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Monito dell'OMS: più di 1 milione di adolescenti muoiono ogni anno per cause prevenibili

adolescent healthy behaviours infographic

16 mag - Un nuovo rapporto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, “Global accelerated action for the health of adolescents (AA-HA!): Guidance to support country implementation”, mette in luce una triste verità: circa 1,2 milioni di adolescenti, una media più di tremila al giorno, muoiono ogni anno per cause che potrebbero essere in gran parte facilmente prevenibili.

Queste nel 2015 le prime cinque cause di decesso tra gli adolescenti: incidenti stradali; infezioni del tratto respiratorio inferiore; autolesionismo; malattie diarroiche; e annegamento. La maggior parte di queste morti potrebbero essere evitate grazie a buoni servizi sanitari, all’educazione e al supporto psico-sociale. In molti casi, però, gli adolescenti che soffrono di disturbi della salute mentale, che fanno uso di sostanze stupefacenti, o che non hanno accesso a un’alimentazione adeguata, non hanno la possibilità di ottenere fondamentali servizi di cura e prevenzione – a volte perché questi servizi non esistono, o perché i ragazzi non ne sono a conoscenza.

La criticità di un periodo fragile come l’adolescenza, inoltre, è rafforzata dal fatto che molti dei comportamenti che poi avranno risvolti futuri nella vita adulta, come l’inattività fisica, una cattiva dieta, e comportamenti sessuali a rischio, hanno inizio proprio in questa fase; la mancanza di un aiuto pratico e di educazione preventiva è quindi peggiorata dalla portata a lungo termine dei suoi effetti.

“Gli adolescenti sono da decine di anni assenti dai piani sanitari nazionali,” sostiene Flavia Bustreo, Assistente Direttore Generale dell’OMS “Investimenti di relativa modesta entità incentrati sugli adolescenti non risulteranno solo in adulti sani ed emancipati che prosperano e contribuiscono positivamente alle loro comunità, ma anche in generazioni future più sane, con potenziali enormi ritorni.”

Il rapporto pubblicato dall’OMS rivela le nette differenze nelle cause dei decessi se si considerano differenti gruppi di età, o secondo il genere. La causa del decesso della maggior parte degli adolescenti maschi tra i 15 e i 19 anni, è rappresentata dagli incidenti stradali, in particolare quelli che coinvolgono i ragazzi su cicli e motocicli. Anche a livello regionale, però, ci sono grosse differenze. Prendendo sotto esame solamente le nazioni a basso e medio reddito dell’Africa, sono le malattie trasmissibili come HIV/AIDS, le infezioni dell’apparato respiratorio inferiore, la meningite e le malattie diarroiche a mietere, tra i ragazzi, più vittime degli incidenti stradali.

Diverso è anche il quadro per le giovani donne. Tra le più piccole, quelle tra i 10 e i 14 anni, la causa del decesso sono le infezioni respiratorie come la polmonite, che spesso derivano dall’inalare i fumi tossici dei combustibili inquinanti usati per la preparazione di cibo. Le ragazze tra i 15 e i 19 anni, invece, sono colpite dalle complicazioni durante il parto, come emorragie o la sepsi, e dalle complicazioni derivanti da aborti a rischio.

Preoccupante è anche il numero crescente di suicidi e morti accidentali per autolesionismo, la terza causa di mortalità adolescenziale nel 2015, che colpisce maggiormente le ragazze adolescenti più grandi.

I bisogni sanitari degli adolescenti si intensificano in contesti umanitari e fragili. Essi devono infatti molto spesso farsi carico di responsabilità da adulti, lavorando o prendendosi cura dei fratelli più piccoli, e per questo possono essere costretti a lasciare gli studi, a sposarsi ancora in giovane età, o anche a dover prostituirsi per poter fare fronte ai bisogni fondamentali, loro o della loro famiglia. Per queste ragioni, possono soffrire di malnutrizione, di malattie mentali, possono essere vittime di violenza sessuale, possono contrarre malattie sessualmente trasmissibili o malattie diarroiche.

“Migliorare il modo in cui i servizi sanitari servono gli adolescenti è solo una parte del miglioramento della loro salute,” ha detto il Dottor Anthony Costello, Direttore del dipartimento di Salute materna, neonatale, pediatrica e adolescente dell’OMS. “I genitori, le famiglie, e le comunità sono estremamente importanti, poiché hanno il grande potenziale di influire positivamente sulla salute e sul comportamento degli adolescenti.”

Il rapporto AA-HA! Guidance, stilato in collaborazione con altre agenzie ONU tra cui UN Women e UNICEF, contiene raccomandazioni circa interventi in differenti settori per poter migliore l’accesso ai servizi e la salute dei più giovani, con spiegazioni dettagliate a cui i vari Paesi potranno far riferimento per attuare migliori programmi di salute adolescenziale. Tra i suggerimenti figurano un’adeguata e comprensiva educazione sessuale a scuola; limiti di età più elevati per il consumo di alcol; l’uso obbligatorio per legge di caschi e cinture di sicurezza; minor accesso e utilizzo di armi da fuoco; un maggior accesso ad acqua pulita e igiene.

Per saperne di più: http://www.who.int/mediacentre/news/releases/2017/yearly-adolescent-deaths/en/

SDG Poster 2018 2

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