Copertura dell’Assemblea Generale
L’umanità si trova di fronte a quattro decisive “prove del potere” – riguardanti la guerra o la pace, la disuguaglianza, il cambiamento climatico e l’intelligenza artificiale – che determineranno se il mondo si muoverà verso una nuova era di cooperazione o verso una divisione più profonda. Lo ha affermato martedì il Segretario Generale delle Nazioni Unite davanti all’Assemblea Generale.
Punti chiave
- Il Segretario Generale esorta a una cooperazione internazionale vincolante sulla governance dell’intelligenza artificiale, avvertendo che le decisioni di vita o di morte non devono mai essere affidate alle macchine
- Il Segretario Generale rinnova l’appello alla riforma del Consiglio di Sicurezza, sottolineando la persistente e “ingiustificabile” assenza di una rappresentanza africana permanente
- Per la prima volta nella sua storia, l’ONU ha raggiunto la piena parità di genere nei vertici dirigenziali e nel personale
A circa 100 giorni dalla fine del suo mandato come Segretario Generale delle Nazioni Unite, António Guterres ha pronunciato un discorso ad ampio raggio, presentando le crisi più urgenti del mondo non come problemi isolati, ma come diverse manifestazioni della stessa lotta su come il potere venga esercitato e da chi.
“Il potere più grande non è il potere di dominare. È il potere di costruire un futuro che funzioni per tutti”, ha dichiarato, presentando la sua relazione annuale sull’Organizzazione.
Descrivendo un decennio di erosione delle norme internazionali – dai civili presi di mira in guerra, agli operatori umanitari uccisi, fino al diritto internazionale “messo da parte” e alla fiducia sempre più logorata tra le nazioni – ha affermato che il potere stesso si sta trasformando radicalmente in tre modi:
- L’emergere di nuove potenze statali
- Un significativo trasferimento di autorità dai governi a imprese private e individui
- Il crescente ruolo dell’intelligenza artificiale e dei sistemi di arma autonomi in decisioni un tempo riservate agli esseri umani
“Le fratture nel nostro mondo si stanno allargando”, ha detto. “Le crepe sono diventate canyon.”
Piuttosto che accettare la frammentazione come inevitabile, ha invitato a rafforzare la cooperazione e a costruire una rete davvero globale fondata sull’interdipendenza e su regole condivise, mettendo in guardia contro il rischio di scivolare verso blocchi rivali con sistemi economici e di sicurezza separati, uno scenario che negli ultimi anni ha definito la “Grande Frattura”.
Nessun vero cessate il fuoco in vista
Richiamando l’attenzione sulle crisi che si susseguono in Medio Oriente, Ucraina, Sudan e Myanmar, Guterres ha sostenuto che i cosiddetti cessate il fuoco si sono spesso rivelati poco più che “fuochi ridotti”, con i civili che continuano a pagarne il prezzo.
Ha rinnovato l’appello al rispetto delle ordinanze della Corte internazionale di giustizia (CIG) relative a Gaza, avvertendo che l’espansione degli insediamenti israeliani nella Cisgiordania occupata rischia di far svanire definitivamente la soluzione dei due Stati.
Ha inoltre condannato l’invasione su vasta scala dell’Ucraina da parte della Russia come una chiara violazione della Carta delle Nazioni Unite.
Rinnovando i suoi appelli di lunga data per la riforma del Consiglio di Sicurezza, ha indicato nella persistente assenza di una rappresentanza africana permanente un elemento “ingiusto e ingiustificabile”, considerando che l’organo composto da 15 membri fu istituito in un’epoca geopolitica radicalmente diversa.
“L’uguaglianza non è un sogno; è una decisione”
Sottolineando il divario tra la ricchezza globale record e i miliardi di persone che ancora non hanno accesso a cibo, acqua potabile, istruzione e assistenza sanitaria, ha affermato che la disuguaglianza non è soltanto una questione economica, ma una questione di potere sulle opportunità, sulle risorse e sull’autodeterminazione.
