Valorizzare le voci delle scienziate che stanno infrangendo gli stereotipi di genere e ispirando le ragazze a intraprendere una carriera nelle discipline STEM
I settori della scienza, della tecnologia, dell’ingegneria e della matematica (STEM) sono fondamentali per le economie nazionali. Tuttavia, nonostante gli sforzi in atto, le donne e le ragazze incontrano ancora barriere che limitano la loro partecipazione e il loro avanzamento in questi campi. Solo il 35% degli studenti dei settori STEM è costituito da donne, che restano sottorappresentate. Riconoscere il loro ruolo cruciale nella scienza è essenziale per colmare il divario di genere nelle STEM, raggiungere la parità di genere e garantire un futuro migliore.
Quest’anno, in occasione della Giornata internazionale delle donne e delle ragazze nella scienza (11 febbraio), l’Ufficio regionale dell’UNESCO per la scienza e la cultura in Europa ha ospitato un webinar che ha riunito scienziati, educatori e giovani per discutere della partecipazione delle donne alle discipline STEM. L’evento ha incoraggiato i relatori a esplorare le sfide che ostacolano l’interesse delle donne per i programmi STEM e i percorsi di carriera e le opportunità aperte alle ragazze.
Abbiamo invitato 4 scienziate dell’Europa sudorientale a condividere i loro percorsi ispiratori, utilizzando le loro voci per promuovere un futuro più inclusivo ed equo.
Sfide che influenzano l’interesse delle donne per le materie STEM
Le donne e le ragazze che intraprendono carriere nel settore STEM spesso devono affrontare discriminazioni, stereotipi di genere dannosi e una mancanza di sostegno e rappresentanza. Chiara Biscarini, ingegnere idrico e co-presidente della Cattedra UNESCO su “Gestione e cultura delle risorse idriche” presso l’Università per Stranieri di Perugia, Italia, sottolinea uno dei problemi più persistenti nelle STEM: l’“effetto Matilda”, un fenomeno in cui i contributi delle donne alla scienza vengono trascurati o attribuiti a colleghi o supervisori maschi.
Nell’Europa sudorientale, gli stereotipi di genere esacerbano ulteriormente queste sfide. Florentina Neatu, chimica presso l’Istituto Nazionale di Fisica dei Materiali, in Romania, osserva che in alcune regioni le ragazze sono spesso incoraggiate a dedicarsi alle responsabilità familiari, mentre le materie “più complesse” come la fisica, l’ingegneria e la matematica sono percepite come più adatte agli uomini.
Questi stereotipi possono scoraggiare e dissuadere le ragazze dal perseguire le materie STEM, soprattutto se non hanno il sostegno della famiglia, dei modelli di ruolo o degli insegnanti. L’entità di questo sostegno è un fattore cruciale nel plasmare la loro decisione di intraprendere una carriera nelle materie STEM.
La discriminazione di genere è stata una realtà condivisa dai relatori. Thomais Vlachogianni, chimica ambientale ed ecotossicologa del MIO-ECSDE, Grecia, ricorda le sfide affrontate all’inizio della sua carriera. Nonostante il dottorato di ricerca, ha faticato a trovare un impiego perché si pensava che presto avrebbe voluto mettere su famiglia. Anche se frustrante, questo l’ha motivata a esplorare tutti i possibili percorsi di carriera, compresi quelli non convenzionali, per perseguire i suoi obiettivi professionali.
Percorsi di carriera STEM: Percorsi diversi e non convenzionali
L’ingresso nell’istruzione STEM è una sfida per le donne, ma anche il mantenimento di una carriera comporta una serie di difficoltà. Le relatrici hanno condiviso le loro esperienze di superamento di questi ostacoli.
Florentina ha trovato ispirazione nella collega Chiara, che ha conseguito il dottorato di ricerca in gravidanza, nonostante il suo tutor uomo le avesse consigliato di rimandare la discussione della tesi. Motivata, Florentina ha completato il dottorato mentre si occupava del suo bambino di 5 mesi. “Le donne spesso pensano di dover scegliere tra famiglia e carriera, ma secondo la mia esperienza è possibile e gratificante avere entrambe le cose”, rivela.
I percorsi di carriera in ambito STEM sono spesso vari e non sempre lineari. Erika Kereskényi, geologa presso il Bükk Region Global Geopark dell’UNESCO in Ungheria, condivide il suo viaggio non convenzionale nel campo scientifico. Proveniente da un background artistico, è stata ispirata a dedicarsi alla geologia dopo aver sperimentato la cruda bellezza della natura. Ha trasformato un comune stereotipo di genere – secondo cui le donne sono guidate dalle emozioni – in una scelta che le ha cambiato la vita. Il suo profondo legame emotivo con il lavoro ha alimentato la sua eccellenza accademica e l’ha aiutata a costruire relazioni significative con mentori, professori e colleghi. Le emozioni dovrebbero essere viste come un punto di forza, non come un limite, nelle discipline STEM.
Thomais racconta anche come il suo percorso professionale abbia preso una piega inaspettata. Inizialmente attratta dagli aspetti di “ricerca grezza” della scienza, non si sarebbe mai aspettata di rappresentare il MIO-ECSDE alle conferenze. Tuttavia, man mano che la sua fiducia nel ruolo è cresciuta, è riuscita a combinare la sua curiosità scientifica con la difesa e la rappresentanza, ampliando il suo impatto al di là della sola ricerca.
“Ci viene insegnato a pensare in modo lineare, ma poi scopriamo che la vita non è affatto lineare e potremmo rimanere delusi o addirittura schiacciati. Ma se si mantengono aperte le opzioni, si vedono davvero i propri punti di forza e si impara a sfruttarli”, riflette l’autrice.
Il futuro è femminile: consigli alle giovani generazioni
Il consiglio di Thomais alle giovani donne che si affacciano alle carriere STEM è di abbracciare la flessibilità, ricordando che “nulla è fisso, nulla è incasellato”. Le donne che entrano nei settori STEM dovrebbero avere una mente aperta ed esplorare tutte le possibilità.
Quanto a Erika, sottolinea che l’aumento della partecipazione femminile alle STEM si basa su mentorship, reti di supporto e visibilità. Più le ragazze vedono modelli di successo, più sentiranno un senso di appartenenza a questi campi. “Ogni scoperta porta a nuove idee e contribuisce a gettare le basi della ricerca futura per la prossima generazione”, osserva.
“Storicamente, le donne nella scienza sono state viste come eccezioni piuttosto che come protagoniste”, aggiunge Chiara. Questa percezione limita la capacità delle ragazze di immaginarsi come scienziate, ingegneri o matematici. Per risolvere questo problema, Chiara sottolinea la necessità di “cambiare la narrazione” e di promuovere l’idea che le donne appartengono alle STEM tanto quanto gli uomini. Florentina concorda, sottolineando che essere una donna nella scienza non significa solo fare scoperte in laboratorio, ma anche ispirare gli altri a rompere le barriere.
Le nostre 4 scienziate – Chiara, Florentina, Thomais ed Erika – sostengono l’inclusività di genere nelle STEM come sforzo collettivo. Il loro lavoro e la loro esperienza sono un invito a tutti a contribuire a questa narrazione e a promuovere il progresso verso una comunità scientifica più equilibrata dal punto di vista del genere. Insieme, possiamo aprire la strada alle future generazioni di donne nelle STEM.
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