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Il testo completo della Risoluzione 2254 (2015)

Risoluzione

Il testo completo della Risoluzione 2254 (2015) afferma quanto segue:

“Il Consiglio di Sicurezza,

“Richiamando le risoluzioni 2042 (2012), 2043 (2012), 2118 (2013), 2139 (2014), 2165 (2014), 2170 (2014), 2175 (2014), 2178 (2014), 2191 (2014), 2199 (2015), 2235 (2015), e 2249 (2015) e le dichiarazioni presidenziali del 3 agosto 2011 (S/PRST/2011/16), 21 marzo 2012 (S/PRST/2012/6), 5 aprile 2012 (S/PRST/2012/10), 2 ottobre 2013 (S/PRST/2013/15), 24 aprile 2015 (S/PRST/2015/10) e 17 agosto 2015 (S/PRST/2015/15),

“Riaffermando il proprio forte impegno per la sovranità, indipendenza, unità e integrità territoriale della Repubblica Araba di Siria, e per le finalità e i principi della Carta delle Nazioni Unite,

“Esprimendo la propria più seria preoccupazione per le continue sofferenze del popolo siriano, la disastrosa situazione umanitaria in peggioramento, il conflitto in atto e la sua persistente e brutale violenza, l'impatto negativo del terrorismo insieme alla sua ideologia estremista e violenta, l'effetto destabilizzante della crisi sulla regione e al di fuori di essa, incluso il conseguente aumento di terroristi chiamati a combattere in Siria, la distruzione fisica del Paese, il crescente settarismo, e sottolineando che la situazione continuerà a deteriorarsi in assenza di una soluzione politica,

“Ricordando la propria richiesta che ogni parte in causa prenda tutti i provvedimenti adeguati a proteggere i civili, inclusi i membri delle minoranze etniche, religiose e confessionali, e sottolineando che, a questo proposito, la responsabilità primaria di proteggere la propria popolazione spetta alle autorità siriane,

“Reiterando che l'unica soluzione sostenibile alla crisi corrente in Siria è attraverso un processo politico inclusivo e guidato dai Siriani, che incontri le aspirazioni legittime del popolo siriano, nella prospettiva di una piena attuazione del Comunicato di Ginevra del 30 giugno 2012, come confermato dalla risoluzione 2118 (2013), anche attraverso la costituzione  di un governo di transizione inclusivo con pieni poteri esecutivi, che sia formato sulle basi del mutuo consenso, assicurando la continuità delle istituzioni governative,

“Incoraggiando, al riguardo, gli sforzi diplomatici del Gruppo di Sostegno Internazionale per la Siria (ISSG) per contribuire a porre un termine al conflitto in Siria,

“Encomiando l'impegno dell'ISSG, come espresso nella Dichiarazione Congiunta sul risultato dei colloqui multilaterali sulla Siria a Vienna del 30 ottobre 2015 e la Dichiarazione dell'ISSG del 14 novembre 2015 (di seguito riportati come “Dichiarazioni di Vienna”), per assicurare una transizione politica guidata e controllata dai Siriani, basata interamente sul Comunicato di Ginevra, ed enfatizzando l'urgenza per tutte le parti in Siria di lavorare in modo diligente e costruttivo verso questo obiettivo,

“Esortando tutte le parti coinvolte nel processo politico facilitato dall’ONU ad aderire ai principi individuati dall’ISSG, incluso l’impegno per l’unità, l’indipendenza, l’integrità territoriale e il carattere non settario della Siria, per assicurare la continuità delle istituzioni governative, per proteggere i diritti di tutti i Siriani, indipendentemente da etnia o confessione religiosa, e per assicurare l’accesso umanitario in ogni parte del Paese,

“Incoraggiando la partecipazione significativa delle donne al processo politico facilitato dall’ONU,

