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I recenti cambiamenti legali e il clima d’odio minacciano i diritti umani dei migranti in Italia, dichiarano gli esperti ONU

Migrants ItalyArticle

22 nov - Abolizione della protezione umanitaria, esclusione dei richiedenti asilo dai centri di accoglienza, aumento dei tempi di detenzione in hotspot e centri di ritorno: sono solo alcune delle previsioni del nuovo decreto su Immigrazione e Sicurezza varato dal governo giallo-verde, suscitando le critiche delle Nazioni Unite. Queste norme “minano fortemente i principi in materia di diritti umani, e porteranno senza dubbio a violazioni del diritto internazionale umanitario”, si legge nel comunicato stampa di 13 esperti ONU, tra cui Maria Grazia Giammarinaro, Relatrice Speciale sulla tratta di esseri umani, e Urmila Bhoola, Relatrice Speciale per le forme contemporanee di schiavitù che ha svolto una missione in Italia proprio lo scorso ottobre. I relatori speciali hanno contattato il governo per esprimere le loro preoccupazioni, e aspettano ora una risposta.

Il decreto sicurezza è stato già approvato dal Senato e sono alte le probabilità che la Camera dei Deputati faccia lo stesso a breve. Già dal suo insediamento lo scorso giugno, il nuovo governo ha provveduto a mettere in atto le misure anti-immigrazione propagandate durante la campagna elettorale. Tuttavia, secondo i relatori speciali, ridurre a tal punto la protezione dei migranti in Italia aumenterà la loro vulnerabilità, esponendoli al rischio di cadere vittime di trafficanti e altri gruppi criminali in quanto impossibilitati a guadagnarsi da vivere attraverso vie lecite. “L’esclusione porta anche alla tensione sociale e all’insicurezza. Un approccio inclusivo porterebbe beneficio non solo ai migranti, ma anche al popolo italiano” hanno dichiarato dall’ONU, aggiungendo che, sebbene sia indubbio che dall’Europa manchi un sistema di solidarietà e supporto, l’Italia non è giustificata a violare tali diritti.

Gli esperti delle Nazioni Unite hanno evidenziato come l’incremento di discorsi politici con una retorica rezzista e xenofoba abbia portato all’aumento di odio e discriminazione nella popolazione, causando un’escalation di incidenti contro grupopi o individui sulla base della loro etnia, razza, o per il loro status di immigrati. In tale scenario, un ultimo riferimento è stato fatto alle NGO che continuano a salvare i migranti nel Mediterraneo nonostante l’atteggiamento contrario del governo. “Salvare vite non è un crimine”, hanno concluso gli esperti, aggiungendo che i responsabili di crimini d’odio devono essere ritenuti responsabili e che le vittime meritano giustizia.

Per saperne di più: https://bit.ly/2PLOXNJ

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