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“Invertire la marea”: l’intervento di apertura della Conferenza sugli Oceani del Segretario Generale

Sec Gen Monaco Feb 2017

6 giu - Un ringraziamento speciale al Presidente dell’Assemblea Generale, Peter Thomson, per la sua determinazione e guida che hanno portato a questa conferenza.

Siamo qui oggi per prendere azioni decisive per nutrire e proteggere la linfa del nostro pianeta.

Oceani e mari coprono due terzi della nostra casa. Forse dovremmo cambiarle il nome da “Pianeta Terra” a “Pianeta Acqua.”

Gli oceani forniscono cibo, energia, acqua, lavori e benefici economici per le persone in ogni Paese – anche quelli senza sbocco sul mare. Gli oceani sono un ammortizzatore cruciale contro il cambiamento climatico e un’enorme risorsa per lo sviluppo sostenibile. La salute dei nostri oceani e mari è indissolubilmente legata alla salute del nostro pianeta e di tutta la vita sulla terra.

Molte nazionalità, inclusa la mia, hanno una relazione speciale con il mare.

La verità è che il mare ha una relazione speciale con tutti noi. Ci mantiene in vita.

Ma quella relazione è ora più minacciata che mai.

L’inquinamento, la pesca eccessiva e gli effetti del cambiamento climatico stanno danneggiando severamente la salute dei nostri oceani. Secondo uno studio recente, la plastica potrebbe superare i pesci – se nulla cambia – nei nostri mari entro il 2050.

L’innalzamento del livello del mare minaccia interi Paesi. Gli oceani si stanno scaldando e stanno diventando più acidi, causando lo sbiancamento dei coralli e riducendo la biodiversità. I cambiamenti nelle correnti avranno seri impatti sugli andamenti climatici; dobbiamo prepararci a tempeste e siccità più frequenti.

Le industrie ittiche in alcuni luoghi stanno collassando. Le zone morte – deserti sottomarini dove la vita non può sopravvivere a causa della mancanza d’ossigeno – stanno crescendo rapidamente in numero ed estensione. Molte specie potrebbero estinguersi tra poche decadi.
Le richieste divergenti dall’industria, dalla pesca, dal trasporto marittimo, dall’attività mineraria e dal turismo stanno creando livelli insostenibili di stress sugli ecosistemi costieri.

Numerosi rapporti, commissioni globali e valutazioni scientifiche hanno descritto il serio danno al nostro più essenziale sistema di supporto vitale – ma la situazione peggiora. I governi non usano appieno gli strumenti a loro disponibili, inclusi la Convenzione sul Diritto del Mare, e UN Oceans.

Siamo qui oggi per invertire la marea.

Abbiamo creato questi problemi. Con un’azione decisiva, coordinata e globale, possiamo risolverli.

L’Obiettivo di Sviluppo Sostenibile 14, l’Obiettivo degli Oceani, deve essere la nostra mappa per oceani puliti e sani.

Il primo passo essenziale è terminare la dicotomia artificiale tra richieste economiche e la salute dei nostri mari. La conservazione e l’uso sostenibile delle nostre risorse marine sono due facce della stessa medaglia.

In secondo luogo, dobbiamo promuovere una leadership politica forte e nuove collaborazioni, basate sul quadro legislativo già esistente. Encomio tutti i firmatari della Chiamata all’Azione che sarà formalmente adottata questa settimana.

Ora abbiamo bisogno di azioni concrete, dall’espansione delle aree marine protette, alla gestione delle industrie di pesca; dalla riduzione dell’inquinamento, alla pulizia dei rifiuti plastici.

Richiedo un cambio di passo, dalle iniziative locali e nazionali a uno sforzo internazionale urgente e coordinato.

Il lavoro in corso, in prospettiva di un quadro legislativo per la conservazione e l’uso sostenibile della biodiversità in aree oltre la giurisdizione nazionale, è particolarmente importante per il futuro degli oceani e della loro biodiversità.

In terzo luogo, dobbiamo tradurre la volontà politica dell’Agenda 2030, dell’Accordo di Parigi sul cambiamento climatico, e del Programma di Azione Addis Abeba in impegni di finanziamenti.

In quarto luogo, dobbiamo approfondire la nostra conoscenza di base, con migliori dati, informazioni e analisi. Non possiamo migliorare ciò che non misuriamo.

Infine, dobbiamo condividere le migliori pratiche ed esperienze. Molte soluzioni sono locali, ma molte hanno una rilevanza più vasta.

Le Nazioni Unite dovranno giocare un ruolo critico.

Ci impegniamo a fornire supporto integrato e coordinato per l’attuazione di tutti gli storici accordi dell’ultimo anno, incluso l’Obiettivo di Sviluppo Sostenibile degli Oceani. Sono determinato ad abbattere le barriere tra le agenzie e i programmi ONU, per migliorare la performance e la responsabilità.

Stiamo già costruendo partenariati con i Governi, il settore privato, la società civile e altri, e lavorando con le istituzioni finanziarie internazionali per finanziamenti innovativi che daranno più fondi.

Stiamo sfruttando il potere dei big data per migliorare la base per i processi decisionali e la responsabilità.

E UN Oceans e l’intero sistema ONU continueranno a svolgere un ruolo unificatore come forum per la condivisione di informazioni, il sostegno e lo sviluppo di diritto internazionale.

Eccellenze, signore e signori.

Una volta, lo scrittore portoghese Vergílio Ferreira disse: “Da minha língua vê-se o mar.” “Dalla mia lingue, potete vedere il mare.”

È perciò appropriato che la mia prima grande Conferenza ONU in qualità di Segretario Generale riguardi gli oceani – una risorsa così preziosa per molti Paesi.

Gli Svedesi stavano navigando per il Mar Baltico e fino all’odierna Istanbul circa 1300 anni fa. Gli abitanti delle Fiji guidavano canoe a velocità e distanze da record nel Pacifico già da prima.Un mito della creazione giapponese racconta come l’arcipelago si sia formato dall’acqua di mare. Un mito Inuit si basa su Sedna, la Dea del Mare.

Il mare davvero appartiene a tutti noi.

Migliorare la salute dei nostri oceani è un test di multilateralismo, e non possiamo permetterci di fallire. Dobbiamo risolvere insieme i problemi di governance che ci hanno trattenuti. So che ci sono molti ostacoli al progresso. Ma abbiamo bisogno di una nuova visione strategica.

Chiedo a tutti gli Stati Membri di impegnarsi nel dialogo necessario per definire un nuovo modello per la futuro amministrazione dei nostri mari.

Se non superiamo gli interessi territoriali e di risorse che hanno troppo a lungo bloccato il progresso, lo stato dei nostri oceani continuerà a deteriorarsi.

Dobbiamo mettere da parte i guadagni nazionali a breve termine, per prevenire catastrofi globali a lungo termine.

Conservare i nostri oceani e usarli in maniera sostenibile significare preservare la vita stessa.

SDG Poster 2018 2

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