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Ban Ki-moon nomina l’austriaco Werner Faymann Inviato Speciale per l’occupazione giovanile

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18 ago - I giovani di oggi sono sproporzionatamente colpiti da disoccupazione, sottoccupazione, impieghi precari e non adeguatamente remunerati. Attualmente, sono 73 milioni i giovani senza occupazione nel mondo, con una probabilità stimata tre volte maggiore rispetto a qualsiasi altro individuo in età da lavoro. La crisi finanziaria ed economica globale ha ulteriormente aggravato la loro situazione di particolare vulnerabilità, portando a una riduzione continua nel numero di giovani capaci di trovare impieghi dignitosi e adeguatamente remunerati.

E’ quindi una buona notizia la recente nomina di Werner Faymann, Cancelliere dell’Austria e Presidente del Partito socialdemocratico austriaco tra il 2008 al 2016, a Inviato Speciale ONU per l’Occupazione giovanile da parte del Segretario Generale Ban Ki-moon.

Nel suo nuovo ruolo, Faymann darà rinnovato impulso agli sforzi profusi per dare soluzione ai problemi legati all’occupazione dei giovani, soprattutto nel quadro della ‘Global Initiative on Decent Jobs for Youth’ lanciata lo scorso febbraio. L’Inviato Speciale darà inoltre il suo prezioso contributo all’attuazione degli obiettivi sussunti sotto l’‘Action Plan on Youth’, così come ai traguardi definiti con riguardo all’occupazione e alla crescita economica nell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile. Il lavoro di Faymann avverrà in stretto coordinamento con le attività promosse dall’Inviato Speciale per i Giovani Ahmad Alendawi a integrazione degli sforzi dell’ONU per lo sviluppo dei giovani e la loro attiva partecipazione alla realizzazione di tali obiettivi.

Commentando la nomina, Ban Ki-moon ha detto: “E’ essenziale potenziare gli sforzi a sostegno di opportunità occupazionali dignitose per i giovani in tutti gli ambiti – è in gioco il successo dell’Agenda per lo Sviluppo Sostenibile.”

L’evidenza sulla situazione dei giovani nel settore della formazione e sul mercato del lavoro mette in luce la necessità di azioni sostenute e incisive. Nei Paesi in via di sviluppo, la sottoccupazione nell’economia informale e la persistente situazione di povertà di chi lavora rappresentano le più grandi difficoltà con cui si confrontano i giovani sul piano dell’occupazione.

Secondo l’OIL (International Labour Organization), si renderà necessaria la creazione di 475 milioni di posti di lavoro ogni anno per assorbire la presenza dei giovani attualmente disoccupati e dare opportunità ai 40 milioni di nuovi ingressi, di cui in gran parte giovani aspiranti lavoratori.

 

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