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Alla vigilia del summit UE sulle migrazioni, il Relatore Speciale ONU Crépeau esprime preoccupazione per l'accordo con la Turchia

 Special Rapporteur Crépeau

16 mar - Alla vigilia del summit UE sulle migrazioni il 17-18 marzo, dove è prevista la discussione sul nuovo accordo con la Turchia, il Relatore Speciale ONU sui diritti dei migranti François Crépeau ha espresso profonda preoccupazione per misure che prevedono il reinvio in territorio turco dei migranti, ivi inclusi i rifugiati, che arrivano illegalmente in Europa.

Secondo Crépeau, trasferendo le responsabilità della gestione dei migranti a un paese terzo per ragioni di convenienza politica, l’UE rischia di disattendere il suo ruolo di legislatore chiave in materia di diritti umani e protezione umanitaria.

Le misure oggetto di discussione, ha dichiarato Crépeau, comportano espulsioni massicce di migranti senza una valutazione dei casi individuali  né l'espletazione di regolari procedure di asilo, in netto contrasto con la legislazione europea e internazionale sui diritti umani, a cui è inerente il principio del “non-respingimento”.

“L’Europa non può esimersi dalle sue responsabilità facendo della Turchia il guardiano [delle sue frontiere]”. Il Relatore Speciale ONU ha inoltre sottolineato che l’unico modo che l’Europa ha di mettere in sicurezza le sue frontiere e contrastare il traffico di migranti è la garanzia di canali sicuri e regolari per la moblità [delle persone], con tutti i controlli d’identità e sicurezza previsti da procedure di visto efficienti.

Crépeau si è inoltre soffermato sul carattere pienamente sostenibile per i paesi UE delle misure di ripartizione dei rifugiati provenienti direttamente dai paesi di transito: mezzo milione in sei anni i numeri citati. Una riallocazione ordinata ed efficiente a livello europeo lancerebbe il messaggio che il fenomeno delle migrazioni non porta necessariamente a caos, odio e violenza, come più volte riportato dai media, e contribuerebbe allo sviluppo di discorsi e pratiche politiche favorevoli alla mobilità e alla diversità, veri antidoti alla retorica populista e anti-immigrati.

Il Relatore Speciale ONU ha poi sollecitato maggiori sforzi di cooperazione UE a sostegno dei paesi di frontiera, come la Grecia, lasciati soli a gestire la gran parte dei migranti e dei richiedenti asilo. Altra motivo di preoccupazione per Crépeau, il divieto d’ingresso imposto da alcuni stati nei riguardi dei migranti in base alla loro nazionalità.

“Faccio appello perché gli stati membri dell’Unione Europea affrontino l’urgenza di tale sfida attraverso un processo collettivo e ben coordinato”. In conclusione, Crépeau ha ricordato l’obbligo fondamentale dell’Europa: il rispetto e la garanzia dei diritti umani per tutti gli individui, indipendentemente dallo loro status, soprattutto in tempi di crisi.

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