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Messaggi chiave – Policy Brief del Segretario Generale “L’impatto del COVID-19 sulla Sicurezza Alimentare e sulla Nutrizione”

MESSAGGI CHIAVE
Policy Brief del Segretario Generale: L’impatto del COVID-19 sulla Sicurezza Alimentare e sulla Nutrizione

9 giugno 2020

MESSAGGI IN PRIMO PIANO
  • La pandemia di COVID-19 rappresenta una minaccia per la sicurezza alimentare e la nutrizione – specialmente per le comunità più vulnerabili nel mondo. Le misure di mitigazione e la crescente recessione globale possono arrestare il funzionamento dei sistemi alimentari con conseguenze potenzialmente disastrose. Senza un intervento immediato c’è il rischio di precipitare in un’emergenza alimentare globale.
  • Troppe persone sono già in una situazione di crisi alimentare: anche prima della pandemia centinaia di milioni di persone erano alle prese con fame e malnutrizione.
  • Ci troviamo anche di fronte a una crisi climatica e altre grandi sfide legate al nostro sistema alimentare: il COVID-19 ha colpito in un momento in cui i sistemi alimentari stavano già supportando un pesante carico derivato da conflitti, disastri naturali, cambiamento climatico e infestazioni parassitarie senza precedenti.
  • Per il momento i mercati globali di cereali di base rimangono robusti e le scorte dei principali alimenti di base sono adeguate. Tuttavia la maggior parte della popolazione mondiale fa affidamento per il proprio sostentamento su mercati locali, i quali sono spesso fortemente soggetti a perturbazioni. Alti tassi di disoccupazione, perdita di guadagno e aumento dei costi degli alimenti, contribuiscono a rendere l’accesso al cibo sempre più difficile per molte persone.
  • È necessario intervenire rapidamente ora per salvare vite e mezzi di sostentamento, prestando particolare attenzione ai contesti in cui il rischio è più elevato.
  • Dobbiamo anche investire nel futuro per far fronte alle carenze del nostro sistema alimentare, che la pandemia ha reso estremamente evidenti. Il mondo ha bisogno di sistemi alimentari più sostenibili, resilienti e inclusivi.
  • La pandemia ha evidenziato la nostra fragilità, ma anche la natura interconnessa del nostro mondo. Ha reso evidente il bisogno di collaborazione per affrontare sfide globali. Dobbiamo collaborare adesso per evitare più gravi ripercussioni della pandemia da COVID-19 sulla sicurezza alimentare e sulla nutrizione – e possiamo farlo supportando la transizione verde di cui abbiamo bisogno.

 

RACCOMANDAZIONI DEL SEGRETARIO GENERALE PER LE AZIONI DI RECUPERO:

In primo luogo, dobbiamo mobilitarci per salvare vite e mezzi di sussistenza, concentrando l’attenzione dove il rischio è più accentuato. Ciò significa che i paesi dovrebbero:

  • Designare come essenziali i servizi alimentari e nutrizionali, implementando al contempo adeguate protezioni per i lavoratori del settore alimentare.
  • Assicurarci che l’assistenza umanitaria fondamentale in materia di cibo, mezzi di sussistenza e nutrizione continui ad essere fornita ai gruppi vulnerabili, senza ostacoli.
  • Mantenere aperti i corridoi commerciali e garantire la continuità delle filiere agricole.
  • Assicurare che le forniture di soccorso e gli incentivi raggiungano i più vulnerabili, anche per soddisfare il fabbisogno di liquidità dei piccoli produttori alimentari e delle imprese rurali.
  • La condivisione delle informazioni e l’analisi congiunta devono essere fortemente intensificate in modo da conoscere meglio – e più rapidamente – chi soffre la fame e la malnutrizione, dove si trova e di quale tipo di sostegno ha bisogno.

 

 

– In secondo luogo, dobbiamo rafforzare i sistemi di protezione sociale per garantire un migliore accesso al cibo e un’ottimizzazione dell’alimentazione delle persone. 

  • I paesi devono salvaguardare l’accesso ad alimenti sicuri e nutrienti, in particolare per i bambini piccoli, le donne incinte e in allattamento, gli anziani e altri gruppi a rischio.
  • Devono adattare e espandere i regimi di protezione sociale a beneficio dei gruppi a rischio dal punto di vista nutrizionale.
  • Ciò include il sostegno ai bambini che non hanno più accesso ai pasti scolastici, attualmente stimato a quasi 352 milioni.

 

In terzo luogo, dobbiamo investire nel futuro e straformare i nostri sistemi alimentari per costruire un mondo più inclusivo e sostenibile. 

  • I nostri sistemi alimentari stanno deludendo noi – e il pianeta. Rimangono un fattore determinante del cambiamento climatico e della crisi ambientale che il pianeta sta attraversando.
  • Mentre i nostri sistemi alimentari producono abbastanza cibo per tutti, ogni anno centinaia di milioni di persone continuano a non avere abbastanza cibo per vivere. Questo era vero prima della pandemia e probabilmente sarà la realtà di tutti i giorni ancor di più dopo che la crisi sanitaria immediata sarà passata.
  • Ma nei nostri sistemi alimentari ci sono opportunità per riequilibrare il rapporto con l’ambiente naturale e per garantire che tutte le persone possano accedere a regimi alimentari sicuri e nutrienti.
  • Un investimento accelerato nella trasformazione dei sistemi alimentari dovrebbe essere un pilastro della risposta al COVID-19, con l’obiettivo di avere un impatto immediato per sostenere e migliorare i mezzi di sussistenza, preparando al contempo un sistema alimentare più inclusivo, sostenibile e riesiliante dal punto di vista ambientale.
  • Gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDG) offrono un piano per ricostruire nel modo migliore e lavorare attraverso i sistemi alimentari è uno strumento essenziale. Il Segretario Generale convocherà un Summit sui sistemi alimentari nel 2021, proprio per aiutare a radunare la comunità internazionale attorno ad un’azione accelerata e collettiva per le persone e il pianeta.