Ha ribadito la sua posizione di lunga data secondo cui il sistema finanziario internazionale lascia i Paesi in via di sviluppo schiacciati dal peso del debito, mentre queste devono affrontare disastri climatici di cui solo in piccola parte sono responsabili.
In quest’ottica, ha chiesto un alleggerimento più rapido del debito, banche multilaterali di sviluppo più incisive e un accesso più equo ai diritti speciali di prelievo istituiti dal Fondo monetario internazionale (FMI).
Dedicando particolare attenzione alla disuguaglianza di genere, ha annunciato che le Nazioni Unite hanno raggiunto, per la prima volta nella loro storia, la piena parità di genere ai vertici dirigenziali, tra il personale del quartier generale e nei ruoli professionali.
“L’uguaglianza non è un sogno; è una decisione”, ha detto, citando i progressi compiuti dalle Nazioni Unite come prova che anche le strutture di potere più radicate possono cambiare.
Sfida doppia: clima e intelligenza artificiale
Sul cambiamento climatico, Guterres ha affermato che la crisi rappresenta “il più profondo squilibrio di potere intergenerazionale”, avvertendo di un rischio ormai quasi certo di superamento della soglia di 1,5°C.
Chiedendo che chi inquina “paghi” e che i Paesi sviluppati triplichino i finanziamenti per l’adattamento al cambiamento climatico, ha fatto notare che le grandi compagnie petrolifere stanno realizzando profitti sostanziali a partire dall’invasione russa dell’Ucraina, mentre i finanziamenti globali per l’adattamento destinati ai Paesi in via di sviluppo restano una frazione di tali profitti.
Passando all’intelligenza artificiale, il Segretario Generale ha avvertito che il potere si sta concentrando sempre più nei dati, nella capacità di calcolo e negli algoritmi, che avanzano più rapidamente della capacità umana di governarli.
“Il pericolo non è la tecnologia”, ha detto. “Il pericolo è la tecnologia senza responsabilità.”
Vietare i killer robot
È necessario costruire misure di salvaguardia per l’intelligenza artificiale, ha affermato il Segretario Generale, aggiungendo che i bambini non devono mai diventare cavie per sistemi non regolamentati.
“Le decisioni di vita o di morte non devono mai essere affidate alle macchine”, ha avvertito. “I killer robot non devono avere posto nel nostro futuro.”
Per affrontare questa questione, ha chiesto un quadro multilaterale di gestione del rischio legato all’IA, con una supervisione indipendente, ribadendo con fermezza che i bambini non devono mai diventare cavie per sistemi non regolamentati e che le decisioni di vita o di morte non devono mai essere lasciate alle macchine.
Più forti, non più deboli
Il Segretario Generale ha riaffermato che pace, sviluppo e diritti umani sono pilastri inseparabili della Carta delle Nazioni Unite, respingendo come inaccettabile l’idea secondo cui dignità e diritti possano essere separati da sicurezza e opportunità.
Di fronte alla catastrofe globale avvenuta oltre 80 anni fa sui campi di battaglia della Seconda guerra mondiale, le Nazioni Unite furono create come atto di sfida e di speranza, da parte di persone che si rifiutarono di cedere il futuro alla paura, e di Paesi consapevoli che i loro destini sono intrecciati.
Impegnandosi a portare avanti lo “spirito di risoluzione” per il tempo che gli resta in carica, il Segretario Generale ha promesso di continuare a difendere i valori della Carta delle Nazioni Unite, anche dopo aver lasciato il suo incarico.
“Il mondo non ha bisogno di Nazioni Unite più deboli”, ha concluso. “Ha bisogno di Nazioni Unite abbastanza forti da affrontare il mondo così com’è e abbastanza determinate da costruire il mondo come dovrebbe essere.”
Versione originale in inglese: https://news.un.org/en/story/2026/09/1168392