Il Rifugio Galassi è tornato a essere un punto di incontro per il dialogo, accogliendo esperti e studenti per affrontare l’urgenza crescente della conservazione dei ghiacciai, esplorando temi chiave come la gestione delle risorse idriche, la biodiversità e il cambiamento climatico
I ghiacciai sono fondamentali per regolare il clima della Terra e fornire acqua dolce a miliardi di persone. Tuttavia, con l’aumento delle temperature globali, questi serbatoi naturali stanno rapidamente scomparendo, alterando gli ecosistemi e minacciando l’intero ciclo dell’acqua, dalla sorgente al mare.
Questa sfida urgente è stata al centro della 4ª edizione di “Risorse idriche: dalle Dolomiti al mare”, organizzata dal 9 al 12 luglio 2025 al Rifugio Galassi sul tema “Ghiacciai e la loro conservazione”. In occasione dell’Anno Internazionale della Conservazione dei Ghiacciai, l’evento ha messo in risalto sia la straordinaria bellezza sia la crescente vulnerabilità dei ghiacciai, risorse di acqua dolce cruciali oggi sotto minaccia.
Per quattro giorni, esperti e studenti hanno raggiunto il rifugio in quota per riflettere sul futuro dell’acqua come risorsa condivisa e limitata. Le discussioni hanno toccato alcune delle più urgenti sfide ambientali del nostro tempo: dalla gestione delle risorse idriche agli scenari futuri per lo sviluppo sostenibile, la biodiversità e il cambiamento climatico. Il Rifugio Galassi si è rivelato un contesto unico e potente per il confronto e l’azione, dove la conoscenza scientifica ha incontrato l’energia dei giovani, sottolineando che la collaborazione è essenziale per costruire un futuro più sostenibile.
“Solo attraverso un’alleanza tra scienza, istituzioni e cittadini è possibile costruire una visione sostenibile del futuro.”
Massimiliano De Martin, Assessore all’Urbanistica e all’Ambiente, Comune di Venezia
Il contesto ha amplificato l’impatto dell’esperienza formativa, lasciando un segno duraturo in tutti i partecipanti. Essi hanno avuto l’opportunità rara di osservare un ghiacciaio da vicino e di constatare in prima persona il suo drammatico arretramento. Il confronto tra le condizioni attuali e le fotografie storiche ha reso ancora più evidente il cambiamento, rafforzando la consapevolezza della gravità della sfida e dell’urgenza di agire.
Pur essendo più piccoli rispetto alle immense calotte glaciali della Groenlandia e dell’Antartide, i ghiacciai delle Dolomiti restano serbatoi vitali di acqua dolce: alimentano i fiumi, irrigano i campi, producono energia idroelettrica e sostengono interi ecosistemi. Il loro declino non è solo una preoccupazione locale, ma riflette una battaglia globale.
“Il ritiro dei ghiacciai comporta un’ampia gamma di impatti ambientali, sociali, economici e climatici. Sebbene, nel caso specifico delle Dolomiti, gli effetti siano in parte meno significativi, dobbiamo ricordare che esistono aree del mondo in cui l’esistenza dei ghiacciai è vitale, anche solo per l’approvvigionamento idrico.”
Andrea Securo, Ricercatore presso l’Istituto di Scienze Polari (ISP) del CNR
Per gli studenti, l’esperienza è stata trasformativa: assistere concretamente alle conseguenze del cambiamento climatico ha lasciato un’impressione profonda. Osservare i ghiacciai ridursi, la vegetazione mutare e le migrazioni degli uccelli spostarsi ha reso tangibile la realtà della crisi climatica, offrendo una comprensione pratica delle sfide che minacciano gli ecosistemi montani.
Grazie all’incontro tra l’expertise dei ricercatori e la curiosità degli studenti, il dialogo al Rifugio Galassi è andato oltre il valore educativo. Lo scambio tra scienza e società ha reso chiara la necessità di osservazione continua, consapevolezza diffusa e impegno collettivo per proteggere questi ecosistemi vitali per le generazioni future.
“La mia prospettiva è passata da una semplice ammirazione distaccata a una preoccupazione attiva, riconoscendo la necessità di un’azione politica urgente, di un monitoraggio costante e di un coinvolgimento pubblico per proteggere questi ecosistemi vitali.”
Martina Grigoletto, Studentessa
L’evento è stato co-organizzato dal Comune di Venezia e dall’Ufficio UNESCO di Venezia, in collaborazione con il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), il Club Alpino Italiano, la Città Metropolitana di Venezia, la Fondazione Venezia Capitale Mondiale della Sostenibilità, Europe Direct Venezia, l’Università IUAV di Venezia, l’Università Ca’ Foscari Venezia, l’Agenzia Regionale per la Prevenzione e Protezione Ambientale del Veneto (ARPAV), il Consorzio di Bonifica Acque di Risorgiva e il Consorzio Mitilla.