Il Coordinatore speciale delle Nazioni Unite per il Libano: Briefing al Consiglio di Sicurezza
14 Gennaio 2025
Il Coordinatore speciale per il Libano, Jeanine Hennis-Plasschaert, ha tenuto oggi un briefing al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Il briefing, tenuto insieme al sottosegretario generale per le Operazioni di pace Jean-Pierre Lacroix, faceva parte delle consultazioni a porte chiuse proposte dalla Francia e convocate dall’Algeria, attuale presidente del Consiglio di sicurezza.
Il Coordinatore speciale ha ricordato gli sviluppi positivi registrati in Libano nelle ultime settimane. Ha accolto con favore l’elezione del 9 gennaio di Joseph Aoun come nuovo presidente del Libano. Esprime inoltre la speranza che questo possa rappresentare “il calcio d’inizio di cui il Libano ha disperatamente bisogno per il rafforzamento delle istituzioni e l’attuazione di riforme critiche”. Notando il forte calo della violenza in seguito all’entrata in vigore della cessazione delle ostilità il 27 novembre, Hennis-Plasschaert ha riferito che sono stati compiuti alcuni progressi per quanto riguarda il ritiro israeliano. Inoltre, vi sono progressi per il ridispiegamento dei libanesi nelle posizioni nel sud del Libano. Aggiunge però che è necessario fare di più.
Ha inoltre sottolineato che, essendo scaduti i due terzi del periodo di 60 giorni previsto dall’intesa del 27 novembre, “siamo nella fase finale e quindi più critica”. Per questo motivo, Hennis-Plasschaert ha invitato tutte le parti a garantire che “il tempo non scada” senza una “comprensione comune e chiara dello stato delle cose, o di come gestire le aspettative”.
Parallelamente, ricordando che l’inazione dopo il conflitto del 2006 ha portato solo a un nuovo ciclo di violenza e devastazione, il Coordinatore speciale ha sottolineato la necessità di guardare anche oltre i 60 giorni, per iniziare le difficili discussioni su “come la risoluzione 1701, questa volta, sarà attuata su entrambi i lati della Linea Blu e, in Libano, oltre entrambe le sponde del fiume Litani”.
In un contesto di persistenti bisogni umanitari, il Coordinatore speciale ha sottolineato che l’Appello lampo, esteso per coprire il periodo gennaio-marzo 2025, ha bisogno di un “forte impulso” di sostegno. Inoltre, ha espresso la speranza che le recenti elezioni presidenziali permettano alle risorse per la ripresa e la ricostruzione di “iniziare a fluire immediatamente in Libano”.
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