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Ban Ki-moon: il World Humanitarian Summit ha dato il via a un nuovo corso. Necessario ora dare seguito agli impegni

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25 mag - Nel suo discorso di chiusura, il Segretario Generale Ban Ki-moon ha ringraziato tutti i partecipanti del primo grande Vertice umanitario mondiale nella storia delle Nazioni Unite, ricordando che esso “ ha avviato a un nuovo corso”, segnando ”un punto di svolta.” 173 Stati membri, 55 Capi di Stato e di governo, circa 350 rappresentanti del settore privato e migliaia di persone della società civile e delle ONG si sono riuniti con entusiasmo e impegno a sostegno dell’Agenda per l’Umanità e delle sue 5 responsabilità-chiave. “L’attuazione dell’Agenda per l’Umanità è una necessità, se vogliamo fare in modo che le persone vivano in dignità e prosperità, e se vogliamo mantenere fede alla promessa espressa l’anno scorso negli accordi epocali sull'Agenda 2030 e il cambiamento climatico. I partner umanitari e dello sviluppo hanno trovato un accordo su un nuovo modo di lavorare per ridurre i bisogni umanitari e investire in comunità resilienti e società stabili”, ha detto il Segretario Generale, aggiungendo che, dal canto loro, “i governi si sono impegnati a fare di più per prevenire i conflitti e costruire la pace, rispettare il diritto umanitario internazionale e ottemperare alla promessa contenuta nella Carta ONU.”

whs2 Il Segretario Generale ONU durante il discorso di chiusura del Vertice. Copyright: UNOCHA

Tra le iniziative lanciate nel corso del Vertice: il fondo 'Education cannot wait' per l’istruzione di qualità nelle emergenze; il ‘Grande patto’ - Grand Bargain - a favore dell’efficienza e dell’efficacia degli investimenti nella risposta umanitaria; la Partnership globale per la Preparazione - Global Preparedness Partnership - tesa al rafforzamento delle capacità di risposta di venti tra i Paesi più esposti al rischio disastri; la Coalizione di Un miliardo di persone per la Resilienza - One Billion Coalition for Resilience - una chiamata all’azione rivolta a un miliardo di persone per la realizzazione di comunità più stabili e sicure nel mondo.

Nella successiva conferenza stampa, Ban Ki-moon ha ribadito la propria soddisfazione per i risultati raggiunti: “Le dichiarazioni continuano ad arrivare: finora, oltre 55 Capi di Stato e di governo, 350 rappresentanti di organizzazioni private e altri gruppi hanno formalizzato 1.500 impegni che daranno il via a un cambiamento radicale dall’alto in basso, e dal basso in alto”.

Il Segretario Generale ha tuttavia espresso la propria delusione per l’assenza di alcuni leader mondiali, con l’eccezione della Cancelliera tedesca Angela Merkel: “Sono tra i donatori più generosi dell’azione umanitaria, ma occorre un loro maggiore impegno nella ricerca di soluzioni politiche”. La loro assenza al vertice, ha affermato Ban, non ne giustifica l’inerzia; rimane pressante la necessità di perseguire pace e stabilità, e di garantire il sostegno ai più vulnerabili. Ban Ki-moon ha ricordato che l’impegno e la cooperazione globale hanno gettato le basi per alcuni degli accordi più significativi degli ultimi due anni: l'Accordo di Sendai sulla riduzione dei rischi, l'Agenda 2030 e l'Accordo di Parigi sul cambiamento climatico.

Come dimostrato dalle domande rivolte dalla stampa, le questioni di primo piano del vertice rimandano ancora e sempre al numero e all’intensità delle crisi attuali, di cui non si riesce a intravedere la fine: Siria, Libia, Sud Sudan, Repubblica Centrafricana, per citare solo alcune delle più gravi. Le capacità del sistema umanitario, ha ricordato il Segretario Generale, sono messe a dura prova: rispetto al 2000, i bisogni umanitari sono 12 volte maggiori. L’80% delle risorse ONU sono stanziate per la risposta a crisi prodotte dall’uomo. “Se avessimo agito in anticipo e più velocemente sul piano del dialogo e della diplomazia, molte delle sofferenze in corso sarebbero oggi meno acute”, ha puntualizzato. E’ per questo che le Nazioni Unite hanno fatto appello ai leader mondiali per la ricerca di soluzioni politiche. Le risorse ci sono; la risposta di cui c’è bisogno risiede nella volontà politica.

Ban Ki-moon ha poi espresso la speranza che l’esperienza del vertice possa dare rinnovato slancio allo spirito di solidarietà e cooperazione dei leader a sostegno di chi soffre. “Nessun paese nel mondo, nessuna organizzazione, per quanto ricchi e potenti, possono farcela da soli. C’è bisogno del coinvolgimento di tutti; è necessario che tutti i governi, il mondo imprenditoriale e la società civile dimostrino solidarietà.”

SDG Poster 2018 2

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