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L’UNESCO inaugura a Venezia una mostra che illustra gli sforzi di recupero del settore culturale ucraino

A margine della Biennale di Venezia – Architettura 2025, l’UNESCO ha presentato una mostra multimediale che illustra i suoi sforzi per sostenere il settore culturale ucraino dal 2022
  • Formazione sulla protezione del patrimonio e sulla stabilizzazione di emergenza;

  • Fornitura di attrezzature e materiali di protezione;

  • Migitalizzazione di collezioni e archivi

  • Miglioramento dell’inclusione e dell’accessibilità negli spazi culturali;

  • Sostegno ad artisti, portatori di cultura ed educatori;

  • Valutazioni strutturali e stabilizzazione dei siti danneggiati;

  • Coordinamento contro il traffico illecito di beni culturali.
    La mostra è stata inaugurata con un evento dedicato, che ha visto una tavola rotonda sul ruolo della cultura nel preservare il tessuto sociale delle comunità in un contesto di conflitto.

La mostra e il dialogo di oggi invitano tutti a riflettere, ad agire e a sostenere i professionisti della cultura, gli artisti e le comunità ucraine che con coraggio e continuità proteggono il loro patrimonio culturale di fronte alla guerra.

Magdalena Landry, Direttrice dell’Ufficio regionale UNESCO per l’Europa

La cultura dovrebbe diventare uno strumento per la ripresa nazionale, per ripristinare la fiducia, l’unità, la salute mentale e l’identità. Sono convinta che la cultura non debba solo riflettere la società contemporanea, ma anche fungere da forza guida nel definire la direzione dello sviluppo.

Galyna Grygorenko, primo vice ministro della Cultura e delle Comunicazioni strategiche dell’Ucraina.

La mostra sarà visitabile a Venezia fino al 6 luglio 2025, da martedì a domenica. L’orario di apertura è dalle 11:00 alle 19:00.

Preservare il patrimonio culturale e curare la memoria collettiva delle comunità durante la guerra in Ucraina

Inoltre, alla Biennale di Venezia del 2025, l’UNESCO sostiene il Padiglione dell’Ucraina, aperto dal 10 maggio al 23 novembre all’Arsenale (Sale d’Armi, edificio A, 1° piano). Curata da Bogdana Kosmina, Michał Murawski e Kateryna Rusetska, l’installazione contrappone l’architettura tradizionale dei villaggi ucraini, definita “heritage vernacular”, agli sforzi di costruzione improvvisati e auto-organizzati che emergono in tempo di guerra, o “emergency vernacular”.

La mostra presenta anche un avatar AI interattivo dell’architetto ed etnografo Tamara Kosmina (1936-2016), che ha trascorso decenni a documentare l’architettura vernacolare in Ucraina. Sviluppato nel corso di un anno utilizzando lo strumento Iris AI, indipendente dai dati, l’avatar può conversare con i visitatori e rispondere alle loro domande.

https://unric.org/it/

https://www.labiennale.org/en/architecture/2025?gad_source=1&gad_campaignid=22341879576&gbraid=0AAAAADwxD_qa9ZaXvkoKYDfbk-Tw2ToeS&gclid=CjwKCAjwruXBBhArEiwACBRtHar61YapTgZbh-wm9SjW-ezyoIY-PXx8GZQjiTJnZWw9-Etr69i7NhoCsoAQAvD_BwE

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