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Giornata Internazionale della Luce – La Favola di Agnese Bizzarri

La luce può svegliarsi e non essere luminosa?

E se volesse essere intermittente, ovvero che è tanta ma a momenti si spegne?

La luce. Tutti vogliono la luce in casa, vogliono la luce del giorno, la luce di un sorriso, la luce di un lampione quando si torna a piedi la sera, la luce quando si è in mezzo al buio pesto, la luce in cantina per cercare qualcosa, la luce di un faro in mezzo al mare, la luce delle lucciole in campagna nelle sere d’estate, la luce quando siamo piccoli e abbiamo paura, la luce della caverna nel mito di Platone.

La luce la si prende anche. Da una mattina all’alba al mare, da un tramonto in collina d’estate. Da un bambino che ci racconta una storia, da un innamorato che ci regala ore indimenticabili, da una amicizia che ci illumina la strada.

Ma la si prende anche in ombra, anzi se c’è l’ombra, la luce la si nota ancora di più.

Avete osservato un aspetto fondamentale della luce? Che è diversa a seconda dei punti in cui la si guarda. Dalle stanze da cui entra, dalle ore in cui appare, se si presenta verticale o orizzontale, se è nelle fessure, se si irradia, se penetra a fili come nelle persiane delle finestre, se è come polvere magica alla mattina. E’ quindi sempre una sorpresa.

La luce ha sempre un volto, una caratteristica. Ha anche una velocità.

Un tempo si pensava che la velocità della luce fosse infinita ma un fisico geniale (il suo cervello era molto luminoso) scoprì che aveva una velocità precisa.

Avete mai provato a rincorrerla come fosse un aquilone, una innamorata, un topo per un gatto?

Provate. Ma certamente non si farà acchiappare! Mai! Perché viaggia a circa 299.792.458 metri al secondo. Si dice infatti: “Più veloci della luce!”.

Come diceva un grande filosofo: “L’ombra prepara lo sguardo alla luce”.

Preparatevi sempre alla luce.

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