Il discorso conclusivo della Vice Segretaria Generale ONU al Vertice sui Sistemi Alimentari evidenzia i progressi globali nella trasformazione dei sistemi alimentari e rilancia l’urgenza di azioni concrete e inclusive per combattere fame, disuguaglianze e crisi climatica entro il 2030
Addis Abeba, 29 luglio 2025
[testo come preparato per l’intervento]
Eccellenze, colleghe, colleghi e amici,
Permettetemi di iniziare esprimendo la mia gratitudine al Governo dell’Etiopia per la calorosa ospitalità, e al Governo italiano, per il suo sostegno in qualità di Co-ospite di questo Secondo Bilancio del Vertice delle Nazioni Unite sui Sistemi Alimentari.
Negli ultimi tre giorni, abbiamo avuto il privilegio di ascoltare oltre 3.000 di voi: leader di Etiopia e Italia, Kenya, Somalia, Comore, Liberia, Nigeria, Uganda, Cuba; ministri di numerosi settori; Coordinatori Nazionali e altri rappresentanti governativi, giovani, Popoli Indigeni, produttori alimentari, imprese, società civile, partner per lo sviluppo, le nostre agenzie con sede a Roma e il sistema ONU. In particolare, ringrazio i Coordinatori Residenti presenti qui ad Addis che torneranno al lavoro con nuovo slancio per rendere reale la trasformazione dei sistemi alimentari.
L’energia e la vitalità di questo movimento continuano a ispirarci. Questo incontro ci ha ricordato quanto sia prezioso ritrovarsi come comunità globale per condividere prospettive, esperienze e dare forma ad azioni nuove e coraggiose per il futuro.
Eccellenze, Colleghi,
Al Vertice ONU sui Sistemi Alimentari (UNFSS) del 2021, in piena pandemia, abbiamo intrapreso un percorso per alimentare e catalizzare un movimento emergente per trasformare i nostri sistemi alimentari al fine di realizzare l’Agenda 2030 e gli SDG. Troppo spesso i sistemi alimentari sono visti come parte del problema, quando in realtà possono essere una delle soluzioni più potenti per garantire benessere a persone, pianeta, pace e prosperità.
Due anni fa, ancora alle prese con le conseguenze socioeconomiche della pandemia, di fronte a crisi ambientali e nuovi conflitti, il primo Bilancio del Vertice UNFSS+2 di Roma ha lanciato un appello all’inclusività per rafforzare gli sforzi verso investimenti mirati e responsabilità reciproca.
Da allora, i governi hanno continuato a riformare la governance e le politiche dei sistemi alimentari. Un totale di 130 Paesi ha definito Percorsi Nazionali integrati e multisettoriali per la trasformazione dei sistemi alimentari. Desidero qui riconoscere il contributo straordinario di Sir David Nabarro.
In 168 Paesi, i Contributi Determinati a livello Nazionale (NDC) ora riflettono il ruolo cruciale dell’agricoltura nella riduzione delle emissioni di gas serra, nell’adattamento e nella trasformazione climatica.
Oltre 170 Paesi stanno attuando programmi di alimentazione scolastica per sostenere la nutrizione infantile, spesso collegati a produttori locali e pratiche rigenerative. A livello subnazionale, molte città sono all’avanguardia nella riduzione degli sprechi alimentari e nel rafforzamento delle filiere locali.
Sono orgogliosa dei risultati raggiunti.
Abbiamo ascoltato storie potenti di progresso e ambizioni in crescita dal 2021, grazie a una rete variegata di partner che stanno riformando le politiche, sostenendo l’innovazione locale e la digitalizzazione, mobilitando investimenti e collaborazioni, e promuovendo il ruolo di donne e giovani.
Riguardo ai giovani, è sempre più chiaro che una trasformazione dei sistemi alimentari inclusiva e guidata dai giovani è fondamentale per il loro benessere e per costruire sistemi alimentari sostenibili e resilienti.
Il movimento sui sistemi alimentari è ormai radicato in accordi globali e regionali – dalla Dichiarazione della COP28 alle iniziative del G7 e G20, fino agli accordi regionali come la Dichiarazione di Kampala di quest’anno.
Questi sono impegni concreti per trasformare i sistemi alimentari a beneficio delle persone e del pianeta, che avete contribuito a ispirare.
Grazie al vostro impegno collettivo, siamo oggi meglio attrezzati per raggiungere i nostri obiettivi.
State rafforzando coalizioni e avviando nuove iniziative, tra cui:
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Il Food Systems Accelerator, lanciato da FAO, GAIN e dal Coordinamento ONU sui Sistemi Alimentari, che aiuterà i Paesi a tradurre le strategie in cambiamenti finanziati e scalabili.