“Tenendo a mente l’obiettivo di far incontrare il più ampio spettro possibile dell’opposizione, scelto dai Siriani, che decideranno i loro rappresentanti e definiranno le loro posizioni negoziali, in modo da permettere l’avvio del processo politico, prendendo nota degli incontri a Mosca e al Cairo e di altre iniziative con questo scopo, prendendo atto in particolare dell’utilità dell’incontro a Riyadh del 9-11 dicembre 2015, i cui esiti contribuiscono alla preparazione delle trattative per una risoluzione politica del conflitto, sotto gli auspici dell’ONU, in accordo con il Comunicato di Ginevra e le “Dichiarazioni di Vienna”, e attendendo che l’Inviato Speciale del Segretario Generale per la Siria incanali gli sforzi verso questo scopo,

“1.  Riconferma la propria approvazione del Comunicato di Ginevra del 30 giugno 2012, approva le “Dichiarazioni di Vienna” per il perseguimento della piena implementazione del Comunicato di Ginevra, come base per una transizione politica guidata e controllata dai Siriani al fine di porre termine al conflitto in Siria, e sottolinea che il popolo siriano deciderà il futuro della Siria;

“2.  Richiede al Segretario Generale, attraverso i suoi buoni uffici e gli sforzi del suo Inviato Speciale per la Siria, di convocare i rappresentanti del governo siriano e dell’opposizione affinché si impegnino con la massima urgenza in trattative formali su un processo di transizione politica, con l’obiettivo che per i primi di gennaio 2016 abbiano inizio i negoziati, conformi al Comunicato di Ginevra e coerenti con la Dichiarazione dell’ISSG del 14 novembre 2015, nella prospettiva di una risoluzione politica e duratura della crisi;

“3.  Riconosce il ruolo dell’ISSG come piattaforma centrale necessaria a facilitare gli sforzi delle Nazioni Unite per raggiungere una risoluzione politica duratura in Siria;

“4.  Esprime il proprio sostegno, a questo proposito, a un processo politico guidato dai Siriani che sia facilitato dalle Nazioni Unite e che, entro sei mesi, istituisca un governo attendibile, inclusivo, non settario e che stabilisca un programma e un procedimento per redigere una nuova costituzione, e inoltre esprime il proprio sostegno ad elezioni libere e giuste, conformi alla nuova costituzione, che dovranno tenersi entro 18 mesi e amministrate sotto la supervisione delle Nazioni Unite, in modo che siano soddisfacenti per il governo e che siano caratterizzate dai più alti criteri internazionali di trasparenza e affidabilità, con la partecipazione di tutti i Siriani, inclusi i membri della diaspora, come esposto nella Dichiarazione dell’ISSG del 14 novembre 2015;

“5.  Riconosce lo stretto collegamento tra una tregua e un processo politico parallelo, conformi al Comunicato di Ginevra del 2012, e che entrambe le iniziative dovranno procedere rapidamente e, a questo proposito, esprime il proprio sostegno affinché una tregua a livello nazionale in Siria, la cui attuazione è stata sostenuta e assistita con impegno dall’ISSG, entri in vigore appena i rappresentanti del governo siriano e dell’opposizione avranno mosso i primi passi verso una transizione politica sotto gli auspici dell’ONU, sulle basi del comunicato di Ginevra, come esposto nella Dichiarazione dell’ISSG del 14 novembre 2015, e affinché si attui ciò con la massima urgenza;

“6. Richiede che il Segretario Generale prenda l’iniziativa, attraverso l’ufficio del suo Inviato speciale e in consultazione con le parti interessate, di stabilire le modalità e i requisiti per una tregua e di continuare a pianificare la strategia di gestione del cessate il fuoco e sollecita gli Stati Membri, in particolare i membri dell’ISSG, a sostenere e accelerare tutti gli sforzi volti al raggiungimento della tregua anche attraverso la pressione esercitata su tutte le parti in vista di un accordo e dell’adesione al cessate il fuoco;

“7. Sottolinea il bisogno di monitorare, controllare e riferire sul cessate il fuoco, richiede che il Segretario Generale faccia rapporto sulle opzioni che il Consiglio di Sicurezza può sostenere al fine di permettere il funzionamento di tale meccanismo il prima possibile, non oltre un mese dall’adozione di questa risoluzione ed esorta gli Stati Membri, compresi i membri del Consiglio di Sicurezza, a fornire assistenza anche attraverso contributi in natura e competenze per sostenere tale meccanismo;

