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WHO: immigrazione e sanità

WHO article

18 set - Da quando i più recenti flussi migratori hanno iniziato a dirigersi verso il nostro continente, l’ufficio regionale per l’Europa del WHO ha incrementato le proprie attività per promuovere lo sviluppo di politiche sanitarie in ambito migratorio.

Già nel 2011, grazie al supporto dell’Italia, è stato creato il progetto Public Health Aspects of Migration in Europe (PHAME), volto ad accertare che i sistemi sanitari degli Stati Membri siano adeguatamente preparati a far fronte alle necessità sanitarie derivanti da un’immigrazione su vasta scala. Il numero di paesi europei investiti da questo fenomeno è infatti in crescita, come anche il numero di rifugiati e di migranti. Per questo, il progetto PHAME ha ampliato le proprie attività, ponendo le basi per il primo programma che mette insieme immigrazione e salute. Allo stesso tempo, il PHAME ha posto le fondamenta per lo sviluppo della Strategia e Piano d’Azione per la Salute di Migranti e Rifugiati nel WHO per la Regione Europea.

Ancora grazie al supporto del ministero della salute italiano, nel 2016, il progetto è stato rinnovato per altri 3 anni, dando così vita all’attuale PHAME2.

Lo scorso lunedì 17 settembre, il WHO ha organizzato a Roma un pranzo ministeriale per discutere l’argomento con gli stati europei, in occasione dell’apertura della nuova sessione del Comitato Regionale per l’Europa. Il diritto alla salute è radicato nella costituzione italiana, ha detto il Premier Giuseppe Conte. Non soprende, quindi, che sia Palermo, tra il 24 e il 28 settembre, ad ospitare la seconda edizione della Summer School del WHO sulla salute di migranti e rifugiati.

Clicca per sapere di più sul pranzo ministeriale e sulla nuova sessione del Comitato Regionale per l'Europa del WHO.

SDG Poster 2018 2

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