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Rapida, flessibile, efficace: quando la risposta umanitaria sposa la tecnologia

 malawi uavs

10 ago - Le nuove tecnologie dischiudono possibilità inedite per la risposta umanitaria: riduzione dei tempi e dei costi dell’assistenza, con la possibilità di raggiungere un numero crescente di destinatari sulla base di azioni adeguate ai contesti e ancorate all’evidenza. Negli anni, le agenzie ONU hanno fatto affidamento in maniera crescente alle nuove tecnologie per lo sviluppo di metodi innovativi nell'assistenza ai più vulnerabili. Ecco 4 esempi:

Trasporto su droni di test diagnostici - UNICEF

Insieme al governo del Malawi, l’UNICEF ha cominciato a sperimentare l’impiego di veicoli aerei autopilotati (altrimenti conosciuti come droni) come strumento efficace di riduzione dei tempi di attesa per l’amministrazione di test diagnostici sull’HIV ai bambini. Il primo volo di prova ha completato un percorso di 10 km da una struttura sanitaria locale al laboratorio del Kamuzu Central Hospital.
L’esperimento fa uso di campioni simulati e, se andrà in porto, porterà all’integrazione del trasporto su droni nei sistemi sanitari a fianco ad altri metodi, come il trasporto su strada e la messaggistica instantanea.

Analisi della sicurezza alimentare tramite la tecnologia mobile – WFP

VAM

Chi sono le persone che soffrono l’insicurezza alimentare? Quante sono? Dove risiedono? Quali sono le cause della loro condizione di vulnerabilità? Quali sono gli sviluppi probabili e quali le minacce?
Per rispondere a queste e altre domande e adeguare di conseguenza l’assistenza alimentare ai bisogni sul terreno, è necessario disporre di dati frequenti in tempo reale. E’ quello che fa l’unità di esperti in mappatura e analisi della vulnerabilità alimentare del WFP nel quadro del mobile Vulnerability and Analysis Mapping (mVAM). Attraverso indagini campionarie condotte su dispositivi mobili, via SMS, chiamate dal vivo o sistemi vocali automatici, il progetto mVAM raccoglie informazioni relative a un insieme variabile di indicatori, indispensabili a delinare e aggiornare nel tempo un quadro della situazione di vulnerabilità di individui e gruppi familiari. Ciò viene realizzato a costi contenuti, con elevata frequenza e in condizioni di sicurezza per gli operatori umanitari, di cui non è richiesta la presenza diretta sul terreno in aree spesso difficilmente raggiungibili o altamente rischiose.

La comunicazione social al campo rifugiati di Za’atari – UNHCR

UNHCRUn cartello sopra un negozio di Za'atari mostra icone riconducibili a piattaforme social e app di messaggistica popolari tra i residenti del campo. Copyright: Al Jazeera/Michael Pizzi.

Il campo di Za’atari, un sito di due miglia quadrate a pochi chilometri da Mafraq, ospita attualmente 83.000 rifugiati siriani. L'UNHCR è responsabile del coordinamento della risposta umanitaria – e ogni giorno il suo staff si interroga sui modi migliori di comunicare con i suoi residenti. Mano a mano che il campo diveniva un insediamento permanente, si è posta la necessità di una comunicazione diversificata e interattiva con la popolazione.
Sapendo che il modo principale con il quale i rifugiati comunicano con i propri familiari è il telefono cellulare, nel 2012 L'UNHCR ha cominciato a diffondere l’informazione tramite SMS. I messaggi erano prevalentemente aggiornamenti flash sui sistemi di sicurezza del campo o notifiche sulla recente riparazione di un servizio. Nel 2014, l’ampia diffusione dei dispositivi di telefonia mobile ha permesso anche di censire la popolazione nel campo. In seguito, L'UNHCR ha cominciato a postare aggiornamenti sulle questioni dsulla pagina FB amministrata dalla comunità dei commercianti tra i rifugiati di Za’atari – uno spazio di interazione dal basso, popolato e gestito dalla comunità, rivelatosi efficace anche per mantenere contatti con l’agenzia. Nel 2013, L'UNHCR ha aperto un account Twitter dedicato @ZaatariCamp, seguito dai rifugiati, ma anche da giornalisti e operatoru umanitari. Il canale fornisce all’agenzia un proprio flusso di informazioni sulla vita al campo e ha dischiuso l’opportunità di scambi virtuali con i residenti in tempo reale.

La mappatura delle malattie infettive – OMS

WHOUna mappa della distribuzione geografica dei casi di Ebola in Africa Occidentale - 30 dicembre 2015

I sistemi informativi geografici (GIS) non permettomo solo mappatura; sono anche strumenti di analisi, gestione e visualizzazione di dati per la prevenzione o l’attenuazione di crisi in atto. L’OMS fa uso di sistemi simili per visualizzare i focolai di malattie contagiose, monitorarne la diffusione, tenere il conto dei casi di infezione e dei possibili decessi. In una singola piattaforma digitale, L’Atlante Globale delle Malattie Infettive dell’organizzazione riunisce in mappe interattive e pronte all’uso dati e statistiche per analisi e confronti a livello nazionale, regionale e globale.

 

Fonti:

http://www.unicefstories.org/2016/03/14/malawi-tests-first-unmanned-aerial-vehicle-flights-for-hiv-early-infant-diagnosis/

http://vam.wfp.org/sites/mvam_monitoring/#

http://innovation.unhcr.org/labs_post/social-media-and-sms-outreach/

http://www.who.int/csr/disease/ebola/maps/en/

SDG Poster 2018 2

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