L’ONU aveva espresso preoccupazione per il trattamento di Navalny

Alti funzionari delle Nazioni Unite per i diritti umani avevano ripetutamente criticato la condanna del leader dell’opposizione russa Alexei Navalny e le sue condizioni di detenzione. Navalny è morto in una colonia penale artica in Siberia. Era in carcere dal 2021 per scontare diverse condanne.
L’anno scorso il relatore speciale delle Nazioni Unite sulla tortura ha invitato il governo russo a fornire a Navalny cure mediche urgenti e complete alla luce del grave deterioramento delle sue condizioni di salute.
“Sono angosciata dal deterioramento delle condizioni di salute del signor Navalny e dall’apparente mancanza di diagnosi e cure mediche soddisfacenti”. Questa la dichiarazione di Alice Edwards, relatrice speciale delle Nazioni Unite sulla tortura e altri trattamenti o punizioni crudeli, inumani o degradanti.
L’esperta di tortura delle Nazioni Unite ha affermato che il presunto isolamento di Navalny in 11 diverse occasioni, per un totale di 114 giorni di isolamento in condizioni difficili in un periodo di sette mesi, appare sproporzionato e, se confermato, costituirebbe una forma di tortura.
Nell’agosto dello scorso anno la pena detentiva di Navalny è stata aumentata a 19 anni. La colpa quella di aver fondato una “organizzazione estremista”.
All’epoca Volker Türk, Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, aveva criticato che la sentenza si basava su accuse vaghe e troppo ampie di “estremismo”.
“La nuova condanna inflitta oggi all’esponente dell’opposizione Alexei Navalny solleva nuove gravi preoccupazioni sulle molestie giudiziarie e sulla strumentalizzazione del sistema giudiziario a fini politici in Russia”, aveva dichiarato Türk in un comunicato.
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