo umano. Dobbiamo passare dalla gestione delle crisi alla loro prevenzione.

La seconda responsabilità riguarda l’obbligo dei Paesi di rispettare le norme a salvaguardia dell’umanità. Ciò significa rispettare il diritto umanitario internazionale e i diritti umani, fermare bombardamenti e attacchi contro bersagli e aree civili, oltre che impegnarsi per la giustizia nazionale e internazionale e porre fine all’impunità.

Il terzo punto dichiara che non dobbiamo lasciare indietro nessuno — occorre prima di tutto raggiungere le persone più emarginate. Questo significa trasformare le vite dei più vulnerabili, di chi vive in situazioni di conflitto o di povertà estrema, e di coloro che sono esposti a calamità naturali e all’innalzamento del livello del mare..

La quarta responsabilità fondamentale riguarda il passaggio dal fornire aiuto umanitario al porre fine ai bisogni. È necessario eliminare il divario umanitario e dello sviluppo una volta per tutte. Dobbiamo anticipare l’arrivo delle crisi, anziché attendere che esse accadano.

Infine, secondo il quinto e ultimo principio vanno trovati modi intelligenti e innovativi per mobilitare risorse economiche. Questo richiederà diversificare ed espandere la base delle nostre risorse e utilizzare una più ampia varietà di strumenti finanziari. Ho proposto una nuova piattaforma finanziaria internazionale con la Banca Mondiale per individuare nuovi meccanismi di finanziamento che rispondano a crisi che si protraggono nel tempo.

L’Agenda per l’Umanità offre azioni chiave e cambiamenti strategici che il mondo richiede per ridurre i bisogni umanitari e contribuire al raggiungimento degli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile. Voglio incoraggiare i leader mondiali a partecipare al Vertice Umanitario Mondiale impegnandosi a promuovere un progresso umano sostenibile e una vita dignitosa e sicura per tutti.

Per leggere l'articolo sul Corriere della Sera cliccare qui 

SDG Poster 2018 2

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