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Dove la scienza incontra la mensa scolastica

Un orto scolastico idroponico in Uganda unisce nutrizione e innovazione

Riportiamo di seguito l’articolo della FAO con il testo integrale: 

12/03/2026

Nella capitale dell’Uganda, Kampala, una città vivace e in rapida crescita costruita su dolci colline a circa 1.200 metri sul livello del mare, gli studenti si riuniscono ogni giorno alla St Kizito Namugongo Secondary School per imparare.

Per molti studenti ugandesi, almeno un pasto al giorno proviene dalle mense scolastiche. Mantenere questi pasti freschi e nutrienti può essere costoso, soprattutto nelle aree urbane densamente popolate e montuose, dove i terreni coltivabili sono limitati.

Joanita Aber è una studentessa di 19 anni che proviene da una città distante quasi sette ore di macchina. Vivendo nel campus, lei e altri 300 compagni, dipendono interamente dai pasti scolastici per il loro sostentamento. Tuttavia, il menu della scuola non sempre includeva un’ampia varietà di verdure fresche, l’orto in suolo, già presente nella scuola, non era in grado di fornire ortaggi freschi a sufficienza. I pasti erano quindi basati quasi esclusivamente su riso, legumi e un tipo locale di farina di manioca, chiamata posho.

L’introduzione di un innovativo orto idroponico nel cortile della scuola sta cambiando questa situazione. Il sistema, che occupa una superficie di 115 metri quadrati, consente di coltivare circa 650 piante senza terra, utilizzando una quantità minima di acqua e fertilizzanti organici. I prodotti, raccolti durante tutto l’anno, vengono consegnati direttamente alla cucina della scuola.

L’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO) e il Segretariato del Mountain Partnership (MPS), attraverso il fondo per l’innovazione FAO Elevate e con il sostegno finanziario della Direzione Generale italiana della Cooperazione allo Sviluppo, hanno contribuito alla costruzione del sistema idroponico e alla formazione necessaria per la sua manutenzione. Questo è stato realizzato in collaborazione con l’azienda italiana H4O, membro del Mountain Partnership, che ha brevettato questo sistema idroponico. Insegnanti, studenti e personale scolastico hanno partecipato all’installazione del sistema e all’apprendimento del suo funzionamento.

“Sono così felice ed entusiasta dell’agricoltura idroponica. Come si fa a coltivare le piante nell’acqua? È qualcosa che non avevamo mai visto prima”, dice Joanita, che l’anno prossimo inizierà l’università, dove vorrebbe studiare medicina. “Vediamo le verdure crescere velocemente e questo migliorerà la nostra alimentazione e ridurrà le spese della scuola”.

Gli studenti mostrano con orgoglio gli ortaggi che hanno raccolto dall'orto idroponico della St. Kizito High School di Namugongo
Foto: Helen Lugada

Nyombi Malcolm Davis, che insegna principi e pratica dell’agricoltura, osserva: “Questi studenti stanno scoprendo il valore del cibo biologico. Coltiviamo ortaggi di vario tipo, e questo insegna loro l’importanza di una dieta equilibrata”.

La scuola ora coltiva sedano, cipollotti e sukumawiki – un cavolo tradizionale ugandese – oltre a spinaci e peperoni. Il sistema produce circa 35 chilogrammi di verdure a settimana. L’orto è in grado di produrre ortaggi per un valore annuale stimato di 12 000 dollari. Un semenziario in loco riduce ulteriormente i costi consentendo la riproduzione delle piante invece del loro acquisto.

L’orto fa inoltre parte del programma didattico. Gli studenti monitorano la salute delle radici, i livelli di pH e di elettroconduttività e osservano la crescita delle piante durante il raccolto.

“Quando gli studenti imparano il concetto di pH in classe, possono venire immediatamente qui e vederlo messo in pratica” afferma Davis. “Stanno imparando ad apprezzare l’importanza del cibo biologico e a comprendere come funzionano i sistemi sostenibili”.

Il sistema idroponico consente di risparmiare fino al 95% di acqua rispetto all’agricoltura tradizionale basata sul suolo. Le soluzioni nutritive organiche circolano continuamente, riducendo gli sprechi e favorendo una crescita sana delle piante.

Una foto di gruppo degli studenti nel giardino idroponico della St. Kizito High School, a Namugongo
Foto: Helen Lugada

Un modello con un potenziale più ampio

L’orto idroponico di St Kizito Namugongo funge da modello per un’agricoltura senza suolo ed efficiente nell’uso delle risorse, progettata per ambienti in cui l’acqua e i terreni coltivabili sono limitati, comprese le regioni montane.

Oggi l’orto sostiene diete più sane per 1.200 studenti e porta i sistemi agroalimentari sostenibili direttamente nelle aule.

Questa collaborazione tra FAO e partner dimostra come le innovazioni su piccola scala possano portare a miglioramenti misurabili in materia di nutrizione, istruzione e protezione sociale.

Il modello, inoltre, è adattabile e scalabile, dalle città densamente popolate alle remote comunità montane.

“La scuola ora ha qualcosa da mostrare al mondo”, afferma Joanita. “L’agricoltura idroponica biologica è qualcosa di meraviglioso, qualcosa che tutto il mondo può accogliere”.

Investire nella nutrizione scolastica significa investire nella prossima generazione. Quando gli studenti coltivano il proprio cibo, migliorano la loro alimentazione e allo stesso tempo acquisiscono competenze pratiche, fiducia in sé stessi e un futuro agroalimentare più sostenibile.

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