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Videomessaggio da EpiCentro, sito dell'Istituto Superiore di Sanità, in occasione della giornata mondiale dei migranti (18 dicembre)

Epicentro cover Giornata Salute Mentale

18 dic - Giornata internazionale dei migranti 2018 (18 dicembre), l’impegno dell'Istituto Superiore di Sanità nel contributo da EpiCentro

Anna Colucci, Silvia Declich, Maria Grazia Dente, Paola De Castro, Pirous Fateh-Moghadam, Anna Maria Luzi, Giulia Marchetti, Maria Masocco, Valentina Minardi, Mirella Taranto, Maria Elena Tosti (Istituto Superiore di Sanità), in collaborazione con la Redazione di EpiCentro-Iss

Dal 2000, il 18 dicembre ricorre la Giornata internazionale dei migranti, un momento per ricordare i migranti nel mondo e per soffermarsi sui diritti di queste persone. Da anni, l’Istituto Superiore di Sanità (ISS), organo tecnico-scientifico del Sistema sanitario nazionale, è impegnato per monitorare la salute delle persone migranti e degli stranieri residenti in Italia, intercettarne i bisogni e promuovere la tutela della salute, così da garantire a tutti il diritto alla salute sancito dall’articolo 32 della nostra Costituzione e dall’articolo 25 della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo. Tre le direttrici principali del lavoro svolto in ISS: il monitoraggio e la realizzazione di linee guida, la promozione della vaccinazione e le attività di formazione.

Gli stranieri integrati nella nostra società: cosa ci dice la sorveglianza PASSI

Nel periodo 2008-17 il sistema di sorveglianza PASSI (Progressi delle Aziende Sanitarie per la Salute in Italia), coordinato dall’ISS, ha raccolto circa 366.000 interviste di cui circa 17.000 a cittadini stranieri. L’elevato numero di interviste sottoposte a stranieri ha permesso di suddividere la popolazione straniera rispetto all’area di provenienza in 2 macrocategorie: Paesi a sviluppo avanzato e Paesi a forte pressione migratoria (PFPM) (ulteriormente divisibile in Est-Europa, Nord-Africa, Africa sub sahariana, Asia). Bisogna sottolineare che gli stranieri intervistati nell’ambito del PASSI hanno la residenza, sono in regola con il permesso di soggiorno e sanno bene l’italiano; si tratta dunque di un campione di cittadini stranieri rappresentativo di quella quota più integrata nella società e meno emarginata. Pertanto eventuali disuguaglianze che emergessero da PASSI fra cittadini italiani e cittadini stranieri potrebbero suggerire disuguaglianze ancor più significative nel confronto con la totalità degli stranieri presenti in Italia, comprensiva della quota di coloro che vivono ai margini della società. Quali sono quindi i risultati principali? Rispetto agli italiani, gli stranieri PFPM hanno livelli di istruzione e occupazionali solo di poco inferiori, ma risultano notevolmente sfavoriti dal punto di vista economico: circa tre quarti degli stranieri dichiara di avere almeno qualche difficoltà economica contro circa la metà degli italiani. Problemi legati a reddito, scarsa mobilità sociale e rischio di povertà si riscontrano per l’intera popolazione, ma chi non ha la cittadinanza italiana è particolarmente a rischio. Tenendo conto della diversa struttura demografica e socio-economica di intervistati italiani e stranieri, risulta che i cittadini stranieri sono più sedentari, in sovrappeso/obesi e che mangiano meno frutta e verdura. Inoltre, gli stranieri provenienti da Paesi EUROPEI a forte pressione migratoria hanno un rischio aumentato di essere fumatori mentre quelli americani di essere consumatori di alcol.

Riguardo ai consigli ricevuti dal proprio medico volti a indurre cambiamenti positivi nelle persone, i dati PASSI sottolineano che medici e operatori sanitari sono ancora poco attenti, in generale, a questo aspetto della promozione della salute. Inoltre, nonostante gli stranieri siano più a rischio di avere stili di vita poco salutari, ricevono sistematicamente meno consigli da parte dei propri medici. All’interno della popolazione straniera è inoltre evidente un certo gradiente che penalizza le persone che provengono dalle aree solitamente percepite come culturalmente più lontane (Africa sub sahariana e Asia). La durata della permanenza in Italia degli stranieri attenua queste differenze che però restano anche dopo 10 anni di soggiorno. Questa evidente difficoltà degli operatori sanitari di relazionarsi con assistiti stranieri va affrontata con appropriate misure per garantire la salute «a tutta la popolazione senza distinzione di condizioni individuali o sociali» come recita l’Art.1, Legge 23 dicembre 1978, n. 833 di istituzione del Servizio sanitario nazionale che festeggia, quest’anno, il 40esimo compleanno.

