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Gaza: non c’è tempo da perdere, la tregua è fragile

Non c’è tempo da perdere” a Gaza, mentre il cessate il fuoco offre una fragile tregua
14 Febbraio 2025
 
Le Nazioni Unite stanno correndo contro il tempo per espandere i soccorsi umanitari e prepararsi al monumentale compito di ricostruire Gaza, mentre il fragile cessate il fuoco resiste ma incombe la tensione per una potenziale ripresa dei combattimenti
 
Le Nazioni Unite stanno correndo contro il tempo per espandere i soccorsi umanitari e prepararsi al monumentale compito di ricostruire Gaza, mentre il fragile cessate il fuoco resiste ma incombe la tensione per una potenziale ripresa dei combattimenti.
“Non c’è tempo da perdere”, ha dichiarato il capo dell’ufficio responsabile degli sforzi di ricostruzione delle Nazioni Unite (UNOPS), Jorge Moreira da Silva, durante un briefing a New York in collegamento video dal Medio Oriente, dopo la sua visita a Gaza questa settimana.
La devastazione a cui ha assistito è stata impressionante: “Secondo una stima, il conflitto ha generato 40 milioni di tonnellate di detriti e macerie, che richiederanno anni per essere rimossi”.
Sebbene il cessate il fuoco abbia permesso un aumento delle operazioni umanitarie, Moreira da Silva ha sottolineato che la pausa delle ostilità non è affatto sufficiente.
“Ribadisco l’appello per un cessate il fuoco permanente e per il rilascio di tutti gli ostaggi senza indugio”, ha sottolineato.
Carburante e servizi salvavita
L’UNOPS, che svolge un ruolo fondamentale nella logistica umanitaria di Gaza e in molte altre crisi in cui le Nazioni Unite prestano soccorso in tutto il mondo, ha aumentato drasticamente le consegne di carburante dall’inizio del cessate il fuoco.
Attualmente vengono forniti 1,2 milioni di litri al giorno per sostenere servizi critici come ospedali, attrezzature per le telecomunicazioni e panetterie.
Visitando l’Ospedale Europeo nella principale città meridionale di Khan Younis, vicino al confine con l’Egitto, Moreira da Silva ha ascoltato le testimonianze dei medici che lavorano in condizioni inimmaginabili.
Ci sono stati “interventi chirurgici senza anestesia, infezioni post-operatorie dovute alla mancanza di antibiotici, neonati morti per la mancanza di elettricità nelle incubatrici” e interventi urgenti per il cancro rinviati per oltre un anno, ha raccontato, descrivendo le pressioni estreme sul sistema sanitario di Gaza.
Prima della guerra, l’UNOPS aveva installato sistemi solari ibridi presso l’ospedale per fornire un approvvigionamento energetico sostenibile. Ma i sistemi sono stati resi inutilizzabili, un’altra vittima del conflitto.
“Mentre guardiamo alla ripresa e alla ricostruzione, questo ci ricorda la necessità cruciale di investire nelle energie rinnovabili”, ha dichiarato Moreira da Silva.
Rimozione delle macerie
Oltre alla fornitura di carburante, l’UNOPS è impegnato in un’opera cruciale di rimozione delle macerie e di azione contro le mine per affrontare il crescente rischio di ordigni inesplosi.
L’entità della distruzione pone una sfida logistica e finanziaria che probabilmente si protrarrà per anni.
“Siamo determinati a rimanere e a fare qualcosa per la popolazione di Gaza”, ha dichiarato Moreira da Silva, sottolineando che l’accesso umanitario rimane fondamentale.
“Un passaggio rapido, senza ostacoli e sicuro per gli aiuti non è negoziabile”, ha sottolineato.
Strada incerta da percorrere
Lo spettro di nuove violenze e della fine del fragile cessate il fuoco getta un’ombra sui piani di recupero.
La leadership di Hamas ha dichiarato giovedì che avrebbe rispettato il calendario di rilascio degli ostaggi come originariamente concordato, dopo aver accusato Israele di aver violato i termini del cessate il fuoco.
“Dobbiamo concentrare tutti gli sforzi per evitare un ritorno alla guerra, che sarebbe una tragedia assoluta”, ha dichiarato Moreira da Silva.
La posta in gioco è alta, non solo per i soccorsi umanitari immediati a Gaza, ma anche per qualsiasi sforzo di ricostruzione futuro.

 

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