COVID-19 – Rapporto UCTAD propone un accordo sul debito per prevenire un disastro economico nel mondo in via di sviluppo

(23 aprile 2020)

  • Nel 2020 e 2021, il risarcimento dovuto dai Paesi in via di sviluppo a causa del loro debito pubblico estero salira’ tra 2,6 e 3,4 trilioni di dollari;
  • Il richiamo alla solidarieta’ internazionale e’ finora rimasto per lo piu’ inascoltato;
  • Occorre un organismo internazionale di monitoraggio dei programmi di riduzione del debito

La Conferenza ONU su commercio e sviluppo (UNCTAD)  presenta oggi le misure urgenti che occorrono per scongiurare il disastro che incombe sul debito dei Paesi in via di sviluppo in preda alle conseguenze economiche della pandemia.

Il rapporto pubblicato oggi da UNCTAD invoca  un accordo globale sul debito per il mondo in via di sviluppo e sottolinea l’urgenza di un’azione decisiva per un’effettiva riduzione del debito dei Paesi in via di sviluppo, che consenta loro di liberare risorse necessarie per fronteggiare la pandemia.

Lo scorso 30 marzo, UNCTAD ha chiesto l’adozione di un pacchetto del valore di 2,5 trilioni di dollari per il coronavirus in faore dei Paesi in via di sviluppo. Gia’ prima della crisi COVID-19, molti di questi Paesi destinavano quote crescenti delle proprie risorse al risarcimento del debito, con una conseguente contrazione delle spese sociali e sanitarie.

“La comunita’ internazionale dovrebbe adottare con urgenza misure aggiuntive per alleviare la crescente pressione fiscale che il rimborso del debito esercita sui Paesi in via di sviluppo alle prese con l’impatto economico di  COVID-19,” ha detto il Segretario Generale di UNCTAD Mukhisa Kituyi.

La pandemia colpisce le economie di Paesi che gia’ lottano da anni contro l’insostenibile fardello del debito oltre che con crescenti esigenze sanitarie ed economiche. Il rapporto evidenzia che questi Paesi dovranno affrontare livelli impervi di rimborso per tutto il decennio. Solamente nel 2020 e 2021, si stima che dovranno complessivamente ripagare 3,4 trilioni di dollari sul loro debito pubblico estero.

Le fughe di capitali dalle economie emergenti e le svalutazioni nei Paesi in via di sviluppo effettuate in reazione alla crisi finanziaria causata da COVID-19 hanno reso il ripagamento del debito ancora piu’ oneroso.

 

I recenti appelli alla solidarieta’ internazionale vanno nella giusta direzione, , ma il supporto tangibile che ne e’ fin qui derivato per i Paesi in via di sviluppo alle prese con la pandemia e le sue ripercussioni economiche ‘e stato fin qui quasi irrisorio,  ha affermato Richard Kozul-Wright, uno degli estensori del rapporto.

 

Per saperne di piu’:

https://unctad.org/en/Pages/coronavirus.aspx

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