Libano: Appello per $371,4 milioni per incrementare il supporto salvavita
08 Gennaio 2025
Le Nazioni Unite e il governo libanese hanno presentato martedì un’estensione di 371,4 milioni di dollari dell’Appello Flash per il Libano, con l’obiettivo di fornire assistenza salvavita ai civili colpiti dal recente conflitto e dalla crisi umanitaria in corso.
Annunciato al Grand Serail di Beirut dal vice primo ministro Saade el-Shami e dal coordinatore umanitario delle Nazioni Unite Imran Riza, l’appello estende gli sforzi di emergenza fino a marzo 2025.
Si basa sull’Appello Flash originale lanciato nell’ottobre 2024, a seguito della più grande escalation del conflitto dalla guerra del Libano del 2006. Questa estensione mira a fornire aiuti immediati alle popolazioni più vulnerabili – cittadini libanesi, rifugiati siriani e palestinesi e migranti – integrando il Piano di risposta per il Libano (Lebanon Response Plan, LRP), che funge da quadro generale per gli sforzi umanitari e di stabilizzazione.
Tra le priorità principali vi sono l’assistenza alimentare, il sostegno alla svernamento, le riparazioni di emergenza e la protezione dei civili, oltre a colmare le lacune nelle infrastrutture sanitarie, idriche e scolastiche.
Un conflitto devastante
Nonostante le gravi crisi che il Paese ha attraversato negli ultimi 15 anni, Riza ha descritto il 2024 come uno degli anni più bui del Libano. Il Paese è stato segnato da una diffusa devastazione.
Il conflitto è iniziato nell’ottobre 2023. Si è poi intensificato in un devastante periodo di sei settimane tra la fine di settembre e l’inizio di novembre 2024. Ha causato oltre 4.000 morti, 16.000 feriti e più di un milione di sfollati.
La distruzione di case, infrastrutture critiche e servizi essenziali ha aggravato ulteriormente le sofferenze delle persone colpite.
Un mese dopo
Nonostante la cessazione delle ostilità, oltre 125.000 persone sono ancora sfollate. Inoltre, centinaia di migliaia di persone stanno cercando di tornare alle loro case, “soffrendo, lottando e cercando una strada per il futuro”, ha descritto Riza.
Il ministro dell’Ambiente e coordinatore del Comitato governativo di emergenza, Nasser Yassin, ha spiegato: “Se da un lato l’assistenza umanitaria aggiuntiva è essenziale, dall’altro le istituzioni e il settore pubblico libanese necessitano di un sostegno significativo per evitare il collasso dei servizi sociali e di base”.
“Allo stesso modo, le municipalità e le autorità locali hanno urgente bisogno di finanziamenti d’emergenza per mantenere le loro attività, dato il loro ruolo in prima linea e il pesante fardello che sopportano a causa della guerra”, ha aggiunto.
Oltre alla distruzione fisica, l’impatto psicologico della guerra rimane profondo. Molte persone – soprattutto bambini – soffrono di traumi che possono persistere per anni.
I prossimi passi
Riza ha chiesto un continuo sostegno internazionale per aiutare il Paese a superare i mesi invernali e iniziare la ripresa.
Insieme alle Nazioni Unite, il governo libanese rimane impegnato a guidare una risposta coordinata, trasparente e responsabile.
Il vice primo ministro Saade el-Shami ha spiegato che: “Il nostro obiettivo è quello di concentrarci insieme sul collegamento tra i bisogni umanitari immediati e la pianificazione della ripresa a lungo termine, nel modo più efficiente e trasparente”.
Nel frattempo, l’agenzia per l’infanzia UNICEF sta fornendo cibo e beni di prima necessità. Questo alle famiglie vulnerabili che tornano dalla Siria e che si trovano ad affrontare gravi difficoltà.
“Questa fa parte di una serie di distribuzioni che stiamo facendo in diverse località in collaborazione con diversi partner come la Croce Rossa libanese”, ha dichiarato Akhil Iyer, rappresentante dell’UNICEF in Libano.
Finanziamenti e risorse costanti sono essenziali per stabilizzare la situazione. Inoltre, sono importanti per fornire aiuti a chi ne ha bisogno. Consente inoltre al Libano di riprendersi da uno dei capitoli più bui della sua storia moderna”.
Per saperne di più clicca qui.