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Osservazioni del Segretatorio Generale sull’Azione per il Clima allo European Council on Foreign Relations

 

IL SEGRETARIO GENERALE 

— 

OSSERVAZIONI SULL’AZIONE PER IL CLIMA ALLO EUROPEAN COUNCIL ON FOREIGN RELATIONS 

19 novembre 2020 

Eccellenze, 

Signore e signori, 

Vi ringrazio per l’invito a parlarvi oggi. 

Le mie osservazioni si concentreranno sulla crisi climatica e la necessità di innalzare il livello dell’azione sul clima. 

Abbiamo assistito di recente a risposte incoraggianti.  

Unione Europea, Giappone e Repubblica di Corea si sono impegnate a raggiungere la neutralità climatica entro il 2050, insieme a più di altri 110 Stati. 

La Cina afferma che lo farà prima del 2060. 

Entro la prima parte del 2021, Paesi che rappresentano più del 65% delle emissioni globali di biossido di carbonio e oltre il 70 per cento dell’economia mondiale avranno adottato impegni ambiziosi verso la neutralità climatica.  

Tuttavia siamo ancora in ritardo in questa lotta contro il tempo. 

Ogni Stato, città, istituzione finanziaria e impresa dovrebbe adottare piani per una transizione verso emissioni zero entro il 2050.  

Occorre che tali piani siano in avanzato stato di attuazione in vista della COP26 – in particolare i Contributi determinati a livello nazionale previsti dall’Accordo di Parigi e le strategie di lungo periodo che occorrono per conseguire la neutralità climatica.  

I Paesi del G20 – che sono responsabili per oltre l’80 per cento dell’inquinamento atmosferico – devono guidare questo processo. 

L’Unione Europea ha svolto in questo contesto un ruolo guida. 

Vi invito a continuare il cammino con impegni concreti e ambiziosi nel breve periodo.  

È essenziale che l’Unione Europea si impegni a ridurre le emissioni di almeno il 55 per cento entro il 2030 nella definizione del suo nuovo Contributo determinato a livello nazionale.  

Il Vertice sull’ambizione climatica, di cui ho il piacere di essere ospite insieme a Regno Unito e Francia nel quinto anniversario dell’Accordo di Parigi, rappresenta una chiara opportunità per l’Unione Europea di presentare il suo più ambizioso piano climatico. 

Un livello di accresciuta ambizione da parte del G20 significa anche allineare piani economici e misure di ripresa dal COVID-19 con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile. 

Dando piena attuazione ai suoi “Green Deal” e “Next Generation EU” e integrando il cambiamento climatico nel proprio bilancio di lungo periodo, l’Unione Europea può mostrare al mondo come muoversi verso neutralità e resilienza climatica garantendo al contempo prosperità e un’equa transizione.   

La proposta di un pacchetto di investimenti del valore di €1.850 miliardi offre l’opportunità di investire in misure e tecnologie necessarie per raggiungere la neutralità climatica entro il 2050. 

Le decisioni adottate ora su come il finanziamento sarà impiegato determineranno quale sarà il cammino negli anni a venire. 

È essenziale che l’Unione Europea acceleri la propria transizione verso l’energia pulita.  

Le proposte dell’Unione Europea di accelerare questo spostamento in modo da affrontare la disuguaglianza e tutelare coloro toccati da tale transizione può rappresentare un esempio significativo per il resto del mondo.  

Le attività industriali fondate sul fossile sono in declino, mentre si accentua la pressione sugli investimenti nel settore e gli elettori sono testimoni di un inquinamento più dannoso e di danni climatici.   

Non devono esserci più centrali a carbone, e tutta questa attività presente nell’Unione Europea dovrebbe essere dismessa nei Paesi OCSE entro il 2030, ed entro il 2040 altrove.  

Chiedo inoltre all’Unione Europea di cessare di finanziare i carburanti fossili sul piano internazionale e di promuovere lo spostamento della tassazione dal reddito al carbonio.  

L’Unione Europea ha un ruolo cruciale nel garantire che i Paesi in via di sviluppo abbiano il necessario supporto per una ripresa sostenibile dal COVID-19 e per potenziare le proprie ambizioni climatiche – attraverso l’assistenza per mitigazione, adattamento e resilienza.  

È essenziale che nessuno resti indietro durante la nostra costruzione di una coalizione globale che agisca in vista di un futuro a zero emissioni. 

Faccio affidamento sull’Unione Europea e altri donatori affinché siano garantiti  100 miliardi di dollari ogni anno in finanziamenti ottenuti grazie alla mobilitazione di risorse pubbliche e private in favore di Paesi in via di sviluppo per mitigazione e adattamento climatico, a partire da quest’anno.  

Conto inoltre sugli Stati dell’Unione Europea affinché usino la propria influenza in seno alle istituzioni finanziarie multilaterali per consentire l’adozione di ambiziose strategie di adattamento. 

È importante concentrarsi in maniera crescente sulla crisi del debito con cui sono alle prese i Paesi più vulnerabili.   

In un momento in cui altri Paesi dovunque nel mondo si impegnano per raggiungere zero emissioni, l’Unione Europea gode dell’importante opportunità di svolgere un ruolo guida per allineare il commercio internazionale con gli obiettivi dell’Accordo di Parigi. 

L’Unione Europea è stata un leader nell’azione per il clima.  

Lo ha fatto con legislazione e politiche pionieristiche, come il mercato del carbonio EU. 

L’Unione Europea ha anche dimostrato che si possono tagliare le emissioni mantenendo nel contempo una crescita economica.  

E l’Unione Europea ha costruito una rete di solidarietà globale con i Paesi più vulnerabili. 

Rendiamo omaggio ai risultati raggiunti sul clima dall’Unione Europea. Tuttavia siamo ancora lontani dalla linea del traguardo. 

Il mondo guarderà ancora una volta al ruolo guida dell’Unione Europea mentre ci avviciniamo al Vertice sull’ambizione climatica del 12 dicembre e alla COP26 del novembre del prossimo anno.   

Chiedo all’Unione Europea di cogliere queste opportunità – e rispondere a questo appello – per le persone, ovunque nel mondo, per la prosperità e per il pianeta che noi tutti abitiamo e dal quale dipendiamo. 

Grazie.
 

 

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