L’Italia e le Nazioni Unite

Alla fine della Seconda guerra mondiale, l’Italia non figurava tra i membri fondatori delle Nazioni Unite. La sua ammissione fu poi rinviata per un decennio, nel contesto dei veti incrociati tra gli Stati Uniti e l’Unione Sovietica sull’ammissione di nuovi Stati Membri. L’Italia fu ufficialmente ammessa alle Nazioni Unite il 14 dicembre 1955, insieme ad altri quindici Paesi.

MEMBRO ATTIVO NEI PRINCIPALI ORGANI DELLE NAZIONI UNITE

L’impegno italiano presso le Nazioni Unite si è tradotto, negli anni, in una presenza costante ai vertici dei suoi organi principali.

Il 1965 fu un anno particolarmente significativo: Amintore Fanfani, già Presidente del Consiglio, venne eletto Presidente dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite per la ventesima sessione. Lo stesso anno, il 4 ottobre 1965, Papa Paolo VI divenne il primo pontefice a rivolgersi all’Assemblea Generale. Nel suo storico discorso citò John F. Kennedy: «L’umanità deve porre fine alla guerra, o la guerra porrà fine all’umanità», prima di lanciare il celebre appello: «non più la guerra, non più la guerra!».

UN Photo: Papa Paolo VI pronuncia il suo discorso davanti alla 20ª Assemblea Generale delle Nazioni Unite, presieduta da Amintore Fanfani, 4 ottobre 1965.
UN Photo: Papa Paolo VI pronuncia il suo discorso davanti alla 20ª Assemblea Generale delle Nazioni Unite, presieduta da Amintore Fanfani, 4 ottobre 1965.

L’Italia è stata eletta membro non permanente del Consiglio di Sicurezza per sette mandati: 1959–1960, 1971–1972, 1975–1976, 1987–1988, 1995–1996, 2007–2008, 2017. Quest’ultimo mandato durò un solo anno, in seguito all’accordo con i Paesi Bassi per suddividere il mandato biennale dopo una lunga situazione di stallo nelle votazioni.

All’interno del Consiglio Economico e Sociale (ECOSOC), l’Italia ha ricoperto la Presidenza nel 1999. Il Paese è inoltre stato membro per undici mandati dalla sua fondazione nel 1946, l’ultimo per il triennio 2025–2027, eletto con 183 voti su 190, il miglior risultato tra i Paesi del Gruppo degli Stati dell’Europa occidentale e altri Stati in quella tornata elettorale.

Nell’ottobre 2025, l’Italia è stata eletta membro del Consiglio per i diritti umani per il triennio 2026–2028, ricoprendo il quarto mandato all’interno dell’organo dalla sua istituzione nel 2006.

PEACEKEEPING

© UNIFIL/Pasqual Gorriz. I soldati di pace dell’UNIFIL pattugliano la zona tra Ras Naqoura e Labounieh lungo la Linea Blu nel sud-ovest del Libano.
© UNIFIL/Pasqual Gorriz. I soldati di pace dell’UNIFIL pattugliano la zona tra Ras Naqoura e Labounieh lungo la Linea Blu nel sud-ovest del Libano.

L’Italia è tra i principali contributori occidentali di personale militare e di polizia alle operazioni di pace delle Nazioni Unite. È inoltre il 7° maggiore contributore finanziario al bilancio delle operazioni di peacekeeping secondo la scala dei contributi applicabile al biennio 2024–2025. Il Governo italiano ha confermato la presenza di personale italiano attivo per l’anno 2026 in diverse missioni sotto mandato delle Nazioni Unite, dispiegate tra Asia, Africa, Europa e Medio Oriente, con l’impegno di contribuire al mantenimento della pace e alla stabilizzazione delle aree di crisi.

  • UNIFIL in Libano: l’impegno più consistente, con circa 740 unità di personale militare e di polizia secondo i dati di riferimento disponibili, il secondo contingente più numeroso dopo l’Indonesia. Il Generale di Divisione Diodato Abagnara è Capo Missione e Comandante della Forza di UNIFIL.
  • UNFICYP a Cipro.
  • UNMOGIP tra India e Pakistan.
  • MINURSO nel Sahara Occidentale.

CONTRIBUTI ECONOMICI

L’Italia ha versato per intero la propria quota di circa 90,1 milioni di dollari al bilancio ordinario delle Nazioni Unite per il 2026, posizionandosi al 7° posto tra i maggiori contribuenti mondiali.

