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Sport e ONU, insieme per gli SDGs

sport and sdg un staff day

26 ott - Il 25 ottobre, giornata in cui si celebra lo UN Staff Day, presso l’ufficio UNRIC di Bruxelles è stato organizzato un incontro informale con due giovani campioni che hanno rappresentato il Belgio alle Olimpiadi di Rio 2016 nel campo delle arti marziali: Amal Amjahid, campionessa mondiale di jiu jitsu, e Jaouad Achab, campione europeo e mondiale di taekwondo. Entrambi gli atleti hanno parlato della loro esperienza alle scorse Olimpiadi in Brasile e di come la pratica delle arti marziali abbia permesso loro di meglio integrarsi all’interno della società, oltre che di costruire relazioni con altri atleti ed aspiranti sportivi basate sulla condivisione, sul rispetto e sul superamento dei pregiudizi.

Amal, nata in Belgio e appena ventenne, pratica il jiu jitsu ormai da diversi anni. Ciò che l’ha spinta a scegliere questa disciplina è stato il desiderio di incanalare la sua dirompente energia, che l’ha caratterizzata durante gli anni dell’adolescenza, in uno sport in cui, al tempo stesso, il suo fisico gracile di allora non rappresentasse un ostacolo o un elemento a suo svantaggio. “Motivata dai miei genitori, ho provato diversi sport, dalla capoeira, al karate al taekwondo, ma non mi piaceva l’idea di praticare un’arte marziale in cui bisognasse colpire l’avversario. Per questo ho scelto il jiu jitsu, dove se sei debole puoi lo stesso vincere, poiché nel jiu jitsu, per annientare l’avversario, devi saper sfruttare la sua di forza”. Ad Amal è stato anche chiesto quale fosse per lei l’Obiettivo per lo sviluppo sostenibile più significativo, e nonostante la difficile scelta, la giovane atleta ha sottolineato quanto l’Obiettivo 16 Pace e Giustizia fosse indispensabile per poter costruire un mondo senza divisioni e ingiustizie, e senz’altro lo sport è uno dei modi migliori per promuovere i valori ONU.

Amal dedica oggi tutto il suo tempo agli studi, agli allenamenti e a dare una mano al padre, che la segue e la appoggia ad ogni gara, presso l’associazione da lui creata con lo scopo non solo di insegnare il jiu jitsu a tutti coloro che sono interessati ad apprenderlo, ma anche di creare un’autentica occasione d’incontro tra i giovani e di cercare di risolvere il disagio sociale presente in alcune aree urbane.

Il percorso che invece ha portato Jaouad Achab, ventiquattrenne originario del Marocco, a diventare campione di taekwondo è stato forse più ricco di ostacoli. Ad ispirare Jaouad nella sua scelta è stata la madre, che fin da piccola era affascinata da questo sport, ma che purtroppo non ha mai potuto praticare per motivi economici. Quando Jaouad è arrivato in Belgio assieme alla sua famiglia, nel 2009, ha si è trovato di fronte alla sfida di dover imparare il francese, il fiammingo e l’inglese, oltre che a dover recuperare alcuni anni della sua carriera scolastica proprio perché ha dovuto colmare le sue lacune linguistiche. Oggi, dopo aver ottenuto la cittadinanza belga e due titoli europei (nel 2014 e 2016) e un titolo mondiale (2015) ottenuti grazie alla sua determinazione e al duro allenamento, il giovane atleta non è soltanto una fonte d’ispirazione per molti, ma punta anche a migliorarsi in vista delle competizioni che lo attendono in futuro. Quanto alla pressione emotiva che in alcune circostanze prova, soprattutto in occasione di eventi importanti come quello delle scorse Olimpiadi di Rio, Jaouad può contare sul suo allenatore, sempre pronto a consigliarlo su come affrontare al meglio il momento che precede ogni gara e in cui conta molto la concentrazione.

Amal e Jaouab saranno presenti all’evento “Brussels Play4Peace”, in occasione della Giornata internazionale dello sport per lo sviluppo e la pace nel 2017, per permettere a tutti di praticare fino a trenta discipline sportive assieme ad altri campioni dello sport.

SDG Poster 2018 2

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