Un aspetto particolarmente interessante emerso da PASSI è che solitamente i gruppi di popolazione più svantaggiati dal punto di vista socio-economico risultano avere indicatori di salute peggiori, compresa la percezione della propria salute. Tuttavia, per quanto riguarda gli immigrati residenti in Italia, lo svantaggio socio-economico non si ripercuote, almeno per ora, sulla percezione che gli stranieri hanno rispetto alla propria salute. Indipendentemente dalle differenze di età, gli stranieri, pensando agli aspetti di salute fisica e soprattutto psicologica, riportano di sentirsi bene o molto bene addirittura più frequentemente degli italiani. Una possibile spiegazione di questo risultato per certi versi inaspettato (che sarebbe da verificare), porta al concetto del “senso di coerenza”, elaborato da Aaron Antonovsky all’interno del suo modello di salutogenesi. Secondo questo modello un elevato senso di coerenza è associato a buona salute, nonostante le avversità a cui l’individuo può essere esposto. Il senso di coerenza è composto da tre colonne, la comprensibilità (essere in grado di capire ciò che accade nel proprio ambiente), l’affrontabilità (legata alla consapevolezza di possedere le risorse, interne o esterne, necessarie per affrontare gli eventi) e la significatività (la sensazione che quello che si fa ha un senso, che vale la pena impegnarsi). La più importante delle tre colonne, ricorda Antonovsky, è sintetizzata bene dall’affermazione: “Chi ha un ‘perché’ può resistere a qualsiasi ‘come’. Per spiegare la migliore percezione della propria salute (soprattutto psicologica) degli stranieri nonostante le condizioni socio-economiche peggiori, non è quindi da escludere l’ipotesi che rispetto agli italiani il senso di coerenza sia più elevato tra chi è impegnato in un progetto migratorio, specialmente se di prima generazione e avendo già conseguito qualche risultato positivo.

  • Guarda il videomessaggio di Pirous Fateh-Moghadam (Gruppo tecnico nazionale, Sistema di sorveglianza PASSI)

L’esigenza di avere una (linea) guida

Nel 2011, a seguito dello sbarco di un numero eccezionale di migranti in Italia causata dalla crisi geopolitica in Nord Africa, l’ISS e il Ministero della Salute, con le Regioni, hanno sviluppato un sistema rapido di sorveglianza delle principali malattie infettive, con un approccio sindromico, finalizzato a identificare precocemente eventuali focolai infettivi nei Centri che ospitavano migranti nel territorio nazionale, così da permettere alle autorità sanitarie locali e regionali di intervenire in modo adeguato in caso di necessità. Questa attività ha permesso non solo di verificare che le sindromi più frequenti nella popolazione migrante in arrivo nel nostro Paese erano quelle legate alle condizioni di viaggio, igiene e sovraffollamento, senza alcun potenziale epidemico, ma anche di tranquillizzare l’opinione pubblica, preoccupata di una emergenza sanitaria, che non si è verificata. Il modello di tale sorveglianza, che si presta a essere attivata rapidamente e utilizzata in condizioni di emergenza, è stato utilizzato da altri Paesi europei nelle fasi emergenziali della accoglienza dei migranti ed è divenuta un handbook dell’ECDC. Una volta esaurite le fasi emergenziali, per gestire al meglio le fasi del percorso di accoglienza, standardizzare i controlli sanitari, individuare condizioni patologiche a maggior rischio per la sanità pubblica e garantire accesso ai servizi di cura e prevenzione, in questi anni l’ISS ha realizzato, in collaborazione con INMP (Istituto Nazionale per la promozione della salute delle popolazioni Migranti ed il contrasto delle malattie della Povertà) e SIMM (Società Italiana di Medicina delle Migrazioni), un programma di produzione di linee guida. Rientrano in questo percorso i seguenti documenti: “Controlli sanitari all’arrivo e percorsi di tutela per i migranti ospiti nei centri di accoglienza” e “Il controllo della tubercolosi tra gli immigrati in Italia. L’ISS ha anche partecipato a indagini internazionali mirate a valutare l’applicabilità di una cornice europea per la raccolta di dati sulle malattie infettive, che meglio tenga conto dei diversi fattori associati al rischio per queste patologie nelle popolazioni migranti.

Offerta vaccinale

Il flusso di migranti dell’ultima decade ha posto i Paesi che li accolgono di fronte al problema di integrare queste persone nei servizi sanitari, anche  e soprattutto quelli preventivi. Tra le iniziative a cui l’ISS ha partecipato è interessante ricordare lo studio condotto nell’ambito del progetto europeo Care (Common Approach for Refugees’ and migrants’ health) per valutare le strategie e le pratiche europee, nazionali e locali dell’offerta vaccinale ai migranti, il progetto ProVacMed (PROgrammiVACcinali nell’area del MEDiterraneo), condotto tra il 2015 e il 2016, con il fine di condividere le conoscenze sul controllo delle malattie prevenibili da vaccino, e di rafforzare il network con l’inclusione di esperti nel campo delle vaccinazioni provenienti da Paesi extra Unione europea dell’area del Mediterraneo e del Mar Nero, e il progetto Promovax (PROmote VACCinations among migrant populations in Europe) che ha prodotto un opuscolo informativo rivolto alle popolazioni migranti nei Paesi coinvolti e uno strumento tecnico rivolto al personale sanitario, con lo scopo di favorire l’accesso alle vaccinazioni delle popolazioni migranti.

