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Intervista a Marco Pallavicini in occasione della Giornata mondiale della Scienza per la pace e lo sviluppo

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10 nov - Nel suo contributo per la Giornata mondiale della Scienza per la pace e lo sviluppo, che si celebra oggi, il Professor Marco Pallavicini fa il bilancio della XVI edizione del Festival della Scienza, concluso di recente, e traccia le linee dei suoi sviluppi futuri. 

La XIV edizione del Festival della Scienza è stato dedicato ai segni. Perché questa scelta ? 

Perché è una parola dai significati molteplici che ha stimolato la fantasia di centinaia di scienziati e divulgatori provenienti dall’Italia e dal mondo e ha ispirato un ricco programma di 270 eventi fra conferenze, laboratori, spettacoli e eventi speciali. Un programma costruito pensando a tutti, dai bambini delle scuole primarie agli adulti di ogni età, curiosi e entusiasti di confrontarsi con idee nuove e affascinanti, talvolta anche difficili, ma sempre più importanti per formare adulti consapevoli delle sfide del mondo di oggi.

La scelta si è rivelata vincente. Ho assistito personalmente a moltissimi eventi e ho visto grande entusiasmo e partecipazione, con quasi 200.000 presenze in 10 giorni.  

Lei presiede il Festival dal 2016. Perché ha accettato l’incarico?  

Ho accolto l’invito a guidare il Festival della Scienza con sentimenti contrastanti. Da un lato, un po’ di trepidazione per la responsabilità di confermare e possibilmente accrescere il successo della manifestazione; dall’altro, l’entusiasmo di poter dare ancora vita ad una bellissima realtà, punto di riferimento per la divulgazione e la promozione scientifica in Italia e occasione d’incontro per scienziati, ricercatori, uomini e donne di cultura, curiosi e appassionati d’ogni età.

La ricerca scientifica in Italia è un animale strano. Siamo il paese che spende meno in ricerca nel mondo occidentale ma nello stesso tempo i nostri ricercatori ottengono risultati scientifici fondamentali e ruoli di rilievo anche in istituzioni internazionali. Con poche risorse, pochissimi giovani e spesso pessime strutture, le nostre Università e i nostri Enti di Ricerca non di rado raggiungono livelli di eccellenza internazionale. Esiste un tessuto sano, sia fra chi la ricerca la fa sia nella società italiana, un tessuto che il Festival ha saputo mettere a frutto, cortocircuitando il sapere di tanti ricercatori con la curiosità dei moltissimi che hanno partecipato con entusiasmo a iniziative intelligenti e innovative nel mondo della comunicazione scientifica.

La scienza non deve essere solo per gli “iniziati”. E’ cruciale che in ogni modo e in ogni luogo si insista a raccontare la scienza a tutti, per contribuire ad avere cittadini più colti, consapevoli, capaci di comprendere le sfide del mondo di oggi, sempre più complicate, sempre più scientifiche. Nulla è più pericoloso, lo dico da scienziato, che le scelte fondamentali del vivere siano delegate alla “casta” dei nuovi sacerdoti della scienza, ai pochissimi che hanno gli strumenti culturali per capire di che cosa si stia parlando. Chi sa che l’anti-materia è usata giornalmente in tutti gli ospedali ? Chi sa che cosa sia una cellula staminale e ha davvero capito di che cosa si è parlato e si parla, con conseguenze cruciali per la nostra vita e la nostra salute, nei telegiornali italiani degli ultimi anni?

L’ignoranza scientifica è un ostacolo allo sviluppo della società. Per questo lavorerò affinché il Festival dia ancora il suo piccolo contributo a contrastarla, a Genova e ovunque sarà possibile in Italia, con l’aiuto degli Enti di Ricerca, dell’Università di Genova e delle Istituzioni pubbliche liguri e genovesi, ma soprattutto dei tanti simpatizzanti, volontari, sponsor pubblici e privati che hanno reso possibile il miracolo di Genova. 

Quali sono i programmi per il futuro?

Archivio con soddisfazione il Festival 2016 e fra poche settimane partiamo per organizzare quello del prossimo anno. Vorrei se possibile potenziare ancora il programma ed estendere l’offerta oltre i confini della città di Genova. Vorrei inoltre rinforzare il legame con il tessuto economico e sociale della città, aprendo le tematiche del Festival anche al rapporto fra la scienza e il mondo sociale, economico e culturale in senso ampio.

La scienza è un elemento imprescindibile di ogni ragionamento culturale e bisogna che gli scienziati siano capaci di parlare con tutti e di ascoltare le esigenze della società di oggi. E’ un tema difficile e complesso, ma come Festival dobbiamo fare la nostra parte. Ci proveremo. 

 

SDG Poster 2018 2

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