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L'OMS presenta il suo ultimo studio sui comportamenti relativi alla salute e al benessere dei bambini e degli adolescenti (HBSC)

 HBSC

15 mar - L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha presentato oggi a Bruxelles il suo ultimo studio sui comportamenti relativi alla salute e al benessere dei bambini e degli adolescenti (Health behaviour in School-aged Children - HBSC).

Ad introdurre la presentazione dello studio, Roberto Bertollini, Responsabile dell’OMS a Bruxelles; sono poi seguiti gli interventi del Dr. Gauden Galea, Direttore della Divisione delle malattie non trasmissibili e della promozione della salute nel corso della vita presso l'ufficio regionale europeo dell'OMS; Jo Inchley, Coordinatrice Internazionale del rapporto HBSC, e Martin Weber, Programme Manager per la Salute e lo Sviluppo dell’infanzia e dell’adolescenza dell'ufficio regionale europeo dell'OMS.

Lo studio è il risultato di indagini condotte su bambini e adolescenti, maschi e femmine, di 11, 13 e 15 anni di età in 42 Paesi dell'Europa e del Nord America, a cui sono state sottoposte domande riguardanti i loro comportamenti in materia di salute e nella sfera sociale.
Oggetto di indagine sono stati diversi aspetti tra cui: l’obesità e l’immagine del corpo, i comportamenti alimentari, l’attività fisica, il supporto della famiglia e dei coetanei, il consumo di alcool, tabacco e cannabis, l’esperienza del bullismo.
Come ha osservato il Dottor Gauden Galea, la fascia di età presa in esame nello studio coincide con una fase cruciale della vita di un individuo: i comportamenti e le scelte assunti dai giovanissimi in materia di salute e nella sfera sociale determinano il loro successivo sviluppo fisico e cognitivo e, con esso, le prospettive di diventare adulti sani e produttivi.

In primo piano figurano alcuni risultati positivi. L’80% dei soggetti intervistati riporta un elevato livello di soddisfazione per la propria vita, una percentuale che tende tuttavia a ridursi con l’età. Un trend positivo si registra anche per il consumo di tabacco e alcol, nel suo complesso ridottosi in maniera rilevante negli ultimi anni; la sua incidenza rimane più elevata nei ragazzi rispetto alle ragazze, anche se il divario di genere si è ridotto in ragione di un calo meno significativo nei consumi delle ragazze.

Un altro dato rilevante emerso dall’analisi è che il genere e lo status socio-economico incidono sulle abitudini e i comportamenti dei giovani, con disparità in termini di salute e benessere che persistono e aumentano nel periodo di crescita osservato. Jo Inchley, Coordinatrice Internazionale del rapporto HBSC, ha infatti richiamato l’attenzione sulle grandi disparità di genere che esistono in materia di salute, che emergono o peggiorano durante gli anni dell'adolescenza. 

Dai 15 anni di età, una ragazza su cinque (21%) riporta condizione di salute precarie, mentre una su due (50%) soffre di diversi problemi di salute più di una volta a settimana. Per i ragazzi, le percentuale sono, rispettivamente, del 13% e del 27%. I ragazzi, inoltre, sono più attivi fisicamente, ma hanno maggiori probabilità di adottare comportamenti a rischio.
I casi di sovrappeso e obesità sono più frequenti nei ragazzi che nelle ragazze, ma le ragazze sono più propense ad avere percezioni negative del proprio corpo. Questo fenomeno aumenta con l'età: si passa dal 26 % a 11 anni fino ad arrivare al 43% a 15 anni. Un quarto (25 %) delle ragazze di 15 anni di età è a dieta o cerca di trovare rimedi per perdere peso.

Il ruolo che le norme di genere e le aspettative culturali hanno nell’influenzare il comportamento dei bambini e delle bambine è suggerito dalle differenze osservate tra i diversi paesi.
Molti aspetti relativi alla salute sono infatti modellati dalla società. L’estrazione sociale dei giovani, ad esempio, è in grado di predire problemi di salute più frequenti, abitudini alimentari meno salutari e un più basso livello di soddisfazione complessiva. Lo status socio-economico delle famiglie, inoltre, determina la qualità delle relazioni con compagni di classe e familiari più di quanto non faccia l’esperienza sui banchi di scuola. Ciò suggerisce il ruolo che la scuola è chiamata a svolgere nel garantire sostegno alle ragazze e ai ragazzi, indipendentemente dal loro background familiare.

Dallo studio si possono trarre alcune conclusioni, utili a informare le politiche pubbliche in materia di sanità rivolte ai più giovani. Una di queste ci viene da Zsuzsanna Jakab, Direttore dell'ufficio regionale europeo dell'OMS. Secondo Jakab, non bisogna trattare i giovani come un gruppo omogeneo, per il quale un insieme uniforme di interventi costituisce una risposta sufficiente e adatta per rispondere alle loro esigenze.
I giovani sono diversi così come gli adulti, e hanno bisogno di una serie di interventi che tengano in considerazione la loro diversità, la loro età, il genere e il loro ambiente sociale e culturale. Nel rapporto, prosegue Jakab, i giovani dicono le cose come stanno e mettono in evidenza ciò che è importante per loro, e bisogna agire a partire da questo.

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