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La Direttrice di UN Women sollecita una maggiore partecipazione delle donne nel Peacebuilding

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29 mar - Durante il meeting del Consiglio di Sicurezza su “Il ruolo delle donne nella prevenzione e nella risoluzione dei conflitti in Africa”, la Direttrice di UN Women, Phumzile Mlambo-Ngcuka, ha messo in luce il costante impegno delle donne nella prevenzione dei conflitti e ha richiesto maggiori sforzi per distribuire almeno il 15% delle risorse del peacebuilding all’uguaglianza di genere e all’emancipazione delle donne. 

La Direttrice ha affermato che tutte le organizzazioni femminili dovrebbero ricevere supporto politico ed economico per dedicarsi alla prevenzione della violenza, alla mediazione e alla diplomazia, e ha ricordato che investire nell’uguaglianza di genere è il miglior modo per una prevenzione strutturale e di lungo termine.
Tuttavia, il ruolo delle donne nella prevenzione dei conflitti è piuttosto scarso nelle decisioni di alto livello sulla pace e sulla sicurezza.

Phumzile Mlambo-Ngcuka ha affermato che le donne ricoprono un ruolo chiave nello smorzare le tensioni e nel prevenire la radicalizzazione nelle loro famiglie. In Mali per esempio, il fattore più importante che ha permesso la reintegrazione di molti ex combattenti sono state proprio le donne nelle loro famiglie e comunità. In Burundi, molte donne lavorano instancabilmente per affrontare i conflitti locali.

La Direttrice ha inoltre osservato che secondo lo Studio Globale sulle donne, la pace e la sicurezza, i paesi con livelli bassi di disuguaglianza di genere sono meno propensi a ricorrere all'uso della forza; la sicurezza delle donne è uno degli indicatori più affidabili della tranquillità di uno Stato; e i diversi modelli di spesa delle donne contribuiscono direttamente alla ripresa sociale post conflitto.

Durante il meeting, Phumzile Mlambo-Ngcuka ha affermato che il lavoro di prevenzione delle Nazioni Unite dovrebbe includere una maggior quantità di decisioni del Consiglio di Sicurezza informate dalla prospettiva e dalle analisi delle donne sul campo. I membri del Consiglio dovrebbero inoltre chiedere una consistente analisi di genere nei rapporti e in tutti gli sforzi di prevenzione delle atrocità.

Presente al meeting anche Tayé-Brook Zerihoun, Assistente del Segretario Generale per gli Affari Politici, che ha affermato che la promozione di una partecipazione efficace delle donne nella mediazione dei conflitti e il rispondere alle loro esigenze specifiche negli sforzi di peacemaking, sono una priorità per il Dipartimento per gli Affari Politici dal 2010. Dal 2012, tutte le squadre di supporto alla mediazione delle Nazioni Unite hanno incluso le donne, e le donne costituiscono la metà dei partecipanti al corso di formazione di alto livello sulle capacità di mediazione.

Macharia Kamau, Presidente della Commissione per il Peacebuilding, ha affermato che le donne sono una risorsa che non viene utilizzata pienamente, a causa di alcuni ostacoli come pratiche culturali che mantengono una mentalità patriarcale; una volontà politica insufficiente per implementare la Risoluzione del Consiglio di Sicurezza 1325 ( 2000) sulle donne, la pace e la sicurezza; approcci militarizzati alla risoluzione dei conflitti che tolgono lo spazio alle iniziative strutturate; e l’assenza di una ripresa economica sensibile alle tematiche di genere. La Commissione ha delineato la sua prima strategia di genere, che verrà adottata entro Luglio, e che formula delle raccomandazioni sul rafforzamento dell’integrazione delle prospettive di genere in tutti gli impegni specifici per paese.

Macharia Kamau ha asserito che le donne rimangono ai gradini più bassi del progresso sociale e dell’emancipazione, e per un futuro più inclusivo è necessario che i paesi rispondano energicamente alle condizioni delle donne che fanno parte delle loro società.

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