Nel 2024, i contributi dell’Italia al sistema delle Nazioni Unite, considerando diverse forme di finanziamento, hanno superato $1,1 miliardi.

PROCUREMENT DELLE IMPRESE ITALIANE

L’Italia è il 19° Paese fornitore delle Nazioni Unite per l’approvvigionamento (procurement), con un totale di commesse pari a $345 milioni nel 2025 e circa 8.000 fornitori registrati sul portale dedicato dell’ONU. I settori principali riguardano i servizi, in particolare quelli gestionali e di trasporto, seguiti dai beni nel campo medico-sanitario. Le principali agenzie destinatarie sono FAO ($88,8 milioni), WFP ($54,6 milioni), il Segretariato delle Nazioni Unite ($40,5 milioni), IFAD ($35,3 milioni) e UNDP ($25,8 milioni).

La relazione tra l’Italia e il sistema delle Nazioni Unite comprende quindi non soltanto la partecipazione politica e i contributi finanziari, ma anche una significativa presenza di fornitori italiani nel mercato globale degli approvvigionamenti delle Nazioni Unite.

IL PERSONALE ITALIANO

Secondo i dati del sistema ONU al 31 dicembre 2024, 4.045 italiani prestano servizio nelle agenzie e organizzazioni delle Nazioni Unite in tutto il mondo, rappresentando la terza nazionalità più presente tra il personale del sistema ONU, dopo quella statunitense e francese. L’Italia ospita 5.070 membri del personale delle Nazioni Unite sul suo territorio, risultando il terzo Paese ospitante, dopo la Svizzera e gli Stati Uniti.

RICONOSCIMENTI ALLA CULTURA ITALIANA

L’Italia conta 62 beni iscritti nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO. Nel dicembre 2025, l’UNESCO ha inoltre iscritto “La cucina italiana, tra sostenibilità e diversità bioculturale” nella Lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell’umanità.

L’Italia è stata anche il primo Paese al mondo ad aver istituito una task force dedicata alla protezione del patrimonio culturale nelle crisi, i “Caschi Blu della Cultura”. L’unità operativa, promossa dal Governo italiano, è concepita per intervenire in aree colpite da emergenze, quali calamità o crisi causate dall’uomo, al fine di salvaguardare i siti archeologici, i luoghi della cultura e i beni culturali e contrastare il traffico internazionale di beni culturali illecitamente sottratti.

IL SISTEMA ONU IN ITALIA

Il sistema delle Nazioni Unite è presente in tutta la penisola, con agenzie e uffici in diverse città italiane. La presenza delle Nazioni Unite in Italia comprende agenzie, istituti, centri di ricerca e formazione e strutture operative attive in diversi ambiti della cooperazione internazionale.

  • Roma ospita tre agenzie delle Nazioni Unite con sede nella capitale dedicate all’alimentazione e allo sviluppo agricolo: la FAO (Organizzazione per l’Alimentazione e l’Agricoltura), il WFP (Programma Alimentare Mondiale) e l’IFAD (Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo).
  • Torino è un polo di formazione e ricerca dell’ONU, dove si formano funzionari, dirigenti ed esperti provenienti da tutto il mondo. Lo United Nations System Staff College (UNSSC) sarà integrato nell’Istituto delle Nazioni Unite per la formazione e la ricerca (UNITAR) nell’ambito della creazione del nuovo United Nations Institute for Capability and Learning Innovation (UNICLI), prevista a partire dal 1° gennaio 2027. Continueranno a operare nella città l’UNICRI (Istituto per la Ricerca sul Crimine e la Giustizia) e il Centro Internazionale di Formazione dell’OIL (Organizzazione Internazionale del Lavoro).
  • Brindisi ospita una Base Logistica (UNLB) e una di Pronto Intervento Umanitario (UNHRD), in grado di inviare aiuti di prima necessità in qualsiasi parte del mondo entro 24–48 ore.
  • Trieste ospita il Centro Internazionale di Fisica Teorica, che presta particolare attenzione ai Paesi in via di sviluppo.
  • Firenze ospita l’UNICEF Office of Strategy and Evidence – Innocenti, dedicato alla ricerca strategica, all’analisi e alla raccolta di dati sulla condizione e sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza nel mondo.
  • Perugia ospita il Programma per la Valutazione delle Risorse Idriche Mondiali (WWAP), che monitora le questioni relative alle risorse idriche dolci.
  • Venezia ospita l’Ufficio Regionale dell’UNESCO per la Scienza e la Cultura in Europa, che si occupa della cooperazione scientifica e culturale tra il Sud-Est Europa e il Mediterraneo.

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