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Giornata Internazionale delle Foreste (21 marzo) - Intervista ad Alberto Del Lungo, esperto forestale internazionale

Dellungo Foreste

21 mar - Alberto Del Lungo è un professionista forestale, esperto di sviluppo rurale con quasi 30 anni di esperienza di cui 25 di lavoro con l’Organizzazione per l’Alimentazione e l’Agricoltura delle Nazioni Unite (FAO). Ha un dottorato di ricerca in ecologia forestale ed è specializzato nella gestione sostenibile di sistemi forestali in supporto all’agricoltura di zone aride e per la mitigazione dei cambiamenti climatici. Ha redatto, per la FAO, il primo inventario mondiale delle piantagioni forestali (http://www.fao.org/forestry/plantedforests/67507/en/) e ha coordinato una serie di progetti tra cui uno finanziato dall’Italia che ha avuto anche un grande supporto tecnico-scientifico delle istituzioni in italiane, sull’uso delle acque reflue per il recupero di sistemi forestali a sostegno di agricoltori e piccoli proprietari di Algeria, Egitto, Marocco e Tunisia (www.fao.org/forestry/tww). È membro della segreteria tecnica della Commissione Internazionale del Pioppo (www.fao.org/forestry/ipc) una delle Commissioni tecniche più vecchie delle FAO, di cui l’Italia è stata paese fondatore e ancora attore fondamentale, che si occupa di trasferire conoscenza e tecnologia sull’uso di pioppi e salici in sistemi agroforestali a sostegno di agricoltori di paesi in via di sviluppo. Ha esperienza di lavoro in Africa, America Latina e Caraibi, Medio Oriente, Asia e Europa. Ha ricoperto più volte incarichi di funzionario forestale presso la FAO ma mai sul programma regolare. Oltre che con la FAO ha lavorato Banca Interamericana di Sviluppo, con diverse organizzazioni non governative e con il settore industriale privato.

Dott. Del Lungo, perché le Nazioni Unite hanno dedicato una giornata alle foreste?

Le foreste hanno un ruolo fondamentale nell’equilibrio del sistema terra. Sono indispensabili nella mitigazione dei cambiamenti climatici, catturando l’anidride carbonica e producendo ossigeno. Ma le foreste assicurano il sostentamento dell’uomo e hanno favorito lo sviluppo della nostra civiltà. Nonostante la parola “foresta” derivi dal latino “forestis” o “foresta” ossia “esterno alla civiltà basata sull'urbe”, l’uomo ha sempre avuto un rapporto molto stretto con boschi e foreste. Probabilmente l’impero Romano non avrebbe conquistato il Mediterraneo senza le foreste che gli fornivano il legno per flotta navale e, per lo stesso motivo, la Serenissima Repubblica di Venezia non si sarebbe espansa senza le foreste Alpine. Ma le foreste sono molto di più di questo: ancora oggi, in zone aride, come il Sahel, il legno è la fonte principale di energia combustibile utilizzata dai contadini; in alcune province italiane, fino a qualche anno fa, il legno era la principale sorgente energetica; e i moderni sistemi di riscaldamento ad “energia pulita” utilizzano legno in forma di pellets o cippato, prodotto da piantagioni gestite per la produzione di biomassa. Sono solo cinque le regioni che nel mondo assicurano la produzione di legname, per l’industria di trasformazione mondiale, coinvolgendo un volume di scambi commerciali che nel 2004 è stato stimato essere di circa 327 miliardi di dollari. Queste sono: la Scandinavia e l’Asia settentrionale; l’America del Nord; il bacino del Rio delle Amazzoni; il bacino del fiume Congo; il Sud Est Asiatico.

Insomma le foreste hanno avuto, e tutt’ora hanno, un ruolo fondamentale nel sostenere il genere umano ma devono essere gestite in modo sostenibile ossia devono essere utilizzate assicurandone la rigenerazione perché sappiamo bene che esse non sono inesauribili anzi, la loro superficie ancora oggi continua a diminuire.

Per questo motivo, nel 2011, l’Assemblea delle Nazioni Unite, in linea con gli allora “Obiettivi di Sviluppo del Millennio”, ha dichiarato il 21 marzo, Giornata Internazionale delle Foreste, giornata che coincide con l’inizio della primavera e che serve a richiamare l’attenzione della comunità internazionale sulla gestione sostenibile e la preservazione delle foreste in funzione dell’uomo.

Questo obiettivo si è ancora più rafforzato nel 2015 con la sottoscrizione, da parte dei governi dei 193 paesi membri delle Nazioni Unite dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, e il suo programma d’azione per le persone, il pianeta e la prosperità, da realizzarsi attraverso l’attuazione degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs).

A proposito di Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, come si coniugano questi, con le foreste, la produzione forestale e la lotta ai cambiamenti climatici?

Parole come “Lotta alla fame e alla povertà”, SDGs 1 e 2; “Acqua pulita”, SDG 6; “energia pulita ed accessibile a tutti”, SDG 7; “Città e comunità sostenibili”, SDG 11; “Azioni per il clima”, SDG 13; “Vita sulla terra”, SDG 15, sono direttamente correlati alle foreste.

La banca mondiale ha stimato che le foreste ancora oggi assicurano la sopravvivenza di circa 1,6 miliardi di persone ospitandone direttamente circa 300 milioni. Le foreste inoltre sono habitat per circa l’80% di tutte le specie animali terrestri. Infine il 30% delle foreste è usato per la produzione non solo di legno ma anche di tutti i prodotti forestali non legnosi come selvaggina, frutti, erbe medicinali, funghi, miele che sostentano tutti i paesi del mondo.

