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Messaggio del Segretario Generale per la Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza sessuale nei conflitti

womenviolence conflict

19 giu - Il mondo continua ad assistere a livelli sconcertanti di violenza sessuale in tempo di guerra. Nessuna regione del mondo è immune da tale piaga, che continua a colpire la vita di donne e ragazze, di uomini e ragazzi.

Vi sono comunque stati progressi decisi e un inedito slancio politico nel combattere tali crimini. E’ ora diffuso il riconoscimento che la violenza sessuale è una strategia deliberata per lacerare il tessuto sociale; controllare e minacciare le comunità; costringere le persone ad abbandonare le proprie case. Essa è considerata, a ragione, una minaccia alla pace e alla sicurezza internazionale, una grave violazione del diritto umanitario internazionale e dei diritti umani, e un ostacolo considerevole allo sviluppo economico e alla riconciliazione nel post-conflitto.

Vi sono stati casi storici contro leader politici e militari, i quali hanno dimostrato che l’era dell’impunità per ci fa ricorso alla violenza sessuale come strumento di guerra è giunta al termine. Rendo omaggio alle molte migliaia di assistenti, operatori sanitari, avvocati e altri attori che si trovano in prima linea nella battaglia per il cambiamento.

Ciononostante, abbiamo ancora di fronte sfide considerevoli.

Un aspetto estremamente sconcertante è rappresentato dal ricorso alla violenza sessuale come tattica terroristica. Daesh, Boko Haram e altri gruppi estremisti utilizzano la violenza sessuale per attrarre e garantirsi la lealtà dei combattenti, e per generare proventi.
Donne e uomini, ragazze e ragazzi subiscono traumi terribili, dovuti ad aggressioni fisiche e psicologiche, matrimoni precoci e forzati, e schiavitù sessuale su ampia scala.

Il rapimento di oltre 200 ragazze dal villaggio di Chibok, in Nigeria, e la tragedia continua di donne e ragazze sottoposte a matrimoni forzati e schiavitù sessuale ad opera di gruppi estremisti in Medio Oriente sono due tra gli esempi più abominevoli del ricorso alla violenza sessuale come tattica terroristica. Faccio appello per il rilascio immediato di coloro che sono tenute in ostaggio, e perché si garantiscano cure e supporto a coloro che vengono liberate, vittime potenziali dell’emarginazione sociale e della depressione.

E’ probabile che donne e ragazze con bambini abbiano bisogno di speciale sostegno medico e psico-sociale; lo stesso che deve essere garantito anche ai loro figli, esposti al rischio del rifiuto da parte delle società.

L’onta e lo stigma sociale che portano queste donne e i loro bambini dovrebbero essere reindirizzati verso i crudeli responsabili della violenza.
Dobbiamo continuare a prendere posizione e levare le nostre voci in favore delle donne e delle ragazze, degli uomini e dei ragazzi i cui corpi sono stati considerati per troppo tempo spoglie di guerra.

 

Per saperne di più sulla Giornata, la cui commemorazione si svolge per la prima volta quest'anno, clicca qui

SDG Poster 2018 2

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