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Presentazione del rapporto “Acqua e Lavoro – Sviluppo delle risorse idriche mondiali nel 2016”

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28 ott - Si è tenuta ieri presso l’Infopoint della Commissione Europea la presentazione del Rapporto mondiale delle Nazioni Unite sulla valutazione delle risorse idriche mondiali nel 2016, illustrato da Stefan Unlehnbrook, Coordinatore e Direttore del World Water Assestment Programme (WWAP), il programma UNESCO con base a Perugia che si occupa, appunto, della valutazione delle risorse idriche mondiali. 

Le opportunità di crescita dell’occupazione e di posti di lavoro dignitosi dipendono dalla gestione sostenibile delle risorse idriche e dalla fornitura di acqua e servizi igienico-sanitari, è questo il dato principale emerso durante la conferenza. 

Unlehnbrook ha prima di tutto ricordato come la gestione dell’acqua, negli anni e decenni a venire, diventerà un compito di primaria importanza al fine di scongiurare crisi ambientali, economiche e sociali. Secondo Il World Economic Forum, infatti, nei prossimi 10 anni l’acqua rappresenterà il fattore più a rischio di scatenare una crisi, locale o nazionale. Inoltre, gli altri fattori elencati di seguito - in ordine, la mancata mitigazione del cambiamento climatico, eventi metereologici estremi, e la sicurezza alimentare – sono pesantemente influenzati dalla gestione delle risorse idriche, e a loro volta hanno un forte impatto su di essa.   

La scarsità delle risorse idriche è un problema che non riguarda solamente i Paesi in via di sviluppo. A questo proposito, Ulhenbrook ha sottolineato l’importanza di utilizzare mappe (come quella riportata qui sotto) che non tengano in considerazione i confini nazionali. Prendendo in considerazione solamente la media di un Paese, infatti, si rischia di non evidenziare le zone sub-nazionali a rischio. 

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La domanda di acqua crescerà notevolmente di qui al 2050, come mostra il grafico riportato di seguito. Questa maggiore necessità di acqua, secondo le previsioni, non proverrà dal settore agricolo, bensì dalla crescita del settore industriale e dall’aumento di produzione e consumo di elettricità nei Paesi del cosiddetto BRIICS (Brasile, Russia, India, Indonesia, China e Sud Africa).

Domanda di acqua nel 2050 - Previsione

WaterDemand2050

Fonte: OECD Environmental Outlook to 2050 © OECD

“La crisi delle risorse idriche viene quasi sempre inquadrata nell’ambito del cambiamento climatico e del rischio ambientale,” ha osservato Unlhenbrook “il tema è sicuramente della massima importanza, ma concentrandosi solo su questo si rischia di sottovalutare il rapporto esistente tra acqua e sviluppo economico.” 

Per cogliere appieno l’importanza dell’acqua per l’occupazione, basti pensare che tre lavoratori su quattro a livello mondiale sono impiegati in settori che in modo diretto o indiretto dipendono dalle risorse idriche. 

Per lo stesso motivo, investire nella corretta gestione delle risorse idriche significa anche attivamente creare nuovi posti di lavoro, tramite un effetto a catena benefico, seguendo lo schema di un vero e proprio moltiplicatore. I lavoratori in settori direttamente o indirettamente collegati all’acqua, infatti, disponendo di un reddito maggiore aumenteranno la loro domanda di beni e servizi, di fatto supportando la creazione di nuovi posti di lavoro in questi settori. Inoltre, nuove opportunità di impiego derivano anche dalla generale crescita economica del Paese e dalle migliori infrastrutture. Il direttore del WWAP ha riportato a titolo esemplificativo le cifre relative al continente americano: investire un milione di dollari nella fornitura di acqua e nelle infrastrutture igienico-sanitarie crea tra i 10 e i 26 posti di lavoro negli Stati Uniti e 100 nell’America Latina. Il moltiplicatore, ha notato Ulehnbrook, è infatti più elevato nei Paesi in via di sviluppo. 

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La scarsità delle risorse idriche è anche una delle ragioni che costringono moltissime persone ad abbandonare le loro case, sia in modo diretto che indiretto, in particolare a causa dell’assenza di opportunità di lavoro. Ulhenbrook ha ricordato come alla radice della crisi migratoria ci siano moltissime cause - economiche, sociali, etnico-religiose ecc. - spesso correlate tra loro, la cui importanza non deve essere sminuita. E' giusto evidenziare, tuttavia, come la gestione delle risorse idriche abbia potenziali ramificazioni non solo a livello economico, ma anche sociale, e come potrebbe svolgere un ruolo importante riguardo ad alcune delle sfide che sia i singoli stati che la comunità internazionale si trovano a dover affrontare adesso e nei prossimi decenni: la crisi di migranti e rifugiati, il cambiamento climatico e il rispetto dell’ambiente. 

L’acqua, infatti, svolge anche un importante ruolo per quanto riguarda la produzione di energia rinnovabile, tra cui prima di tutto quella idroelettrica. Inoltre, le forme di produzione di energia con una minore impronta idrica (il volume di acqua dolce impiegato), come energia eolica e fotovoltaica, sono anche quelle con una minore intensità di carbonio (l’indice per valutare l’efficienza di un sistema energetico che prende in considerazione la quantità di carbonio emessa per unità di energia consumata).

Quello che è stato più volte ricordato nel corso della conferenza, non solo da Unlehnbrook, ma anche da esponenti della Commissione Europea e del settore privato presenti al dibattito che ha seguito al presentazione, è l’assoluta necessità di raccogliere più dati (e più affidabili) sulla effettiva situazione delle risorse idriche e delle ripercussioni di ciò su economia, sviluppo e resilienza sociale. Informazioni chiare sono necessarie sia per i responsabili politici che per il settore privato, per garantire la massima efficienza di investimenti e piani di azione. 

In particolare, è necessario disaggregare i dati raccolti per genere, in modo da poter valutare accuratamente la diseguaglianza di genere per quanto riguarda l’accesso alle risorse idriche, così come ai servizi sanitari. 

L’Agenda 2030 riserva una grande importanza alla corretta gestione delle risorse idriche. Non soltanto con l’Obiettivo numero 6 - Garantire a tutti la disponibilità e la gestione sostenibile dell’acqua e delle strutture igienico-sanitarie – dedicato interamente all’acqua,  ma anche, trasversalmente, attraverso tutti gli altri 16 Obiettivi. 

Gli obiettivi di lungo periodo - che Ulehnbrook si augura possano essere raggiunti entro il 2015 - sono illustrati in questo video, realizzato da UN WWAP: 

Per saperne di più, clicca qui

Clicca per scaricare il report Acqua e Lavoro – Sintesi 

Clicca per scaricare il report Acqua e Lavoro – Fatti e Cifre 

SDG Poster 2018 2

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