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DR CONGO: UNICEF lancia un appello urgente per fornire assistenza

DR CONGO – In un contesto di violenza crescente, UNICEF lancia un appello urgente per 22 milioni di dollari per fornire assistenza d’emergenza a 282.000 bambini nell’est del Paese
30 Gennaio 2025
L’UNICEF è seriamente preoccupato per il rapido deterioramento della situazione umanitaria nella parte orientale della Repubblica Democratica del Congo. Questo dovuto alla recente intensificazione del conflitto e all’aumento del numero di sfollati.
Solo negli ultimi tre mesi, nelle province del Nord Kivu e del Sud Kivu sono state sfollate altre 658.000 persone. Almeno 282.000 sono bambini.
In una situazione sempre più instabile, con i combattimenti che si sono spostati a Goma, il capoluogo della provincia del Nord Kivu, le famiglie hanno abbandonato i campi di sfollamento alla periferia nord e ovest della città e si sono trasferite in altre località del centro. Alcune di queste persone si sono spostate per la terza, quarta o addirittura quinta volta nelle ultime settimane.
“La situazione a Goma è estremamente grave e complica ulteriormente una situazione umanitaria che era già oltremodo disastrosa”, ha dichiarato Jean Francois Basse, rappresentante ad interim dell’UNICEF RDC. “Le persone sono state esposte a eventi traumatici e sono affamate, assetate ed esauste. Le famiglie si rifugiano sul posto per evitare di essere coinvolte nella violenza. Elettricità, acqua e internet sono stati tagliati. È difficile sopravvalutare quanto i bambini e le loro famiglie stiano soffrendo”.
I rischi principali per i bambini sono attualmente quelli legati alla salute e alla protezione. Le condizioni di affollamento e di insalubrità rendono ancora più probabile la diffusione di malattie come il colera, il morbillo e il vaiolo. È improbabile che i genitori portino i bambini malati negli ospedali per paura di essere coinvolti nel fuoco incrociato e perché sanno che non ci sono posti letto.
L’UNICEF ha ricevuto segnalazioni di un aumento del numero di bambini separati o non accompagnati dai genitori. Questo li espone al pericolo di rapimenti e sequestri, al reclutamento da parte di gruppi armati e alla violenza sessuale.
L’UNICEF chiede 22 milioni di dollari per continuare a fornire aiuti salvavita, tra cui acqua potabile e servizi igienici adeguati, farmaci e forniture mediche, cure per i bambini gravemente malnutriti e servizi di protezione.
“In definitiva, è necessario che le parti in conflitto pongano fine all’escalation militare, che sta esacerbando le sofferenze dei bambini e peggiorando le già terribili condizioni umanitarie”, ha aggiunto Basse.

 

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