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Tempestività e resilienza: per contrastare la crisi alimentare in Sud Sudan, Nigeria, Yemen e Somalia servono 4.4 miliardi di dollari

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23 feb – La devastante carenza di cibo che sta affliggendo ora più di venti milioni di persone in Sud Sudan, nord-est della Nigeria, Yemen e Somalia, è stata al centro di una conferenza stampa congiunta tenutasi ieri a New York, volta ad affrontare e combattere questa quattro crisi umanitarie. Il Segretario Generale dell’ONU António Guterres, insieme al Coordinatore ONU degli aiuti di emergenza Stephen O’Brian (ERC), l’Amministratore per il programma di sviluppo delle Nazioni Unite (UNDP) Helen Clark, e il direttore esecutivo del World Food Programme (WFP) Ertharin Cousin, ha esortato la comunità internazionale ad agire tempestivamente per fare in modo che ciò che è già una tragedia non si tramuti in una catastrofe.

Lo spettro della carestia aleggia infatti sulle popolazioni, specialmente nello Yemen, dove 7.3 milioni di persone hanno necessità di soccorsi; nei quattro Paesi, donne e più di un milione bambini sono colpiti in maniera sproporzionata rispetto agli altri, e anche se dovessero sopravvivere alla malnutrizione, la loro salute e il loro sviluppo futuro potrebbero esserne compromessi. Le Nazioni Unite hanno potenziato la loro risposta alla crisi, raggiungendo già milioni di persone in ogni nazione afflitta, e collaborando con altre agenzie umanitarie tra cui la Banca Mondiale per ottenere in tempi brevi risultati a lungo termine.

Questi primi interventi, però, non sono ancora sufficienti, e il Segretario Generale ha sottolineato l’urgenza di ottenere almeno 4.4 miliardi di dollari entro marzo per evitare la catastrofe. “Sono stati ricevuti soltanto 90 milioni di dollari, circa due centesimi per ogni dollaro necessario. Siamo all’inizio dell’anno, ma questi numeri sono preoccupanti,” ha spiegato il Segretario Generale “Le vite di milioni di persone dipendono dalla nostra capacità collettiva di agire. Nel nostro mondo di abbondanza, non ci sono scuse per inerzia o indifferenza.”
Mr. Guterres ha quindi esortato i membri della comunità internazionale a fare tutto ciò possibile per prevenire l’aggravarsi della situazione, mobilitando sostegno e finanziando operazioni umanitarie; inoltre, ricordando come queste quattro crisi siano tutte causate da conflitti, ha rivolto un appello personale alle parti coinvolte negli scontri perché rispettino il diritto umanitario internazionale e permettano agli operatori umanitari di raggiungere le persone bisognose.

Gli scopi dell’assistenza umanitaria, inoltre, non si concentreranno unicamente sull’assicurare la sopravvivenza delle popolazioni colpite dalla mancanza di cibo, ma si impegnano anche a costruire, nelle parole di Mr. O’Brian, “soluzioni durature che non lasceranno le popolazioni colpite in situazioni vulnerabili”. Infatti, come ha ricordato Ms. Clark, il cammino da intraprendere per porre fine alle crisi rifletterà il nuovo modo di operare tra agenzie di soccorso e sviluppo concordato dal World Humanitarian Summit del 2016, che sottolinea come “la priorità sia salvare vite, e parte del salvare vite è costruire capacità di ripresa per il futuro.”

SDG Poster 2018 2

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