«Collegare i punti»: dalle proteste di piazza alle turbolenze globali, l’appello di Guterres

La comunità internazionale deve contrastare le disuguaglianze e impedire che i conflitti si estendano per garantire un mondo più sicuro per tutti, ha affermato giovedì il Segretario Generale delle Nazioni Unite.

Parlando ai giornalisti a New York, prima di una visita in Egitto, António Guterres ha affrontato il tema del crescente malcontento in Europa e non solo, dove la popolazione è scesa in piazza per esprimere la propria frustrazione per l’aumento del costo della vita.

«Ovunque aumentano le pressioni legate al prezzo di cibo, carburante e beni di prima necessità», ha dichiarato. «I tassi di interesse sono in rialzo, sia per le persone sia per i Paesi. E per i giovani la promessa di un futuro migliore si fa sempre più lontana».

Non c’è fumo senza fuoco

Il Segretario Generale, pur condannando con fermezza le violenze e le distruzioni verificatesi nel corso di giorni di proteste in Francia, Italia e altrove, e sottolineando che i responsabili di atti criminali devono risponderne, ha affermato che le legittime rivendicazioni dei manifestanti non possono essere ignorate.

«Dobbiamo collegare i punti e comprendere meglio quanto queste rivendicazioni, reali ed espresse pacificamente, siano profondamente legate alle più ampie turbolenze che attraversano il nostro mondo», ha detto ai giornalisti.

Ha spiegato che oggi i conflitti non solo si stanno intensificando, ma si stanno anche estendendo, e ha paragonato questo fenomeno a El Niño, che nasce in una regione ma sconvolge i modelli meteorologici e stravolge la vita delle persone a migliaia di chilometri di distanza.

I conflitti alimentano altri conflitti

«Stiamo assistendo a un El Niño della guerra», ha avvertito, facendo riferimento al fenomeno climatico estremo che nei prossimi mesi rischia di sconvolgere il clima del pianeta. «I conflitti alimentano altri conflitti. E le conseguenze viaggiano più lontano e più velocemente».

Il Segretario Generale ha citato il Medio Oriente, l’Ucraina e il Sudan, dove civili e infrastrutture civili – abitazioni, ospedali, scuole, aeroporti, centrali elettriche e impianti energetici – sono deliberatamente esposti agli attacchi.

«Ma le conseguenze non si fermano ai teatri di guerra», ha proseguito, ricordando che i conflitti perturbano i mercati dell’energia, i trasporti marittimi, le catene di approvvigionamento e i sistemi finanziari.

La guerra aumenta le disuguaglianze

Secondo Guterres, questi shock colpiscono un mondo già profondamente diseguale, «dove alcuni possono sostenere prezzi più alti, mentre altri devono scegliere tra mangiare e riscaldarsi».

Inoltre, mentre alcuni Paesi possono indebitarsi a costi più bassi per proteggere la propria popolazione, altri sono costretti a scegliere tra il servizio del debito e gli investimenti in sanità, istruzione e futuro.

«La guerra non crea tutte queste disuguaglianze», ha affermato. «Ma le alimenta e le sfrutta, e mette a nudo l’ingiustizia fondamentale di un sistema economico che costringe chi ha meno ad assorbire gli shock più gravi».

Le tensioni in Medio Oriente

Il Segretario Generale ha ribadito che «la risposta non può essere un cerchio di scontro sempre più ampio, anche in Medio Oriente».

Soffermandosi sulla situazione nello Yemen, ha espresso preoccupazione per l’escalation intorno alla città di Taiz e in altre aree, e per i continui attacchi degli Houthi contro obiettivi civili in Arabia Saudita.

Le violenze, ha spiegato, stanno infliggendo sofferenze immense ai civili, aggravando le tensioni regionali e aumentando gli sfollamenti e i bisogni umanitari. Ha quindi lanciato un appello alla moderazione e alla ricerca di una prospettiva politica.

Passando al territorio palestinese occupato, ha rilevato che Israele continua a limitare severamente l’ingresso degli aiuti essenziali in vista della stagione invernale. Permangono inoltre difficoltà nell’attuazione del Piano globale per porre fine al conflitto a Gaza, sostenuto dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

Nel frattempo, nella Cisgiordania occupata i palestinesi continuano a subire quotidianamente attacchi da parte dei coloni israeliani, e vengono aggrediti anche giornalisti e diplomatici.

Guterres ha rivolto un appello ai donatori affinché intensifichino i propri contributi al Programma alimentare mondiale delle Nazioni Unite (PAM), che ha urgente bisogno di 450 milioni di dollari per le sue attività a Gaza e in Cisgiordania nei prossimi sei mesi.

Ha inoltre ribadito la necessità di una soluzione a due Stati tra israeliani e palestinesi.

Sicurezza e dignità per tutti

Il Segretario Generale ha spiegato che in Egitto il suo messaggio si concentrerà sulla necessità di fermare l’espansione della guerra, proteggere i civili e creare lo spazio politico per la diplomazia e la pace.

«Le persone, ovunque, vogliono sicurezza. Vogliono dignità. Vogliono che i governi e le istituzioni internazionali mantengano le promesse», ha concluso.

«Ciò significa affrontare le disuguaglianze che dividono le società e fermare i conflitti che moltiplicano le sofferenze umane, fanno salire i prezzi, sottraggono risorse allo sviluppo e allontanano ancora di più un mondo già diseguale».

 

Articolo originale in inglese qui.

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