La favola di Agnese Bizzarri per la Giornata Internazionale contro il Cancro

In occasione della Giornata Internazionale contro il Cancro 2022, che si celebra il 4 febbraio, abbiamo il piacere di condividere la favola di Agnese Bizzarri e l’illustrazione di Giorgio Pauri.

 

É capitato a tutti di perdere qualcuno ammalato di cancro: una nonna, uno zio, un genitore, una sorella, un fratello, un amico, un parente, un animale. Questa storia è dedicata con tanta tenerezza a tutti loro che, semplicemente, in questo momento si trovano da un’altra parte. Ma con le nostre cure sono ancora vivi. Sapete infatti che la cura è immortale?

Quando si perde qualcuno, oltre a perdere chi ami hai perso un po’ di te anche. E’ più grande l’infelicità di chi parte o di chi sta?

La domanda è: chi rimane dopo? Cosa rimane? Resta la cura. La cura è perenne, eterna, come d’altronde l’anima, la coscienza.

Il cancro si porta via tutto senza preavviso, né ragione, né pietà, né giustizia.

Ma non sa, che nonostante tutta la sua brutalità e la sua potenza, può trascinare via solo il corpo. Per quanto si impegni e si sforzi, l’anima è indistruttibile.

Vivrà per sempre. Al di là di ogni cancro, malattia, tempo e spazio. E soprattutto è un perdente contro l’amore della cura. La cura è un atto di amore incondizionato, è un passaggio di consegna. Da un posto ad un altro.

A volte ci sia ammala e non si guarisce. Spesso ci si cura e si guarisce. La cura inizia anche dalla prevenzione.

Senza la cura le medicine funzionano ma solo in parte. Il cuore, il corpo, il cervello sono connessi, sempre. In ogni tempo e spazio.

La cura e il prendersi cura sono la migliore medicina.

Pare che tutto si trasformi nulla muoia, lo si sa da tempo.

Esiste un posto incantato dove si custodiscono le cure di tutti i parenti, gli amici, gli innamorati, i bambini, i cari delle persone malate che se ne sono andate. È nascosto ma esiste, fidatevi, è protetto ed è a porta chiusa. Il cancro non avrà mai accesso. E’ come una grande casa spaziosa, ben arredata e comoda.

Se provate a guardare dalle finestre noterete questo: sui muri sono incollati ricordi bellissimi, le finestre sono fresche di vita, entra un’aria calda, i quadri sono dispense e libri aperti d’amore, le porte sono dipinte dalle attenzioni che sono state date ai malati, l’arredamento è fatto dalle risate e da tutto quello che ha fatto loro ridere, le scale dalla tenerezza dei momenti difficili, la luce dalla perseveranza nel lottare.

Non temete la casa è lì, le cure anche. Sempre e per sempre.

Il cancro ignora che la cura è senza tempo. La cura è senza morte.

La cura.

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