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L’adozione più ampia del quadro 3FS, co-sviluppato da IFAD e Banca Mondiale, per sostenere i governi nel progettare strategie di finanziamento più efficaci.
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Il coinvolgimento del settore privato – co-guidato da FAO, Global Compact e WBCSD – che ha prodotto un Compendio con 15 modelli pronti per l’investimento.
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L’iniziativa GFIFS per la sicurezza alimentare ha annunciato, in seguito alla presentazione d’investimento per il Camerun, l’intenzione di collaborare con il Joint SDG Fund per ampliare significativamente i programmi esistenti. Il lancio avverrà a New York, a settembre 2025.
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L’Iniziativa Convergence, che favorisce l’integrazione tra trasformazione dei sistemi alimentari e azione climatica.
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Gli investimenti in settori strategici, anche nel quadro del Piano Mattei per l’Africa, che mobilitano partenariati pubblico-privati.
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La Dichiarazione UNFSS+4 dei Giovani, redatta da oltre 3.000 giovani da tutto il mondo, che chiede una governance alimentare inclusiva e partecipativa, giustizia climatica e collaborazione intergenerazionale.
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Le Coalizioni di Azione dell’UNFSS hanno dimostrato di essere strumenti dinamici per la trasformazione alimentare, in linea con le priorità nazionali.
Con solo cinque anni fino al 2030, è incoraggiante constatare che il mondo resta impegnato nella realizzazione dell’Agenda 2030.
Nel concludere questo Bilancio, dobbiamo riconoscere che ci siamo incontrati in un contesto di sfide che mettono alla prova i nostri valori morali e la sostenibilità del pianeta, sottolineando l’urgenza del nostro lavoro collettivo.
Il Rapporto SOFI 2025, pubblicato ieri sera, conferma che fame e malnutrizione persistono. Gli shock climatici, i conflitti, il debito e le disuguaglianze stanno allargando le fratture nei nostri sistemi.
Si stima che tra 638 e 720 milioni di persone – circa una su dieci – abbiano sofferto la fame nel 2024.
2,6 miliardi di persone non possono permettersi una dieta sana.
Solo un terzo dei bambini tra 6 e 23 mesi e due terzi delle donne tra 15 e 49 anni raggiungono una diversità alimentare minima.
L’accesso al cibo nelle zone di conflitto è gravemente limitato e in alcuni casi il tentativo di ricevere aiuti ha causato feriti e morti. Intere comunità vivono insicurezza alimentare e malnutrizione causate dall’uomo, con effetti devastanti a lungo termine sui bambini.
Gli agricoltori, ovunque, affrontano impatti climatici senza precedenti, che minacciano mezzi di sussistenza e sicurezza alimentare.
Le economie in via di sviluppo devono ancora fronteggiare inflazione, vincoli fiscali, debito e alti costi del capitale.
Si prevede che 512 milioni di persone soffriranno ancora la fame nel 2030, quasi il 60% in Africa.
Cari Amici,
Nel tracciare il percorso verso il 2030, pace e rispetto dei diritti umani devono essere il fondamento della nostra ambizione.
Ogni persona nel mondo – ricca o povera, giovane o anziana – ha diritto a un’alimentazione accessibile, sicura, nutriente e sostenibile.
Le generazioni presenti e future dipendono dalle nostre scelte.
Solo attraverso un dialogo inclusivo e partenariati autentici, Paesi e comunità possono accelerare i progressi.
Portando a casa quanto abbiamo costruito ad Addis, emergono cinque priorità fondamentali:
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Agire con urgenza per mobilitare finanziamenti, innovazioni e solidarietà globale per un futuro sicuro dal punto di vista alimentare e resiliente al clima.
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Rafforzare l’implementazione dei Percorsi Nazionali, coinvolgendo in modo significativo agricoltori familiari, lavoratori alimentari in prima linea, donne, giovani, Popoli Indigeni e comunità locali.
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Sbloccare finanziamenti e investimenti, sia interni che esterni (Banche Multilaterali, IFI, Banche di Sviluppo Pubbliche), in linea con le priorità nazionali, inclusi gli investimenti privati nelle PMI.
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Perseguire un approccio integrato, collegando dimensioni ambientali, economiche e sociali e valorizzando cultura, conoscenze tradizionali e autosufficienza.
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Sfruttare scienza, tecnologia e conoscenza, garantendo l’uso responsabile di tecnologie emergenti come l’intelligenza artificiale e investendo nelle infrastrutture digitali per le aree rurali.