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Favola per la Giornata Internazionale delle Persone Anziane di Agnese Bizzarri e disegno di Giorgio Pauri

In occasione della Giornata Internazionale delle Persone Anziane di oggi 1 ottobre, UNRIC Italia è lieta di condividere la favola di Agnese Bizzarri, e il dipinto illustrativo di Giorgio Pauri.

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“Vecchio”, “senile”, “anziano”, “attempato”. Per definire qualcuno o qualcosa che ha “tanto tempo” ci sono diversi termini ed espressioni.

Un mobile è antico, una persona è anziana, un arnese è vecchio.

“Per noi invece non esiste il concetto di vecchio ma di centenario!”, esclamò improvvisamente una tartaruga che era spuntata dal nulla attirata dal discorso sull’età.

“Ci credo!”, rispose la quercia. “Lo dici a me!”.

Era una quercia che aveva ben 97 anni. Da noi l’età non è un tabù o una vergogna, anzi, più cerchi hai, più hai avuto una vita intensa.

“In che senso “cerchi”? Pensare che la mia vita è massimo della durata di tre settimane, non si fa nemmeno in tempo a pensare alla vecchiaia..”, disse una farfalla, che interessata al dialogo sull’anzianità, era sopraggiunta subito.

Comunque, tornando a noi querce: per calcolare l’età di un albero bisogna contare i cerchi del suo tronco. Ogni cerchio corrisponde ad un anno. Ma in un anno quante cose accadono: tempeste, fioriture, arrivo di uccelli migratori, amori inaspettati, cieli al tramonto, animali, stagioni che passano e cambiano.

“Anche noi persone anziane abbiamo i nostri cerchi, come rughe del cuore”, replicò una bella anziana signora che stava passeggiando da quelle parti. “Sono i cerchi della memoria. C’è il cerchio dell’amore. L’amore invecchia o ringiovanisce, dipende dagli amori, ma ne vale sempre la pena. C’è il cerchio della felicità che si insegue per sempre, c’è il cerchio del lavoro: complesso e anelato, c’è il cerchio dell’amicizia che mantiene sempre sereni e uniti, il cerchio della famiglia caldo e giocoso. Ogni cerchio è un traguardo ma anche un ricordo.

Abbiamo bisogno di infiniti cerchi per continuare a vivere con gioia e curiosità. Il cerchio più ampio che con l’età sembra rimpicciolirsi è quello del futuro. Chiediamo quindi che, ogni giorno, con dolcezza e pazienza ci venga sempre concesso il cerchio del futuro.

In quel momento arrivò una farfalla coloratissima. La sua vita era breve ma intensa. Del resto aveva già avuto il dono della trasformazione da bruco in altra creatura. Si fermò, fece un piccolo volo a forma di cerchio proprio davanti a lei.

Nel frattempo la tartaruga si era appisolata sotto la quercia. La vita scorreva col tempo armonico e giusto.

Ogni cerchio aveva il suo significato profondo e unico. La memoria custodiva ogni cosa e per questo rendeva tutto immortale e senza tempo. La memoria è una radice antica, così antica che è senza età.

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