Come detto, le foreste assicurano la produzione mondiale di legname e di energia pulita ad esse legata. Le foreste garantiscono la produzione di acqua dolce, emessa in atmosfera in forma di vapore acqueo che ricade a terra con le precipitazioni atmosferiche. Il terreno forestale filtra quest’acqua che arricchisce le nostre falde acquifere. I parchi urbani e peri-urbani assicurano migliori condizioni di vita nelle città. Le foreste assorbono anidride carbonica, mitigano l’impatto dei cambiamenti climatici e assicurano la vita sul nostro pianeta.

Ci racconti ora del tema della giornata internazionale delle foreste del 2018: “Foreste e città sostenibili”

Il tema scelto quest’anno è legato all’obiettivo di sviluppo sostenibile numero 7: “Città e comunità sostenibili”. La nostra epoca è caratterizzata da un continuo, e praticamente inesauribile, flusso migratorio da zone povere e di crisi a zone apparentemente più ricche, dalle campagne alle città. Si stima che entro il 2050, 6 miliardi di persone o almeno il 70% della popolazione globale vivranno nelle città. Dobbiamo affrontare questo problema.

Dobbiamo continuare ad assicurare la produzione sostenibile di cibo e ambienti vivibili per tutti. In quest’ottica vanno rafforzati i sistemi agricoli peri-urbani, rendere le città meno cementificate e abbattere l’inquinamento. Gli alberi e le foreste urbane rendono le città luoghi più puliti, più verdi e più salutari. Gli alberi filtrano l’acqua dagli inquinanti, rinfrescano l’aria, ne filtrano gli inquinanti nocivi in essa presenti e aiutano a mitigare i cambiamenti climatici. In molti paesi di regioni aride si realizzano cinture verdi con lo scopo di difendere le città dalle tempeste di sabbia, assicurare fasce di protezione e pascolo per il bestiame e costituire zone ricreative per le persone.

Le acque reflue, se opportunamente trattate, come dimostrato dal progetto che ho coordinato (www.fao.org/forestry/tww), possono trasformarsi da veicolo inquinante e agente desertificante a una risorsa per fertilizzare il suolo e fornire acqua. La FAO e molte altre agenzie internazionali, hanno un’enorme esperienza nello sviluppo di buone pratiche per migliorare le condizioni di vita in ambienti urbani e peri-urbani ma è importante sensibilizzare le persone su queste tematiche. La giornata internazionale delle foreste è uno dei mezzi per continuare a sensibilizzare la comunità internazionale.

Un’ultima domanda: quale è il ruolo dell’Italia nella giornata internazionale delle foreste e più in generale il proprio ruolo in supporto di agenzie come la FAO?

L’Italia è membro delle Nazioni Unite che vede come modello di ispirazione. L’Italia partecipa alla giornata internazionale delle foreste recependone il messaggio per trasferirlo all’interno delle proprie istituzioni e sensibilizzare la società civile. Sono a conoscenza di diverse iniziative che, il 21 marzo, verranno svolte da istituzioni di ricerca ed istruzione per sensibilizzare le nostre generazioni più giovani. Dal 28 novembre al 1mo dicembre, l’Italia ospiterà a Mantova il “Forum mondiale sulle foreste urbane” (http://www.fao.org/forestry/urbanforestry/en/), una grande opportunità di discussione di temi così attuali. L’Italia si sta anche muovendo per una nuova legge forestale che in questi giorni sta animando un forte dibattito nel mondo tecnico scientifico.

Ma l’Italia è anche partner importante delle Nazioni Unite a cui dà anche molto supporto. Come forestale italiano che ha lavorato per una grande agenzia delle Nazioni Unite, ho avuto modo di apprezzare la competenza dell’Italia e delle sue istituzioni e la sua disponibilità a offrire supporto tecnico scientifico ed economico.

Il Corpo Forestale dello Stato prima, e i Carabinieri forestali ora, sono un partner forte della FAO. In particolare, FAO e Carabinieri hanno recentemente firmato un protocollo di intesa per il reciproco supporto su obbiettivi di sviluppo sostenibile di comune interesse quali la sicurezza alimentare e l’assicurare i mezzi di sostentamento delle popolazioni locali. Il protocollo, che è stato firmato dal Direttore Generale della FAO e dal Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, meno di un anno fa, ha già prodotto frutti interessanti quali ad esempio, un corso di formazione per rangers dei parchi nazionali in Ruanda svolto insieme da Carabinieri e esperti FAO a cui sono stato orgoglioso di collaborare (http://www.fao.org/forestry/46915-0c0ffb55851c050b417e6995bb5bbeb5d.pdf).

Durante la mia attività professionale in ambito FAO ho avuto modo di apprezzare il ruolo dei Ministeri degli Affari Esteri, delle Politiche Agricole e dell’Ambiente che si sono sempre mostrati sensibili e recettivi rispetto alle iniziative condotte dalla FAO. Infine, un ruolo importante lo hanno le istituzioni di ricerca. Il CREA, del Ministero delle Politiche Agricole, il CNR, i Dipartimenti di Scienze Forestali delle Università della Tuscia e di Firenze, il Dipartimento di Ingegneria dell’Università della Basilicata sono solo alcune delle istituzioni di ricerca con cui ho avuto l’onore e il piacere di collaborare e con cui spero di continuare a lavorare specialmente in ambito internazionale.

SDG Poster 2018 2

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