Giovedì, 24 Ottobre 2019
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Messaggio del Segretario Generale in occasione della Giornata mondiale dell'AIDS

Antonio Guterres

1 dic - A trent’anni dalla prima Giornata mondiale dell’AIDS, la risposta all’HIV è a un bivio. La via che prenderemo potrebbe definire il corso futuro dell’epidemia – se porre fine all’AIDS entro il 2030, o invece far scontare alle generazioni future il peso di questa patologia devastante.

Più di 77 milioni di persone sono state infettate dall’HIV, e più di 35 milioni sono morte per malattie connesse all’AIDS. Ci sono stati enormi progressi nella diagnosi e nel trattamento, e gli sforzi di prevenzione hanno evitato milioni di nuove infezioni. 

Tuttavia il ritmo del progresso non è all’altezza delle ambizioni globali. Le nuove infezioni HIV non calano abbastanza velocemente. Alcune regioni restano indietro, e le risorse finanziarie sono insufficienti. Stigma e discriminazione sono un freno, specialmente per settori chiave della popolazione, tra cui uomini gay e che hanno rapporti con altri uomini, lavoratori del sesso, transessuali, persone che fanno uso di droghe, prigionieri e migranti, giovani donne e ragazze. Inoltre, una persona su quattro affetta da HIV non sa di avere il virus, il che le impedisce di prendere decisioni consapevoli su prevenzione, trattamento e altri servizi di cura e assistenza. 

C’è ancora tempo – per potenziare la sperimentazione per l’HIV; per estendere il bacino di utenti che abbiano accesso ai trattamenti; per aumentare le risorse necessarie a prevenire nuove infezioni; e per porre fine allo stigma. In questo momento critico, occorre prendere la strada giusta.

SDG Poster 2018 2

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