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Messaggio del Segretario Generale per la Giornata Internazionale dei Peacekeeper delle Nazioni Unite - 29 maggio

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29 mag - “Investire nella pace in tutto il mondo”

Per quasi settant’anni, le operazioni di pace delle Nazioni Unite hanno dimostrato di essere uno degli investimenti più efficaci della comunità internazionale in pace, sicurezza e prosperità.

La richiesta di forze di pace dell’ONU è cresciuta costantemente negli anni, e lo schieramento di forze è ormai prossimo al livello più alto di sempre. Il peacekeeping ha avuto un impatto positivo sulle vite di milioni di persone in tutto il mondo.

Nonostante dimensioni e mandati spesso diversi, tutte le missioni dell’ONU hanno lo stesso obiettivo: salvare vite, proteggere persone, gettare le basi per la pace, per poi terminare. Esse sono concepite come investimenti a breve termine che portano però vantaggi di lungo termine, creando le premesse per lo sviluppo di processi politici successivi.

Ad oggi, cinquantaquattro operazioni di pace ONU hanno completato il loro mandato. Altre due, in Costa d’Avorio e in Liberia, termineranno presto, aggiungendosi alla lunga lista di operazioni di successo in Angola, Cambogia, Croazia, El Salvador, Guatemala, Namibia, Sierra Leone, Timor Est, e altrove.

In prospettiva, puntiamo a fare di più per porre termine alle missioni che hanno raggiunto i propri obiettivi. Siamo inoltre in una fase di riforma e adattamento delle nostre missioni di pace per migliorarne l’efficacia nei contesti sempre più impegnativi in cui esse operano.

L’attuale bilancio del peacekeeping ONU – meno della metà dell’1% della spesa militare globale – rappresenta denaro ben speso. Si tratta soltanto di una frazione del costo che si sotiene quando si lascia che i conflitti si espandano ed erodano i margini dello sviluppo economico. L’investimento è moltiplicato dalla crescita economica e dalla prosperità che derivano dalla stabilità e dalla sicurezza che segue missioni di pace dall’esito positivo.

Le Nazioni Unite stanno lavorando duramente per rendere economicamente vantaggiose tutte le operazioni di mantenimento della pace, dall’inizio alla fine, trovando costantemente maniere di riformare, ristrutturare e abbassare i costi.

Al tempo stesso, le forze di pace delle Nazioni Unite sono instancabili nel cercare nuovi modi per costruire una pace sostenibile.

Le operazioni di pace si sono evolute dal semplice monitoraggio del cessate il fuoco, alla protezione della popolazione civile, il disarmo degli ex combattenti, la tutela dei diritti umani, la promozione dello stato di diritto, il sostegno a elezioni libere e democratiche, la riduzione del rischio di mine antiuomo, e molto altro ancora. Esse si adoperano anche per garantire che le donne siano pienamente rappresentate nei processi di pace, nella vita politica, e nell’attività governativa: tutti investimenti fondamentali per costruire una pace duratura.

Da quando ho assunto la carica, all’inizio dell’anno, una delle mie priorità è stata porre un termine alla piaga dello sfruttamento e dell’abuso sessuale commessi dal personale dell’ONU, comprese le forze di pace. Non siamo perfetti. Ma quando commettiamo degli errori, impariamo da essi, battendoci continuamente per schierare il nostro personale e le nostre risorse in maniera non solo responsabile, ma anche vantaggiosa per le persone e le comunità che serviamo.

Attendo con grande interesse di lavorare su questo con gli Stati Membri. La nostra collaborazione è cruciale per il successo delle missioni di mantenimento della pace, dato che sono gli Stati Membri a decidere destinazione, impiego, risorse delle proprie truppe. La nostra stretta cooperazione è vitale se vogliamo mantenere la promessa di una pace duratura, mentre i peacekeeper creano le condizioni sul terreno per far emergere soluzioni durature.

Un’altra delle mie priorità è garantire che le donne abbiano un ruolo molto più attivo nelle operazioni di pace, ai diversi livelli, come truppe, poliziotte e personale civile. La parità di genere è essenziale, e la presenza di donne aumenta le possibilità di una pace duratura, riducendo al tempo stesso l’incidenza di abuso e sfruttamento sessuale.

In occasione di questa Giornata Internazionale dei Peackeeper delle Nazioni Unite, rendiamo omaggio agli oltre 113.000 “Caschi Blu”, forze di polizia ONU e personale civile schierati in sedici missioni. Riconosciamo il contributo dato da un numero sempre più grande di Stati Membri alle nostre operazioni. Ringraziamo più di un milione di donne e uomini che hanno servito sotto la bandiera dell’ONU con professionalità, dedizione e coraggio durante la nostra storia. E onoriamo la memoria di più di 3.500 di loro che hanno perso la vita in servizio.

Lo scorso anno, 117 peacekeeper hanno pagato il massimo prezzo. Tra essi militari, poliziotti, funzionari internazionali, volontari ONU, personale nazionale da 43 Paesi. Quest’anno contiamo già dodici vittime.

I loro sforzi a nome della comunità internazionale sono una delle espressioni più concrete della determinazione della Carta delle Nazioni Unite “di salvare le generazioni future dal flagello della guerra.” A tutti loro dobbiamo moltissimo.

SDG Poster 2018 2

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