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La Giornata Internazionale della Pace alla Fondazione Campana dei Caduti di Rovereto

Riceviamo e volentieri ospitiamo il contributo della Fondazione Campana dei Caduti di Rovereto in occasione della Giornata Internazionale della Pace.

“Il lavoro prima di tutto”

Presentazione del numero speciale del mensile «La Voce di Maria Dolens» di Marcello Filotei

Le cose importanti spesso nascono da dettagli: come ci riconosciamo durante le riunioni? Gli organizzatori della Conferenza dell’Onu sull’Organizzazione Internazionale del 1945, a San Francisco, volevano un simbolo da mettere su una spilletta per identificare i delegati. Fu proposto un disegno con una mappa terrestre circondata da foglie. L’azzurro fu scelto come opposto del rosso, il colore della guerra. I rami d’ulivo arrivarono dopo. Un cerchietto da appuntare sulla giacca che da allora significa: lavoriamo per il dialogo.

Qualche decennio dopo il lavoro da fare è ancora tanto, si procede a piccoli passi e quando si può ci si ferma a riflettere, specialmente il 21 settembre, la Giornata internazionale della Pace delle Nazioni Unite. Andiamo per ordine: perché scoppiano le guerre? Secondo gli esperti le ragioni principali vanno ricercate nella fame, nella scarsità dell’acqua, nelle problematiche ambientali e nella mancanza di lavoro. Tutti temi trattati dall’Agenda 2030 dell’Onu, composta da 17 obiettivi. Il numero 8, al centro quest’anno dell’attività della Fondazione Campana dei Caduti, sottolinea la necessità di incentivare in tutto il mondo «una crescita economica duratura, inclusiva e sostenibile, un’occupazione piena e produttiva e un lavoro dignitoso per tutti».

Anche per questo il 17 luglio scorso sul Colle di Miravalle sono saliti 4 esperti che hanno animato una tavola rotonda sull’argomento. Ascoltandoli è apparso chiaro che parlare di occupazione senza includere nel discorso parità di genere, sviluppo sostenibile, questioni territoriali e multilateralismo sarebbe stato solo un esercizio di stile. I relatori hanno scelto un approccio concreto: i dati prima delle opinioni, poche risposte, molte domande. Una era questa: Cosa stiamo facendo e quali sono i risultati delle nostre azioni?

Ascoltando gli interventi certe cose si sono chiarite, molte sono entrate in relazione. Per evitare che questa riflessione restasse solo un ricordo vago, nel quale i concetti si confondono, proprio il 21 settembre la Fondazione ha deciso di pubblicare le sintesi degli interventi in un numero speciale de «La Voce di Maria Dolens», il mensile online che da un anno propone riflessioni sulla Pace attraverso l’analisi della storia e della cronaca (https://bit.ly/2VLB9qJ in italiano e https://bit.ly/3Eo3yED in inglese).

Ma non basta, nella sede della Campana dei Caduti, alle 20, durante la presentazione dell’edizione straordinaria, ospiti speciali sono stati invitati a parlare dell’Obiettivo 8, con un format che ricalca quello della rivista. Come nel mensile sono sempre presenti una rubrica di informazione dalle Nazioni Unite e una dal Consiglio d’Europa, la serata prevede un collegamento da New York e uno da Strasburgo. Dopo un messaggio del segretario generale, António Guterres, dal Palazzo di Vetro interverrà Lorenzo Morini, Primo consigliere della delegazione diplomatica italiana all’Onu. Dal Coe ci sarà il contributo di Giuseppe Zaffuto, portavoce del Consiglio d’Europa per l’Italia e nostro corrispondente. In sala il Reggente, Marco Marsilli, e il direttore della rivista.

E siccome parlare a volte non è sufficiente per toccare gli animi delle persone, la Fondazione ha dato spazio anche alla creatività, chiedendo a oltre cento artisti di riflettere sul tema del lavoro. La mostra che ne è scaturita, «Human Rights? – @Work», curata da Roberto Ronca, è visitabile fino al 5 ottobre. A volte tacere davanti alla bellezza vale più di mille parole.

Per visitare il sito della Fondazione clicca qui.

Stasera ci sarà la diretta sul canale Facebook della Fondazione “Campana dei Caduti” a partire dalle ore 20.00 fino al suono della Campana  – ore 21.30 –  che sarà blu.

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