“8. Ribadisce la richiesta nella risoluzione 2249 (2015) rivolta agli Stati Membri di prevenire e sopprimere gli atti terroristici commessi nello specifico dallo Stato Islamico in Iraq e nel Levante (ISIL, conosciuto anche come Da’esh), dal Fronte Al-Nusra (ANF) e da tutti gli altri individui, gruppi, attività ed enti associati ad Al-Qaida o all’ISIL e altri gruppi terroristici, come stabilito dal Consiglio di Sicurezza ai sensi della Dichiarazione dell’ISSG del 14 novembre 2015, e di sradicare il rifugio sicuro stabilito in gran parte della Siria e prende atto che il suddetto cessate il fuoco non sarà valido in caso di azioni offensive o difensive contro questi individui, gruppi, attività ed enti come stabilito nella Dichiarazione ISSG del 14 novembre 2015;

“9. Si compiace per gli sforzi condotti dal governo della Giordania nel contribuire allo sviluppo di un’intesa comune, all’interno dell’ISSG, per quanto riguarda il riconoscimento di individui o gruppi terroristi e prenderà rapidamente in considerazione le raccomandazioni da parte dell’ISSG allo scopo di riconoscerli;

“10. Sottolinea la necessità che tutte le parti adottino misure volte ad instaurare fiducia reciproca per realizzare un procedimento politico e una tregua duratura e invita tutti gli stati a fare quanto in loro potere nei confronti del governo e dell’opposizione siriana per promuovere il processo di pace, le misure per rafforzare la fiducia e i progressi verso la tregua;

“11. Richiede che il Segretario Generale riporti al Consiglio, il prima possibile e non oltre un mese dall’adozione di questa risoluzione, su possibili misure di rafforzamento della fiducia;

“12. Invita le parti a permettere immediatamente l’accesso libero, rapido e sicuro in tutta la Siria alle agenzie umanitarie attraverso le strade più dirette, con effetto immediato, a portare sostegno umanitario a chiunque ne abbia bisogno, in particolare in tutte le aree assediate e difficili da raggiungere, e a liberare tutte le persone illegalmente detenute, soprattutto donne e bambini, invita gli stati dell’ISSG a fare quanto il loro potere per raggiungere questi obiettivi e chiede la piena attuazione delle risoluzioni 2139 (2014), 2165 (2014), 2191 (2014) e di qualsiasi altra risoluzione applicabile;

“13. Chiede che tutte le parti cessino immediatamente ogni attacco contro i civili e gli obiettivi civili, inclusi gli attacchi contro strutture e personale medico, e l’uso indiscriminato di armi compresi gli attacchi d’artiglieria e bombardamenti aerei, accoglie con favore l’impegno dell’ISSG ad esercitare pressione sulle parti al riguardo, e chiede inoltre che tutte le parti rispondano immediatamente agli obblighi derivanti dal diritto internazionale, compresi il diritto umanitario internazionale e i diritti umani a seconda dei casi;

“14. Sottolinea l’imminente necessità di creare le condizioni che permettano il ritorno volontario e sicuro dei rifugiati e degli sfollati nelle regioni di origine e il recupero delle aree colpite, in accordo con il diritto internazionale, comprese le pertinenti disposizioni della Convenzione e del Protocollo relativi allo Status dei Rifugiati e tenendo conto degli interessi di questi Paesi nell’ospitarli, desidera che gli Stati Membri forniscano assistenza a tale proposito, attende con interesse la Conferenza sulla Siria che si terrà a Londra nel febbraio 2016, organizzata da Regno Unito, Germania, Kuwait, Norvegia e Nazioni Unite come un importante contributo a questo sforzo, ed esprime inoltre il proprio supporto alla ricostruzione post conflitto e alla riabilitazione della Siria;

“15. Richiede che il Segretario Generale faccia rapporto entro 60 giorni al Consiglio di Sicurezza sull’attuazione di questa risoluzione e sullo stato di avanzamento del processo politico indetto dall’ONU;

“16. Decide di continuare a occuparsi della questione.”

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