Martedì, 16 Luglio 2019
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Messaggio del Segretario Generale ONU per la Giornata mondiale del Rifugiato

 Afghan Displaced

20 giu - Fenomeni di sfollamento forzato hanno raggiunto livelli senza precedenti, con oltre 65 milioni di persone nel mondo costrette ad abbandonare le loro case. Conflitti nuovi e conflitti prolungati, insieme a forme di violenza e persecuzione sempre più scioccanti, portano le persone a fuggire in cerca di salvezza, all’interno dei propri paesi o oltre le frontiere come richiedenti asilo o rifugiati. Altri vivono in esilio prolungato, mentre soluzioni alle crisi protratte rimangono fuori portata. Alla fine del 2015, vi erano 21,3 milioni rifugiati, 3,2 milioni di persone richiedenti asilo e 40,8 milioni di persone sfollate all’interno del proprio paese.

La Giornata mondiale del rifugiato è un’occasione per fare un bilancio dell’impatto devastante della guerra e delle persecuzioni sulle vite di coloro che sono costretti a fuggire, e per rendere omaggio alle comunità e agli Stati che li accolgono e li ospitano, spesso in remote regioni di confine colpite da povertà, instabilità e sottosviluppo, fuori dallo sguardo dell’opinione pubblica internazionale. Attualmente, nove rifugiati su dieci vivono in Paesi a basso e medio reddito prossimi a situazioni di conflitto.

Lo scorso anno, oltre un milione di rifugiati e migranti sono arrivati in Europa attraverso il Mediterraneo, su gommoni inadatti al mare e fragili imbarcazioni. In migliaia non ce l’hanno fatta – testimonianza tragica del nostro fallimento collettivo nel trovare soluzioni adeguate alla loro condizione. Nel frattempo, una retorica politica divisiva sulle questioni dell’asilo e delle migrazioni, sentimenti xenofobi crescenti e restrizioni sul diritto di asilo sono divenuti sempre più evidenti in alcune regioni; lo spirito della responsabilità condivisa è stato rimpiazzato dalla retorica piena d’odio dell’intolleranza. Stiamo assistendo a un aumento preoccupante del ricorso alle misure di detenzione e costruzione di muri e altre barriere.

Con una retorica anti-rifugiati così urlata, è talvolta difficile sentire le voci di benvenuto. Ma esse esistono, in tutto il mondo. L’anno scorso, in molti paesi e molte regioni, abbiamo assistito a un’ondata di solidarietà, quando comunità e semplici cittadini hanno accolto i rifugiati nelle loro case e nei loro cuori, e gli Stati hanno ricevuto i nuovi arrivati pur ospitandone già un gran numero.

Vi è il bisogno urgente di fare tesoro di questi esempi positivi, e di amplificarli. La nostra riposta ai rifugiati deve fondarsi sui nostri valori comuni: la condivisione di responsabilità, il principio di non discriminazione, i diritti umani e il diritto internazionale a protezione dei rifugiati, compreso il principio di non respingimento. Il 19 settembre, la Sessione plenaria di Alto Livello dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite sulla ricerca di soluzioni ai movimenti su ampia scala di rifugiati e migranti sarà un’opportunità storica per convergere su un patto globale, al cui centro figurino un impegno per l’azione collettiva e una maggiore condivisione di responsabilità.

Insieme, dobbiamo stare dalla parte dei milioni di uomini, donne e bambini che fuggono dalle loro case ogni anno, per fare in modo che i loro diritti e la loro dignità siano garantiti ovunque si trovino, e che il sentimento di solidarietà sia il fulcro della nostra risposta collettiva.

 

Per saperne di più sulla Giornata, clicca qui 

SDG Poster 2018 2

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