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Esperti ONU promuovono un nuovo approccio riguardo alle politiche migratorie

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Francois Crépeau, Relatore Speciale delle Nazioni Unite sui diritti umani dei migranti

26 ott - Le politiche migratorie non devono ridursi solamente alla formulazione di strategie per chiudere i confini e impedire l’ingresso nel Paese agli stranieri, hanno dichiarato due esperti ONU in diritti umani, lanciando un appello agli Stati membri affinché si adoperino per facilitare, anziché ostacolare, la migrazione, tramite la creazione di canali accessibili ai migranti, anche da un punto di vista economico.  

Francois Crépeau, Relatore Speciale delle Nazioni Unite sui diritti umani dei migranti, e Jose S. Brillantes, Presidente della Commissione ONU per la protezione dei diritti di tutti i migranti lavoratori e delle loro famiglie, hanno evidenziato l’importanza di regolare l’immigrazione adottando una prospettiva di lungo periodo; evitando, quindi, le politiche che possono sembrare ottimali nel breve periodo, salvo poi rivelarsi controproducenti nel tempo, come sfruttare la manodopera a basso prezzo messa a disposizione dai migranti. 

Il rispetto dei diritti umani dei migranti è anche al centro del Global Compact sull’immigrazione, lo strumento che sarà adottato entro il 2018 e che intende formulare una strategia di lungo periodo per facilitare la mobilità dei migranti, così come previsto dall’Obiettivo 10.7 dell’Agenda 2030.  

“Su emulazione degli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile, il Global Compact potrebbe anche dar vita a un’Agenda 2033 per facilitare la mobilità delle persone, formulando un piano di lungo periodo che garantisca il rispetto dei diritti umani ed elencando gli obiettivi da raggiungere per gli Stati membri,” ha suggerito Crépeau. 

Inoltre, Brillantes ha ricordato come l’immigrazione faccia parte da sempre della storia dell’umanità: “costruire barriere, usare la violenza, imprigionare persone su larga scala, impedire l’accesso a beni primari come rifugio, cibo e acqua, e ancora fare ricorso a minacce o discorsi carichi d’odio non scoraggerà i migranti dal provare ad attraversare i confini.” 

Affinché gli Stati possano regolare la mobilità delle persone in modo efficiente, hanno osservato i due esperti, è necessario prima di tutto che sviluppino un concetto più sofisticato di “immigrazione”, prendendo in considerazione le sue ripercussioni – sia positive che negative – su crescita economica, cambiamento demografico, diversità culturale, integrazione sociale, libertà personale e rispetto dello stato di diritto. 

“I migranti in realtà rappresentano una bassa percentuale della popolazione mondiale,” hanno evidenziato “quella che sta avendo luogo adesso non è una crisi migratoria, ma una crisi di leadership morale e politica, causata da paura, illazioni e intolleranza.” 

Crépeau e Brillantes hanno concluso il loro intervento augurandosi che il Vertice ONU di Alto Livello del mese scorso possa are inizio a una gestione delle politiche migratorie “per la quale il rispetto dei diritti umani agisca da bussola morale, e che formuli una strategia a lungo termine per facilitare la mobilità, con un concreto passo in avanti verso la realizzazione degli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile.”  

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