 

FATTI E CIFRE

Mezzi di sostentamento e povertà (elementi chiave della fame)

  • La pandemia comporterà una riduzione drastica della produzione economica globale di 8,5 trilioni di dollari nei prossimi due anni.
  • Le stime indicano che il numero di persone che potrebbero cadere in una situazione di povertà assoluta nel 2020 può raggiungere i 49 milioni di persone, e circa la metà dell’incremento occorrerà nei paesi dell’Africa Sub Sahariana.
  • Il cibo è indispensabile per la sopravvivenza e la sua distribuzione fornisce lavoro a più di un miliardo di persone. Le misure di contenimento e di controllo del COVID-19 e l’emergente crisi economica stanno mettendo a rischio i posti di lavoro e i mezzi di sostentamento di decine di milioni di persone, in particolare nella produzione, lavorazione, distribuzione ed erogazione di alimenti primari.
  • Il calo di ciascun punto percentuale del Prodotto Interno Lordo (PIL) globale comporta un aumento di 0,7 milioni di bambini con problemi di salute.
  • Fino all’80% delle persone che si trovano in una situazione di grave insicurezza alimentare sono agricoltori, pastori, pescatori e guardie forestali. La maggior parte lavora in piccoli nuclei familiari e nelle aree rurali.
  • In media, le donne nei paesi in via di sviluppo, rappresentano il 43% della forza lavoro nel settore agricolo e si stima che costituiscano i due terzi dei 600 milioni di allevatori poveri del mondo.
  • Di queste donne che nei paesi meno sviluppati riportano di essere economicamente attive, il 79% dichiara che l’agricoltura è la loro principale fonte di sostentamento (48% delle donne economicamente attive nel mondo).
  • La perdita di reddito e di posti di lavoro compromette la possibilità di 200 milioni di lavoratori immigrati in più di 40 paesi di inviare rimesse agli 800 milioni di familiari sparsi in più di 125 paesi.
  • È prevista una diminuzione del 20% delle rimesse in tutto il mondo nel 2020. Questo porterà a una diminuzione di risorse disponibili per il cibo e altri beni di prima necessità per milioni di famiglie d’immigrati per un valore di 110 miliardi di dollari.

Sicurezza alimentare e nutrizione

  • Prima della pandemia, centinaia di migliaia di persone stavano già lottando contro la fame e la malnutrizione e molte altre rischiavano di aggravare il livello di insicurezza alimentare acuta.
  • Più di 820 milioni di persone erano cronicamente denutrite, con 700 milioni esposte a gravi livelli di insicurezza alimentare.
  • 135 milioni di persone sono state recentemente classificate con un livello di vita critico o condizioni peggiori; questo significa che stanno affrontando un’insicurezza alimentare acuta e la malnutrizione. Il numero potrebbe quasi raddoppiare prima della fine dell’anno a causa dell’impatto del COVID-19. 144 milioni di bambini vivono di stenti, più di uno su cinque in tutto il mondo. 47 milioni di bambini sono vittime dello spreco.
  • Quasi 352 milioni di scolari attualmente non hanno più una mensa scolastica in grado di sostenere una parte importante delle loro esigenze nutrizionali giornaliere. Solo in America Latina e nei Caraibi 85 milioni di bambini fanno affidamento sui pasti scolastici; per 10 milioni di loro, questi pasti rappresentano l’unica fonte di cibo giornaliera sicura.
  • L’obesità è associata ad una maggiore letalità del COVID-19. Quasi 678 milioni di persone sono classificate come obese e più di 2 milioni di persone come in sovrappeso. Tra i bambini al di sotto dei cinque anni, 40.1 milioni sono in sovrappeso.

 

 

Sostenibilità

  • Mentre negli ultimi 50 anni abbiamo assistito ad un incremento nella produzione di cibo, questi risultati sono stati associati a modalità di gestione che hanno degradato i sistemi idrogeologici dai quali dipende la produzione di cibo. Un quarto delle terre coltivabili del pianeta è attualmente deteriorato.
  • Il 25-30% del gas serra totale è attribuito al sistema alimentare. Questa cifra tiene conto oltre che delle emissioni delle aziende agricole anche dell’energia, dei trasporti e dei settori industriali per la produzione alimentare.
  • Al contrario, le emissioni dei gas serra del settore zootecnico potrebbero diminuire del 30% se gli agricoltori/allevatori facessero semplicemente più uso di pratiche migliori e tecnologie già esistenti.
  • Globalmente circa il 14% del cibo mondiale viene perso dopo la raccolta e prima di raggiungere il livello di vendita al dettaglio. Il cibo che non viene mangiato rappresenta uno spreco di risorse come terra, acqua, energia, suolo, ecc.

 

  • Il 38% del consumo totale di energia nel sistema globale della produzione di cibo viene utilizzato per produrre cibo che viene perso o sprecato
  • Le perdite di cibo attuali sono associate a circa 1.5 gigatoni di CO2 equivalente e il loro valore monetario è di circa $400 milioni, equivalente al PIL dell’Austria.
  • Circa 1 milione di specie sono a rischio di estinzione, molte entro alcuni decenni, a meno che non si intervenga per diminuire l’intensità dei fattori che portano alla perdita della biodiversità, che sono spesso associati ai sistemi alimentari.
  • Un terzo delle riserve ittiche è sovra sfruttato.
  • Sono necessari tra i 2,000 e i 5,000 litri d’acqua per produrre il fabbisogno quotidiano di cibo di una persona.

 

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