Martedì, 16 Luglio 2019
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Sfruttare la conoscenza dei popoli indigeni per un futuro sicuro dal punto di vista alimentare nonostante i cambiamenti climatici

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4 feb - Cosa: 

Il Quarto Forum Internazionale dei Popoli Indigeni ospitato dall'IFAD promuove l’utilizzo del sapere e dell’innovazione delle popolazioni indigene per creare resilienza ai cambiamenti climatici e sviluppo sostenibile.

Quando: 

dalle ore 9:00 di martedì 12 Febbraio alle ore 17:00 di mercoledì 13 Febbraio 2019.

Dove: 

Sede IFAD di Roma, Via Paolo di Dono 44, 00142, Roma, nella  “Italian Conference Room”

Chi:                     

Gilbert F.Houngbo, presidente IFAD; Victoria Tauli-Corpuz, Relatrice Speciale dell'ONU per i Diritti dei Popoli Indigeni; Mirna Cunningham, Presidente del CADPI, Centro per l'autonomia e lo sviluppo dei Popoli Indigeni, Joan Carling, vincitrice del prestigioso riconoscimento “UN Environment Champions of the Earth Award” 2018.

La storia:            

Il Forum Internazionale dei Popoli Indigeni è stato istituito nel 2011, è una piattaforma di dialogo permanente tra i rappresentanti dei popoli indigeni, l’IFAD e i governi internazionali. Quest’anno il Forum si concentrerà sulla promozione dell’utilizzo delle conoscenze e delle innovazioni delle popolazioni indigene per permettere di sviluppare resilienza nei confronti del clima e facilitare uno sviluppo sostenibile così da rafforzare i cambiamenti nelle zone rurali.

Nella due giorni i partecipanti si focalizzeranno su:

  • Rafforzare il ruolo dei popoli indigeni quali custodi della maggior parte della biodiversità del pianeta. Grazie alla loro stretta relazione con l’ambiente, i popoli indigeni sono in una posizione privilegiata per confrontarsi e adattarsi ai cambiamenti climatici.
  • Incrementare gli investimenti per supportare le organizzazioni indigene, le istituzioni e le comunità indigene concentrandosi soprattutto sulle conoscenze dei giovani e delle donne per affrontare i cambiamenti climatici e rafforzare la resilienza ad essi.
  • Supportare i popoli indigeni nel mettere in sicurezza le loro terre, i territori e le risorse, attraverso un lavoro di mappatura e difesa.

Esempi:

  •  I sistemi di raccolta dell'acqua/irrigazione dei popoli indigeni aumentano le scorte di acqua in ambienti soggetti a stress idrico. In Tunisia, le popolazioni Amazigh usano il sistema degli Jessour, una capillare organizzazione agricolo-territoriale basata su particolari dighe destinate a trattenere sia l'acqua piovana sia i detriti di sbriciolamento delle aride montagne circostanti  permettendo la coltivazione di olivi, alberi da frutto e cereali.
  • La conoscenza dei popoli indigeni è usata per risanare il suolo, adattarlo e permettere di resistere a inondazioni e siccità. In Bangladesh, le comunità che hanno dovuto affrontare le inondazioni coltivano varietà di canne resistenti al sale, frutta e alberi resistenti al sale e alla siccità in modo da ridurre la vulnerabilità alle inondazioni e all’ innalzamento del livello del mare assicurando reddito a lungo termine.
  • La gestione delle foreste fatta dalle comunità di popoli indigeni permette di definire zone protette,

    zone per la lavorazione del legno e per la gestione in scala dei bacini idrici, esse hanno un ruolo fondamentale nell’invertire il processo di disboscamento.

    I Miskito del Nicaragua mantengono tre tipi di campi (i campi coltivati, quelli dedicati al pascolo e la foresta) mentre sull’isola di Borneo, i Daiacchi usano una terra fatta a mosaico con zone naturali e foresta.

 Sarà possibile seguire i lavori in diretta sul web all’indirizzo: https://bit.ly/2S9wJWR

Per accreditarsi al evento scrivere a –  Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.  entro il 8 Febbraio

 

Per approfondimenti:

The Indigenous Peoples Forum at IFAD

IFAD's work with Indigenous Peoples

IFAD's Indigenous Peoples video library

SDG Poster 2018 2

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