Giovedì, 19 Settembre 2019
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In un comunicato congiunto, i coordinatori umanitari ONU in Medio Oriente e Nordafrica fanno appello per azioni decise in vista del World Humanitarian Summit

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6 mag - A pochi giorni dal World Humanitarian Summit, il primo vertice umanitario mondiale mai organizzato, in un comunicato congiunto i coordinatori ONU per gli aiuti umanitari in Medio Oriente e Nordafrica hanno lanciato un accorato appello alla comunità internazionale perché intraprenda azioni decise verso la risoluzione di crisi e conflitti che minacciano le vite di decine di milioni di persone nella regione.

Nel comunicato, si ricorda che 55 milioni di persone in Medio Oriente e Nordafrica hanno bisogno di assistenza umanitaria salva-vita. Bambini, donne e uomini non hanno accesso alle cure mediche per partorire in sicurezza, sottoporsi a terapie, proteggersi dalle malattie. Milioni, inoltre, non hanno accesso ad acqua potabile e a servizi igienico-sanitari.

A tale quadro di privazione generalizzata si aggiunge il sentimento costante di insicurezza e vulnerabilità delle famiglie intrappolate nelle zone di conflitto. Chi risulta sfollato spesso non dispone di ripari sicuri, ed è costretto a dormire in spazi aperti ed esposti ai rischi. In milioni sono tenuti svegli dalla preoccupazione per il prossimo bombardamento o colpo di mortaio, e per la possibilità che i loro cari cadano vittime del fuoco incrociato delle parti o sopportino il peso di violenze indicibili.

Invocando la comune responsabilità di porre fine alle tragedie e preservare il senso di dignità di chi soffre, i coordinatori per gli aiuti umanitari della regione hanno prestato la voce alle migliaia di persone che hanno incontrato durante la loro attività di soccorso e assistenza.

“I loro sentimenti e le loro richieste sono stati percepiti chiaramente: indignazione di fronte a perdite e sofferenze umane sconcertanti, a cui assistono e di cui fanno diretta esperienza giorno dopo giorno; mancanza di fiducia alimentata da atteggiamenti irresponsabili verso violazioni conclamate del diritto umanitario e dei diritti umani; senso di delusione verso il sistema umanitario, incapace di sostenere e potenziare le capacità di risposta delle comunità locali; infine, la convinzone che l’assistenza umanitaria non possa sostituirsi all’azione politica per risolvere alla radice le cause delle sofferenze umane”, hanno dichiarato i coordinatori.

Il comunicato fa eco alle 5 responsabilità-chiave contenute nell’Agenda per l'Umanità - Agenda for Humanity- del Segretario Generale ONU Ban Ki-moon. Tra queste, la responsabilità dei leader mondiali di trovare soluzioni politiche ai massacri e scongiurare nuove sofferenze, il rispetto dello ius belli e la necessità di rafforzare le capacità di coloro che più sono esposti alle crisi.

Nella nota conclusiva del comunicato, i coordinatori esortano ad azioni immediate, rese necessarie dall'incalzare del tempo: “Mentre le lancette dell’orologio scorrono in vista del World Humanitarian Summit, il tempo stringe ogni giorno di più per milioni di persone colpite nella regione. Loro non hanno scelta. Noi sì: facciamo una scelta per l’umanità”.

SDG Poster 2018 2

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