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In un Europa divisa sulla crisi dei migranti, il progetto italiano di 'migration compact' è valido e degno di considerazione, dice il Vice Segretario Generale ONU Jan Eliasson

 RAI interview

26 apr – Jan Eliasson, Vice Segretario Generale delle Nazioni Unite, a Bruxelles per incontri di alto livello con le istituzioni europee, ha incontrato il personale ONU. Circa il momento che vive la capitale belga, dopo gli attacchi terroristici del mese scorso, Eliasson ha esortato a non cadere nella trappola della paura. Il rischio che corre l’Europa è quello di società sempre più divise e ripiegate su se stesse, in cui si accentua la tendenza degli individui a identificare le basi del vivere sociale nell’appartenenza a comunità chiuse e gelose della propria esclusiva identità, etnica o settaria. Occorre rifarsi ai principi cardine della Carta delle Nazioni Unite, quali stato di diritto, pace e promozione dei diritti umani, per trovare ispirazione e coraggio, ha sottolineato l’alto funzionario ONU.

Eliasson ha poi definito l’Agenda 2030 e gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile tra le risposte programmatiche più ambiziose mai offerte dalla comunità internazionale, nelle quali tutte le dimensioni del progresso risultano integrate in un quadro onnicomprensivo. Il nuovo piano d’azione globale dei prossimi quindici anni indica al mondo il cammino verso un futuro più resiliente, più sensibile alla prevenzione del rischio disastri, aperto a forme di cooperazione innovative. Di fronte all’irrilevanza crescente dei confini nazionali, ha proseguito Eliasson, le relazioni nell’ambito della cooperazione allo sviluppo non possono più basarsi su approcci verticistici, bilaterali, fortemente asimmetrici, ma fare leva sul potenziale offerto dalla flessibilità di reti transnazionali.
La metafora dello specchio è quella che meglio esprime, secondo Eliasson, la coesistenza dinamica di reale e ideale che permea l’Organizzazione. Le Nazioni Unite sono infatti uno specchio che riflette due immagini: il mondo qual è – perchè è impossibile prescindere dalla realtà dei fatti - ma anche la visione del mondo come vorremmo che fosse. Gli sforzi dell’ONU servono a ridurre il divario tra realtà e visione. Il cammino verso la visione, l’immagine, l’ideale è lungo e faticoso. La bussola, i punti saldi, vanno ritrovati, ancora una volta, nei principi fondanti e immortali dell’Organizzazione.

In una successiva intervista esclusiva con la RAI, Eliasson ha affrontato questioni di attualità per l’Italia. Sulla Libia, il Vice Segretario Generale ONU ha affermato di vedere una tendenza positiva nel processo in corso, riferendo del suo incontro in precedenza con l’Alto Rappresentante per la politica estera e di sicurezza dell’Unione Europea, Federica Mogherini, e prendendo atto che l’Europa sta facendo il massimo al riguardo. E’ ancora prematuro parlare di coinvolgimento di attori internazionali sulla scena libica, ha aggiunto Eliasson, specificando che ogni ulteriore livello di discussione dovrebbe avvenire nel contesto del Consiglio di Sicurezza. L’attuale situazione di campi profughi sottratti al controllo governativo e delle Nazioni Unite è inaccettabile, ha chiarito il Vice Segretario Generale, che ha espresso l’auspicio che il governo legittimo sia presto in grado di esercitare il suo controllo in modo da consentire alle Nazioni Unite di svolgere la propria funzione.

Circa la divisione in Europa sulla crisi dei migrant, Eliasson ha detto di essere dispiaciuto per il fatto che l’attuale prevalente narratva sul tema presenti queste persone come una fonte di problema piuttosto che di opportunità, preferendo così mettere in evidenza il ruolo positivo che i migranti svolgono con le loro rimesse, in virtù del sostegno che danno alle economie dei Paesi di accoglienza e eprchè permettono di realizzare società diverse articolate. Le divisioni, ha affermato, vanno respinte, perchè rappresentano una tendenza pericolosa.

L’Italia è sulla linea del fronte in questa crisi, e la Marina italiana svolge un ruolo cruciale, ha commentato l’alto funzionario ONU richiamandosi anche alla sua esprienza personale di ex ufficiale di Marina. I flussi migratori dovrebbero aver luogo secondo meccanismi efficaci e condivisi, ha aggiunto, consapevole però delle attuali difficoltà dell’Europa a giungere a una posizione comune. Le preoccupazioni che molti Paesi manifestano sono spesso dettate dalla paura, e in questo il terroriso gioca un ruolo determinante.

Infine, richiesto di un parere sul recente progetto italiano di migration compact, Eliasson ha detto che l’idea del Primo Ministro Renzi ha valore ed è assolutamente degna di considerazione.

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