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Giornata Internazionale del Jazz - Intervista al musicista Fabrizio Bosso

Fabrizio Bosso

30 apr - In occasione della Giornata Internazionale del jazz, ospitiamo il contributo di Fabrizio Bosso, musicista italiano.

Herbie Hancock ha indetto l'International Jazz Day il 30 aprile di ogni anno. Che significato ha per te?

Il fatto che è un musicista così affermato e che ha segnato la storia del jazz abbiamo promosso un'iniziativa del genere ha un significato enorme e un valore molteplice. Questa giornata ha rafforzato tutto il settore del jazz, aiutando sia i musicisti che gli addetti ai lavori. Inoltre, ha dato più forza a livello mondiale a questa musica che ha sempre sofferto il confronto con la musica classica, sia dal punto di vista istituzionale che artistico.

Quali sono degli aspetti significativi secondo te e che occasione può essere per i musicisti?

Ogni anno vengono aperti degli spazi che di solito sono chiusi al pubblico e in molti città vengono organizzati numerosissimi concerti. Un aspetto importante è la presenza di molti giovani sul palco. È un'occasione fondamentale per gli emergenti perché hanno la possibilità di suonare sul palco insieme a musicisti più affermati e farsi conoscere da un ampio pubblico.

C'è qualcosa che rende diverso il jazz dagli altri generi musicali?

Il jazz, forse più degli altri generi, ha un linguaggio comune. Una sorta di codice che ti permette di poter dialogare, e farti capire, anche con musicisti che non parlano la tua stessa lingua e in qualsiasi parte del mondo. Ci sono repertori standard, per esempio, che sono conosciuti da tutti e grazie ai quali si può suonare insieme senza aver mai provato prima. Questo è un valore unico e da non sottovalutare, è un dialogo privilegiato che solo il jazz può offrire.

Per informazioni sulla Giornata ONU cliccare qui

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