Formazione: Scienza senza frontiere, la conoscenza come veicolo di inclusione

Cinquanta migranti formati dall’Iss sono diventati a loro volta “docenti” di altri 2 mila ospiti dei Centri di accoglienza su temi relativi alla salute e alla prevenzione. Un bell’esempio di peer education quello emerso dall’iniziativa “Scienza senza frontiere” organizzata dall’ISS (in collaborazione con i Centri di accoglienza Straordinaria Codirossoni, Casilina 1 e Casilina 2) tra dicembre 2017 e giugno 2018. Il progetto si è sviluppato tramite un ciclo di seminari tenuti da ricercatori ISS e incentrati su tematiche come igiene e sicurezza alimentare, salubrità dell’acqua, danni da alcol e droga, vaccini, HIV e infezioni sessualmente trasmesse, tubercolosi, diritti sanitari degli stranieri. Un seminario è stato anche dedicato ai temi della comunicazione scientifica e in particolare al significato e alle modalità di realizzazione di un poster scientifico. Questi incontri hanno avuto lo scopo di favorire un dialogo con i giovani migranti finalizzato all’acquisizione di elementi conoscitivi utili per la tutela della propria salute e di quella dell’intera collettività. Inoltre, con l’aiuto degli insegnanti di italiano dei Centri di accoglienza, e grazie ad alcuni glossari preparati dai ricercatori ISS sui temi affrontati, i seminari sono diventati oggetto di esercitazione linguistica e, contemporaneamente, di empowerment sui temi della salute.

L’impegno dell’Italian National Focal Point Infectious Diseases and Migrant per la tutela della salute della persona migrante

All’interno dell’Istituto Superiore di Sanità è attivo dal 1997 l’Italian National Focal Point – Infectious Diseases and Migrant (NFP) costituitosi nel nostro Paese nell’ambito del Progetto Europeo “AIDS & Mobility”. Il Network, coordinato dall’Unità Operativa Ricerca psico-socio-comportamentale, Comunicazione, Formazione - Dipartimento Malattie Infettive, si avvale della collaborazione integrata di  professionisti esperti appartenenti a istituzioni pubbliche, organizzazioni non governative, associazioni di Volontariato e comunità di migranti dislocate in 13 Regioni Italiane (Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Emilia Romagna, Toscana, Lazio, Umbria, Campania, Puglia, Calabria, Sicilia) che si occupano di tematiche riguardanti la salute delle persone migranti con particolare riferimento alla prevenzione, diagnosi, cura e assistenza delle malattie infettive. Il  NFP, in 20 anni di impegno, ha proposto e condotto, a livello internazionale e nazionale, progetti di ricerca su aspetti epidemiologici e psico-socio-comportamentali dell’infezione da HIV nelle popolazioni migranti, ha sviluppato altresì  interventi di prevenzione delle malattie infettive con  specifico riferimento alle infezioni sessualmente trasmesse e alla tubercolosi, nonché predisposto  percorsi formativi rivolti ad operatori sanitari su  tematiche inerenti la comunicazione efficace ed il counselling in ambito interculturale. L’esperienza acquisita ha consentito di pianificare, stilare e pubblicare nel 2013 la Guida “L'accesso alle cure della persona straniera: indicazioni operative” nella quale sono state raccolte le indicazioni normative indispensabili per rispondere, in modo soddisfacente, ai diritti di salute della persona migrante. Il lavoro è stato successivamente aggiornato con una seconda edizione (2015) che ha visto l’approfondimento di aspetti inerenti: descrizione dell’assistenza transfrontaliera nei paesi dell’Unione Europea, in quelli dello Spazio Economico Europeo e in Svizzera; Centri di accoglienza per i migranti (CIE, CARA, CDA, CPSA); Reddito sociale, reddito ai fini del gratuito patrocinio, ecc. Inoltre, le pagine principali del sito www.uniticontrolaids.it sono state tradotte in inglese per far sì che le persone non italiane accedano ad informazioni scientificamente corrette ed aggiornate attinenti le infezioni sessualmente trasmesse. Nel corso del tempo, infine, sono stati organizzati diversi eventi scientifici che con il coinvolgimento di esperti e operatori del settore, hanno permesso di analizzare la situazione del flusso migratorio nel nostro Paese, realizzare percorsi di salute in grado di raggiungere le persone straniere e fornire informazioni utili per la programmazione di politiche sanitarie locali e nazionali. Consulta il “Rapporto delle attività di ricerca, prevenzione, comunicazione e formazione in ambito interculturale. 1997-2017” pubblicato dal NFP.

Risorse utili

Consulta la sezione dedicata alla “migranti e salute” sul sito EpiCentro dell’Istituto Superiore di Sanità.

SDG Poster 2018 2

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