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IFAD: Investire maggiormente nelle aree rurali per garantire la sicurezza alimentare

Consiglio dei Governatori IFAD: Investire di più nelle aree rurali per garantire sicurezza alimentare, crescita economica e stabilità

Roma, 12 Febbraio 2025 – In un mondo sempre più diviso e con un futuro incerto, i leader globali e finanziari al 48° Consiglio dei Governatori del Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo (IFAD) hanno oggi sottolineato l’importanza strategica di investire nelle aree rurali dei paesi in via di sviluppo per raggiungere la sicurezza alimentare e nutrizionale, la crescita economica e la stabilità.
Quasi la metà degli 8,2 miliardi di persone nel mondo vive nelle aree rurali dei paesi in via di sviluppo, dove fame e povertà sono problemi profondi e radicati. Queste regioni ospitano piccoli agricoltori che producono il 70% del cibo consumato nei paesi a basso e medio reddito. Questo rende le aree rurali il “primo miglio” per ridurre la povertà e la disuguaglianza, garantire la stabilità e nutrire il mondo.
“Stabilizzare le comunità rurali, attraverso investimenti sulla loro produttività e sulle loro economie, è un passo importante verso il nostro obiettivo comune perché crea posti di lavoro, aumenta i redditi e può essere un motore di crescita per l’intera economia”, ha detto Alvaro Lario, Presidente dell’IFAD, nel suo discorso di apertura dei lavori del Consiglio dei Governatori. “Al centro del nostro modello di business c’è il riconoscimento dei piccoli agricoltori come imprenditori, protagonisti di un’economia globale e locale. E i piccoli agricoltori hanno bisogno di ciò di cui ogni altra impresa necessita: migliore tecnologia, capitale circolante e accesso ai mercati”.
Durante la sessione di apertura, Re Letsie III del Lesotho ha evidenziato i costi sociali ed economici molto elevati di tutte le forme di malnutrizione nei paesi sviluppati e in via di sviluppo, definendoli una forma di drenaggio a lungo termine. I paesi africani perdono tra l’1,9% e il 16,5% del loro PIL annuale a causa della denutrizione infantile. Il Re ha quindi chiesto agli Stati membri di manifestare la volontà politica volta a aumentare la quota del loro bilancio nazionale dedicata alla nutrizione.
“Lo scopo principale di questi investimenti dovrebbe essere quello di rompere il ciclo intergenerazionale di povertà e malnutrizione e di trovare soluzioni durature che ci aiutino a creare sistemi alimentari e diete sostenibili”, ha concluso Re Letsie III del Lesotho.
Diversi leader hanno sottolineato l’importanza di investire nel “primo miglio”, dove inizia la produzione alimentare. Le stime mostrano che la crescita economica in agricoltura è fino a tre volte più efficace nel ridurre la povertà rispetto alla crescita generata in altri settori – e fino a 11 volte nell’Africa subsahariana. Hanno quindi sottolineato il costo dei cambiamenti climatici per le comunità rurali.
“Riconosciamo il merito dell’IFAD come un’organizzazione unica nel panorama dello sviluppo con la sua attenzione al ‘primo miglio’, dove si può fare una vera differenza”, ha detto Giancarlo Giorgetti, Ministro dell’Economia e delle Finanze italiano.
“Le economie delle aree rurali sono la spina dorsale del sistema produttivo della Sierra Leone. Eppure, esse affrontano il peso delle conseguenze catastrofiche del cambiamento climatico.  Con il giusto supporto, le popolazioni delle aree rurali hanno il potenziale per sostenere se stesse, le loro economie e le loro comunità”, ha detto Julius Maada Wonie Bio, Presidente della Sierra Leone.
I leader hanno riconosciuto il potere del multilateralismo. Il Consiglio dei Governatori dell’IFAD ha presentato l’Alleanza Globale Contro la Fame e la Povertà in una sessione speciale.
“Grazie all’Alleanza Globale contro la fame e la povertà gli obiettivi possono essere raggiunti più velocemente. Essa combina le azioni volte a combattere fame, insicurezza alimentare, e povertà e quelle mirate sia a creare resilienza che a proteggere le comunità. Possiamo infatti alleare conoscenze, politiche e finanziamenti al fine di attuare pratiche che cambino la realtà”, ha detto Janja Lula da Silva, la First Lady del Brasile.
Il finanziamento allo sviluppo è stato anche al centro del dibattito del pomeriggio, quando i leader mondiali hanno chiesto soluzioni innovative per convogliare più finanziamenti verso le aree rurali.

 

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